“Vogliamo demistificare la figura del “grigio burocrate” di Bruxelles, del tecnocrate senza volto che decide le nostre vite; e, al tempo stesso, far entrare il pubblico nella ‘bolla’ di Bruxelles, percepita come lontana e distante, spesso anche lontana dalla nostra cultura, ed invece più viva, contraddittoria, interessante che mai.”
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Patto Ue Migrazione e asilo: la salute dei migranti potrebbe diventare peggiore di quella delle persone in carcere
La denuncia di AIE e SIMM, che rilanciano l’approccio centrato sulla persona
Mentre la Grecia sospende per almeno tre mesi la valutazione delle richieste di asilo per le persone provenienti dal Nord Africa a causa di un sovraccarico nelle isole di Creta e Gavdos, l’Unione europea (Ue) si prepara all’entrata in vigore per la prossima estate del nuovo Patto europeo su Migrazione e asilo, approvato l’anno scorso.
Manifesto di Ventotene. Cos’è e perché è attuale. Il filosofo Pugliese sottolinea che l’Europa “anziché adottare politiche federaliste e disarmiste, è di nuovo epicentro di una potenziale guerra mondiale e di un mostruoso programma di riarmo”
Proposte concrete per la pace in Ucraina
In questi giorni c’è molta polemica attorno al Manifesto di Ventotene. Il ruolo dell’Europa in relazione alla guerra in Ucraina e al riarmo che si sta affermando ne hanno rilanciato l’importanza come punto di riferimento per un’ Europa che, uscita distrutta dalle guerre del secolo scorso, aspirava alla pace e alla collaborazione fra gli Stati.
Dazi di Trump: a rischio la qualità dell’agroalimentare europeo. Mantenere standard elevati e accordi di scambio con altri Paesi, secondo Fabio Bartolini di Unife
L’attacco al new deal compromette l'equilibrio aziendale di sostenibilità economica e ambientale
“Finora in Europa abbiamo creato sistemi che, se pur in parte farraginosi, ci permettono di garantire ai nostri cittadini una qualità delle produzioni, anche grazie al fatto che gli agricoltori devono rispettare standard produttivi elevati. Se Trump dovesse alzare i dazi o bloccare le importazioni, per quanto gli Stati Uniti siano per noi un mercato importante, sarà fondamentale rimanere uniti, mantenere gli standard elevati e costruire opportunità commerciali con blocchi di Paesi.” È quanto dichiara ad Agenda17 Fabio Bartolini, docente di Economia e politiche agro-alimentari presso l’Università di Ferrara.
Europa tra Usa e Brics: economia debole e dipendente dal dollaro, ai margini del Mondo multipolare secondo l’economista Paolo Pini
Abbandono del Green Deal, massicci acquisti di armi USA a scapito del welfare. In Nord Africa chiusura alle migrazioni e partnership bloccate
Dopo il vertice dei Brics a Kazan, si fa sempre più chiara la volontà di questi Paesi di ridefinire gli equilibri geopolitici internazionali. I temi in gioco sono tanti: il multilateralismo, la possibilità di un mercato alternativo al dollaro, il ruolo dell’Africa e i possibili cambiamenti con la nuova amministrazione americana. Come si posiziona l’Europa in questo scenario? Lo abbiamo chiesto a Paolo Pini, già docente di Economia politica presso l’Università di Ferrara.
Fondi europei per l’agricoltura a pochi miliardari, mentre la piccola azienda muore. Un’inchiesta del Guardian
Agricoltura europea sempre più industrializzata e meno sostenibile, a livello sociale e ambientale: lo ha evidenziato Greenpeace in un recente report e ora lo conferma un’inchiesta del The Guardian. Pur di fronte alle evidenti difficoltà affrontate dalle piccole e medie aziende agricole, infatti, l’Unione europea (Ue), che assegna un terzo dell’intero bilancio agli agricoltori attraverso la Politica agricola comune (Pac), continua a farlo in base agli ettari posseduti e non alle reali necessità.
L’agricoltura europea sempre più industrializzata. Scompaiono le piccole aziende e cala la sostenibilità ambientale
La sicurezza alimentare è nelle mani della finanza e grandi aziende, con perdita di posti di lavoro soprattutto nelle aree rurali
Recentemente Greenpeace ha rilasciato il report “La crisi degli agricoltori italiani ed europei” da cui emerge un’inequivocabile tendenza all’industrializzazione del settore e all’accentramento della produzione nelle mani delle grandi aziende. Le conseguenze sono molteplici e drammatiche: “un maggiore controllo della produzione alimentare da parte di pochi grandi attori, un aumento della disoccupazione rurale, un crescente divario tra aree urbane e rurali, e maggiori impatti sulle risorse naturali, le stesse su cui gli agricoltori fanno affidamento per la loro sussistenza.”
