Assange colpito perché ha svelato l’uso delle tecnologie di Rete nell’inchiesta giornalistica

Il metodo scientifico di WikiLeaks: “aprire” i dati, verificarli, condividerli e crittografare le fonti per proteggerle

“Il caso di Assange è semplicissimo da capire: si tratta di una mostruosa ingiustizia, nella quale per la prima volta nella storia degli Stati Uniti un giornalista rischia la prigione a vita per aver rivelato crimini di guerra e torture, mentre i criminali di guerra e i torturatori sono liberi come l’aria. Ora l’unica cosa che può salvarlo è la pressione dell’opinione pubblica, che deve far capire alla politica quanto è assurda e inaccettabile questa ingiustizia.” È quanto dichiarato da Stefania Maurizi, giornalista d’inchiesta de Il Fatto Quotidiano, alla Festa della legalità 2022 organizzata dal Comune di Ferrara.

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Ucraina. In caso di bombardamento, pericolo per le centrali nucleari. La gravità dipende dall’impianto

Controlli e monitoraggio in caso di fallout funzionano, ma gli accordi internazionali non proteggono reattori di ricerca e siti di stoccaggio

La guerra in Ucraina non solo ci ha messo di fronte alla possibilità del lancio di testate nucleari, ma ha fatto anche crescere la paura di possibili attacchi alle centrali nucleari che producono energia elettrica.
Questa mattina un missile russo è volato “criticamente a bassa quota” sulla centrale nucleare dell’Ucraina meridionale nella regione di Mykolayiv. Lo ha denunciato l’operatore nazionale delle centrali, Energoatom.

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Nuova serie di attacchi hacker all’Italia: impossibile negare il nostro pieno coinvolgimento nella guerra cibernetica

Un nuovo attacco cibernetico ha colpito le istituzioni del nostro Paese. Il collettivo russo Killnet ha rivendicato l’offensiva, partita alle 22 di giovedì 19 maggio contro i siti del Consiglio superiore della magistratura (Csm), l’Agenzia delle dogane, il Ministero degli esteri, dell’istruzione e dei beni culturali. “Non si tratta di uno scherzo o semplici ragazzate da parte di gruppi minori, ma è la conferma che abbiamo a che fare con attività molto serie e, quindi, pericoli concreti” commenta ad Agenda17 Stefano Pietropaoli, docente di Informatica giuridica presso l’Università di Firenze.

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Attacco informatico alle istituzioni italiane: la guerra in Ucraina è anche cibernetica

Contro il nostro invio di armi c'è la regia di una solida struttura politica, secondo il giurista Pietropaoli

Nel pomeriggio dell’11 maggio i siti di Senato, Ministero della difesa, Istituto superiore di sanità e Automobile club d’Italia (Aci) sono rimasti bloccati per alcune ore (salvo quello dell’Aci, tornato operativo il giorno successivo) a causa di un attacco informatico contro il nostro Paese. “Questo attacco conferma il quadro generale della guerra: era infatti già chiaro come fossimo tutti esposti anche sul piano cibernetico. L’azione ha consentito alla Russia di farci capire, anche senza un intervento militare diretto, che l’invio di armi in Ucraina non è un gesto che passa inosservato ma, al contrario, può scatenare ripercussioni su vari livelli, compreso quello della sicurezza informatica.” È quanto dichiara ad Agenda17 Stefano Pietropaoli, docente di Informatica giuridica presso l’Università di Firenze.

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Molti suicidi nelle nostre carceri sovraffollate e in condizioni precarie

Il tasso fra i più alti in Europa, rileva il Consiglio EU

È stato recentemente pubblicato il report Space I, con il quale ogni anno il Consiglio d’Europa, in collaborazione con gli esperti dell’Università di Losanna, fornisce statistiche sulla popolazione carceraria e gli istituti detentivi dei Paesi membri. Il nostro Paese si conferma tra i primi per sovraffollamento, ma ad allarmare è soprattutto il tasso di suicidi.

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La crisi dei chip minaccia l’economia mondiale

Preoccupano le aree geopolitiche instabili: dall’Ucraina a Taiwan

La crisi dei semiconduttori, ovvero la carenza di chip essenziali per la produzione di beni legati alla tecnologia (automobili, computer, telefoni, consolle per i videogiochi…) sta mostrando, complice negli ultimi tempi anche la pandemia, quanto le interdipendenze della globalizzazione hanno reso fragili le catene di valorizzazione dell’economia mondiale. Molti si preoccupano che la guerra in Ucraina possa causare un deficit di alcuni gas necessari per alimentare i laser con cui vengono lavorati i chip.

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Più diplomazia scientifica, più pace

Samantha Cristoforetti loda Yuri Gagarin e l’amicizia con tutti i colleghi della Stazione spaziale, anche russi

“Lo spirito con cui affrontiamo la missione sulla Stazione spaziale internazionale è quello di una continua amicizia e collaborazione… siamo amici con i colleghi americani e con quelli russi. La stazione spaziale è stata, è, e deve continuare a essere un simbolo di cooperazione pacifica.” Con queste parole Samantha Cristoforetti ha risposto alle domande dei giornalisti sul drammatico contesto politico di questo periodo, e sull’impatto che esso avrà sulla missione Minerva che la vedrà impegnata in numerosi esperimenti scientifici per sei mesi.

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Ucraina: il rischio di un conflitto nucleare in Europa è concreto, secondo il fisico Alessandro Pascolini

Permangono alcune “ragionevoli speranze”

Bisogna partire da alcuni dati per capire quanto il pericolo di un conflitto nucleare scatenato dall’invasione russa dell’Ucraina sia concreto e molto vicino a noi.
La Russia ha 6mila testate atomiche, e 5500 ne possiede gli USA, mentre Francia e Inghilterra ne schierano rispettivamente 290 e 225. Altre 150 sono distribuite fra Belgio, Olanda, Germania, Italia e Turchia, e 90 sono israeliane.

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Ucraina. “Diplomazia scientifica” incerta fra boicottaggio, aiuto ai dissidenti e collaborazione universale. A partire dal Cern

E, secondo lo storico della scienza Turchetti, la comunità scientifica deve rilanciare il disarmo nucleare

Pochi giorni fa il Cern, l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare con sede a Ginevra, in Svizzera, ha sospeso la partecipazione dei propri scienziati ai comitati scientifici di istituzioni ubicate nella Federazione russa e nella Repubblica di Bielorussia (e viceversa).
La decisione è stata presa dal Council, suprema autorità dell’organizzazione e organismo “politico” della struttura di ricerca, costituito dai rappresentanti dei governi dei Paesi membri. Contestualmente, inoltre, vengono sospesi – o annullati – tutti gli eventi organizzati congiuntamente tra il Cern e le istituzioni dei Paesi sospesi, nonché la concessione di contratti di associazione a nuovi soggetti affiliati a istituzioni russe o bielorusse.

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La guerra in Ucraina porterà fame e instabilità anche in Africa e in Medio Oriente

La globalizzazione amplifica le crisi in un terribile “effetto domino”

L’attacco al “granaio d’Europa” non avrà conseguenze solo a livello energetico. Ucraina e Russia producono infatti circa il 53% dell’olio e dei semi di girasole consumati nel Mondo e il 27% del grano, oltre a esportare altri essenziali generi alimentari, come orzo e mais, e prodotti, come i fertilizzanti.

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In Ucraina la guerra informatica affianca quella armata

Da tempo le infrastrutture sono nel mirino di conflitti cibernetici letali. Le Nazioni unite di nuovo fuori gioco, secondo il giurista Pietropaoli

“La guerra cibernetica non è solo guerra dell’informazione. C’è sicuramente un problema di manipolazione delle coscienze, di propaganda e fake news, ma non c’è solamente il suono della tastiera in sottofondo. Pensare che si tratti di una guerra meno letale rispetto a quelle cui siamo abituati è illusorio” afferma ad Agenda17 Stefano Pietropaoli, docente di Informatica giuridica presso l’Università di Firenze e membro del Cybersecurity National Lab del Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica (Cini).

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La condanna Onu dell’aggressione all’Ucraina è ferma ma inefficace: il diritto di veto è un limite difficilmente superabile

Manca un coordinamento tra gli Stati e la risoluzione è poco coraggiosa, secondo la giurista Annoni

“L’attacco russo all’Ucraina costituisce una grave violazione del divieto di uso della forza. A fronte di tale violazione è naturale rivolgere lo sguardo al ruolo dell’Organizzazione delle nazioni unite (Onu, United Nations UN), istituita dagli Stati vincitori della Seconda guerra mondiale per salvare le future generazioni dal flagello della guerra, e soprattutto al ruolo del Consiglio di sicurezza, che ha la principale responsabilità del mantenimento di pace e sicurezza internazionali” ha affermato Alessandra Annoni, docente di Diritto internazionale presso l’Università di Ferrara, durante l’incontro online “Chi (non) dice Umanità. La guerra in Ucraina e le vie della pace”.

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