Senza merito: sempre più disuguaglianza economica e sociale, ma la concentrazione della ricchezza non è frutto di duro lavoro e abilità, secondo Oxfam Italia

Dipende anche da un fisco internazionale favorevole a ricchi ereditieri e multinazionali digitali

Mentre i miliardari americani Musk e Altman si sfidano sull’acquisto delle tecnologie di OpenAI e di X, i divari economici fra la popolazione continuano ad acuirsi. “La comunità internazionale è alle prese con numerose sfide: la necessità di accelerare la decarbonizzazione e combattere il cambiamento climatico, la necessità dei Paesi indebitati di mantenere lo spazio fiscale per investire nell’eliminazione della povertà, nei servizi sociali e nei beni pubblici globali, e la necessità di rimettersi in carreggiata per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. C’è un problema che rende molto più difficile affrontare queste sfide globali: la disuguaglianza.”

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I confini porosi del gender: il caso della pugile Imane Khelif analizzato da Paola Michelini al festival di Internazionale

Molestie, bullismo e violazione della privacy per ignoranza scientifica dei test e delle “Differenze dello sviluppo sessuale”

Spente le luci sul ring delle Olimpiadi di Parigi, cosa è rimasto della vicenda della pugile Imane Khelif? Le polemiche – non sempre all’altezza della noble art di cui imane è campionessa – sono servite a qualcosa?
L’attenzione sul caso si è riaccesa durante il festival di Internazionale a Ferrara, dove l’autrice e attrice Paola Michelini l’ha preso ad esempio di discriminazione e mancata tutela dei diritti. Un tema – quello del gender – dai confini indefiniti e porosi, che ancora suscita molti dubbi e con molti vuoti da colmare.

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La responsabilità di istituzioni, aziende e finanza di fronte alle crescenti disuguaglianze sociali ed economiche

Per l’economista Stefano Zamagni non basta rispondere delle conseguenze delle azioni direttamente compiute

Cosa significa oggi essere responsabili? Abituati a un concetto di responsabilità “attiva”, nel quale è responsabile solo chi agisce concretamente, spesso trascuriamo invece le conseguenze del non agire: tuttavia, ognuno di noi ha precise responsabilità a livello sociale, ambientale ed economico anche e soprattutto quando sceglie, appunto, di non fare nulla. A spiegarci i molteplici livelli della responsabilità è Stefano Zamagni, economista, autore del libro “Responsabili. Come civilizzare il mercato”, nel quale introduce anche l’idea del “trilemma”, cioè la necessità di operare mantenendo in armonia queste tre dimensioni, contrariamente a quanto spesso oggi avviene.

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India: la più grande democrazia tra crescita economica e disuguaglianze sociali

Nella foto di Viky Roy, bambini al fiume sullo sfondo dei grattacieli a Mumbai, metropoli dai due volti

Narendra Modi ha vinto le elezioni indiane per la terza volta, ma non ottiene il plebiscito sperato nella più grande democrazia del Mondo. Quasi un miliardo di votanti (un decimo dell’Umanità) nell’arco di 44 giorni, con un milione di cabine elettorali perché ci sia almeno un seggio elettorale nel raggio di 2 chilometri, 15 milioni di addetti alle operazioni, più di 10 miliardi di dollari di spese stimati.

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Giustizia climatica: non bastano interventi finanziari. Servono decisioni politiche e vincoli giuridici, secondo il giurista Magri di Unife

Le norme nel diritto climatico sono deboli: non è facile costringere gli Stati ad abbattere le emissioni

“La logica di fondi come il Loss and Damage è una logica di solidarietà, ma bisognerebbe chiedersi se abbia senso fare della lotta ai cambiamenti climatici una questione fondamentalmente finanziaria. Inoltre, nonostante l’ipotesi di un’obbligatorietà della contribuzione mi trovi d’accordo, va considerato il diritto internazionale è privo dei meccanismi coercitivi del diritto nazionale in quanto mitigato dalla sovranità degli Stati, per cui anche in questi casi l’accordo si trova nella misura in cui tutti lo vogliono.” È quanto afferma ad Agenda17 Marco Magri, docente di Diritto amministrativo presso l’Università di Ferrara.

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SPECIALE COP28 Gli investimenti di pochi miliardari inquinano come la maggioranza della popolazione

Oxfam: combattere cambiamento climatico e povertà tassando i ricchi, non solamente le Nazioni

Il nostro Pianeta rischia di essere distrutto da un mare di alluvioni e incendi. Donne, persone di colore, indigeni e altri gruppi marginalizzati si trovano nella fase finale del collasso climatico, mentre i più ricchi vedono le loro fortune crescere costantemente. I giovani e le generazioni future affronteranno le peggiori conseguenze del fallimento contro il cambiamento climatico. Non sono sfide separate: le crisi del clima e della disuguaglianza sono correlate, fuse assieme e si alimentano a vicenda. Significa riconoscere che una radicale crescita dell’uguaglianza è una precondizione per porre fine al collasso climatico e alla povertà.

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