I danni provocati dall’inquinamento da plastica sono un problema globale, che, come tutti quelli che riguardano l’ambiente, per essere risolto ha bisogno di accordi su scala internazionale e azioni su scala locale.
Sulla dimensione globale l’impasse è assoluta: il 15 agosto, alla fine di dieci giorni di trattative serrate (INC-5.2, seconda parte della quinta sessione del Comitato intergovernativo di negoziazione), i 185 Paesi riuniti a Ginevra per redigere un testo contro l’inquinamento da plastica si sono lasciati con un nulla di fatto.
Categoria: Consumo e produzione responsabili
Obiettivo 12: Consumo e produzione responsabili
Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo.
1- Massimiliano Mazzanti, sostenibilità ed efficienza necessitano di cooperazione internazionale, afferma l’economista. E i produttori devono assumersi maggiori responsabilità
2- Istat, quanto siamo lontani dal traguardo di consumo e produzione responsabile. L’obiettivo 12 dell’ Agenda 2030 dell’ Onu misurato secondo otto parametri
L’importanza delle buone pratiche nella prevenzione dei danni da plastica per la salute. La campagna ISDE e il progetto Spesa Sballata
Come nell’oceano così in cielo. Il problema dei detriti è globale. Quelli spaziali sono un’ inedita emergenza: un nuovo obiettivo per l’Agenda Onu 2030 (2)
L’esperienza dell’azienda italiana D-Orbit. La crescente partecipazione dei privati offre soluzioni, ma rende difficile convergere su regole comuni
Un diciottesimo obiettivo di sviluppo sostenibile per la protezione dell’ambiente sopra la Terra. Questa la proposta di un gruppo di esperti ed esperte pubblicata su One Earth per contrastare il problema dei detriti spaziali. La proposta intende trarre ispirazione dal quattordicesimo obiettivo, La vita sott’acqua, e dalla gestione dei rifiuti di plastica negli oceani. Oltre a un trattato internazionale vincolante e al nuovo obiettivo, l’articolo auspica anche una serie di misure innovative per la rimozione o la manutenzione dei satelliti giunti al termine dell’operatività, in un’ottica di responsabilità estesa del produttore.
Come nell’oceano così in cielo. Il problema dei detriti è globale. Quelli spaziali sono un’ inedita emergenza: un nuovo obiettivo per l’Agenda Onu 2030 (1)
I progetti degli scienziati e i dubbi di Bianchi, responsabile del radiotelescopio Croce del Nord, sulla attuale efficacia dell’Onu
Un diciottesimo obiettivo di sviluppo sostenibile per la protezione dell’ambiente sopra la Terra. Questa la proposta di un gruppo di esperti ed esperte pubblicata su One Earth per contrastare il problema dei detriti spaziali.
La proposta intende trarre ispirazione dal quattordicesimo obiettivo, La vita sott’acqua, e dalla gestione dei rifiuti di plastica negli oceani, proponendo alcune strategie: un tetto massimo al lancio di nuovi satelliti, la rimozione o il riciclo di quelli inutilizzati, la responsabilità estesa del produttore, un trattato internazionale vincolante e un nuovo obiettivo di sviluppo sostenibile.
Pesticidi nel piatto. Rispettato il Limite massimo di residuo, ma restano molte tracce negli alimenti. Il dossier di Legambiente
La frutta è l'alimento più colpito, va meglio con quelli trasformati
Solamente l’1,36% degli alimenti analizzati da Legambiente ha superato nel 2024 il Limite massimo di residuo (Lmr) di pesticidi ammesso o presentava sostanze non consentite o fitofarmaci ritirati dal mercato.
Il dato proviene dal dossier Pesticidi 2024, per il quale sono stati controllati 5233 campioni provenienti sia dall’agricoltura convenzionale che da quella biologica. I campioni, che includono prodotti animali e vegetali, appartengono a frutta, verdura e alimenti trasformati.
La comunità energetica rinnovabile di Villanovaforru in Sardegna. Collaborazione e trasparenza. La testimonianze del sindaco Maurizio Onnis
Previsti allargamento e potenziamento grazie alla nuova legge
È caldo il tema delle energie rinnovabili per molte zone del nostro Paese, dove amministrazioni, comitati e attivisti puntano il dito contro aziende italiane e straniere considerate responsabili di realizzare impianti “green” con conseguenze negative su comunità locali, patrimonio storico e ambientale.
DOSSIER EOLICO Sempre più pale per catturare energia pulita. Ma si alza anche il vento della protesta
Sardegna caso esemplare di una contestazione che percorre il Paese in nuove forme del dibattito pubblico
Con l’approvazione all’inizio del mese di dicembre 2024 del disegno di legge n. 45-A, il Consiglio regionale della Sardegna ha provato a chiudere la lunga vicenda delle aree idonee all’installazione di fonti di energia rinnovabili nell’Isola, o, almeno, a segnare un punto di svolta di una situazione caratterizzata da un acceso contrasto fra oppositori che vogliono limitare gli impianti e imprese interessate a espanderli.
DOSSIER EOLICO Sempre più pale per catturare energia pulita. Ma si alza anche il vento della protesta
Gli obiettivi del piano di transizione ecologica e le ragioni della contestazione
Con l’adozione del Piano nazionale integrato per l’ energia e il clima (Pniec), l’Italia persegue l’obiettivo al 2030 del 39,4% di energia da fonte rinnovabile (Fer) sul totale del consumo. Le quote dei consumi nazionali di energia dovranno coprire il 63,4% del settore elettrico, il 35,9% del termico e il 34,2% dei trasporti. Complessivamente al 2030 saranno installati circa 131 GW di impianti a fonti rinnovabili (di cui 80 GW fotovoltaici e 28 GW eolici).
