Contributi al dialogo – Retoriche della rigenerazione urbana: Féris, il progetto a ridosso delle mura estensi

In contrasto con i principi di Agenda 2030, il patrimonio storico cittadino e la pubblica utilità (anche degli studenti universitari)

In piena crisi climatica non si può continuare a perseguire vecchi modelli di sviluppo fallimentari mentre dovremo modificare radicalmente stili di vita, di produzione e di consumo e ripensare i modelli di città. È questo uno dei concetti fondamentali affermato da chi studia l’evoluzione delle città e il rapporto fra urbanizzazione e crisi ambientale. L’architetto Romeo Farinella dell’Università di Ferrara ne ha fornito su questa pagine una documentata ricostruzione storica e una convincente prospettiva per il futuro parlando di “decarbonizzazione per la città postindustriale”.

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DOSSIER ASSEMBLEE dei CITTADINI Dalla rappresentanza alla ‘lottocrazia’

Non c’è decarbonizzazione senza democratizzazione

Mentre le nostre conoscenze confermano il cambiamento climatico causato dall’uomo, il ticchettio dell’orologio del clima avanza inesorabile e incalzante; gli anni passano, le temperature medie del pianeta aumentano, e continuiamo a ‘ballare sul Titanic’ navigando sulla rotta di collisione…

Il punto cruciale è quindi se le società umane siano in grado di prendere le decisioni adeguate per affrontare la sfida, nonché di poi attuarle realmente (aspetto questo sempre in secondo piano nel discorso pubblico, ma imprescindibile se si mira ad avere un impatto effettivo).

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La transizione ecologica non può avvenire senza giustizia sociale

Le città sono le maggiori responsabili dell’inquinamento. Ma secondo Farinella e Alietti di Unife la pianificazione urbana senza equità non funziona

“Oggi chi vive nelle favelas lavora nei quartieri vicini, dove la ricca borghesia si serve di questi lavoratori per mantenere il proprio benessere. E si tratta delle stesse dinamiche che caratterizzano lo sviluppo a livello globale: molte città del Mondo sono strutturate in questo modo, e in esse si produce la ricchezza che serve a noi per prosperare, con una serie di conseguenze in termini di disuguaglianze sociali e ambientali.” Parte da questo quadro generale l’architetto Romeo Farinella per affrontare, con il sociologo Alfredo Alietti, il tema dell’ordine e del disordine urbano, come dimensioni che hanno accompagnato lo sviluppo delle nostre città e che sono oggi legate alle disuguaglianze sociali e ai temi della giustizia climatica.

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Obiettivo 11 Come salvaguardare il patrimonio culturale e naturale e realizzare una mobilità sicura per tutti secondo l’architetto Antonello Stella

Inserire un po’ di verde non significa rinaturalizzare le città. Valorizzazione e riuso del costruito e stop al consumo di suolo secondo un’ “etica del metro cubo”.
Mobilità sostenibile nelle metropoli significa anzitutto mettere in relazione le parti più povere con quelle più ricche.

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Biennale di Venezia. Architetture per vivere insieme, secondo gli architetti Frediani e Melis, curatore del padiglione Italia (1)

Troppa arte e poca architettura?

Ci troviamo in una fase di miglioramento della pandemia, e probabilmente siamo più attenti ai nodi critici del mondo: i cambiamenti climatici, le disuguaglianze, le malattie e le migrazioni. Sono di fatto le tematiche che affronta la 17. Mostra Internazionale di architettura organizzata dalla Biennale di Venezia, curata dall’architetto libanese Hashim Sarkis.

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