DOSSIER COP 30 Riconosciuti solo parzialmente il ruolo e i diritti dei popoli indigeni dell’Amazzonia nella protezione delle loro terre

Tremila chilometri con la Yaku Mama Flotilla per giungere a Belém: “la risposta siamo noi”

“Un nuovo viaggio che onora la memoria della lotta e della resistenza dei popoli indigeni amazzonici”, così Leonardo Cerda, attivista della Comunità Kichwa di Serena in Ecuador ha definito il viaggio che ha portato La Yaku Mama Flotilla nella città di Belém nello stato brasiliano del Pará in cui si è tenuta la COP 30, dopo aver cominciato il suo percorso nei territori andini dell’Ecuador lo scorso 10 ottobre.

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Il lupo fa bene all’ecosistema. Legambiente e WWF ricorrono contro il declassamento della protezione in Europa

In Scozia pensano di reintrodurlo su basi scientifiche, da noi si discute in Parlamento per dargli la caccia

Reintrodurre i lupi per fermare l’espansione dei cervi rossi, che stanno distruggendo i boschi autoctoni delle Highlands scozzesi, e favorire il recupero di ecosistemi degradati. Sono i risultati dello studio di un gruppo di ricercatori inglesi, che fornisce ulteriori prove di quanto questo animale possa fornire soluzioni basate sulla natura per affrontare l’emergenza climatica.

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Nature Restoration Law: la legge europea per ripristinare gli ecosistemi è molto osteggiata, ma applicarla può fare la differenza per la crisi climatica

È determinante per la diminuzione della CO2, secondo il rapporto di Birdlife Europe

“È destino della Nature Restoration Law avanzare in condizioni tempestose. Ha senso che, di fronte al rischio quasi esistenziale che sta correndo, l’Europa si preoccupi della natura? La risposta è doppiamente positiva.” Così la Lega italiana protezione uccelli (Lipu) riporta l’attenzione sulla legge per il ripristino degli habitat a otto mesi dal sì definitivo del Consiglio dell’Unione europea (Ue).

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L’alluvione di Campi Bisenzio: un caso esemplare dei limiti dell’ingegneria tradizionale e delle potenzialità dell’ingegneria naturalistica

Dopo un 2024 dedicato alle opere di ripristino dei danni e di prevenzione del rischio idrogeologico, il 2025 si apre con nuovi progetti di gestione del rischio idrogeologico nella Piana fiorentina, tra cui spicca la creazione di una nuova cassa d’espansione inclusiva di un’oasi naturalistica proprio nell’area di Sesto Fiorentino. A oggi gli interventi svolti in somma urgenza hanno superato i 10 milioni di euro, e circa altri 10 milioni sono previsti per il 2025: dei 100 milioni di euro richiesti dalla Regione allo Stato per una migliore e più sostenibile gestione ambientale della Piana, tuttavia, non si hanno oggi notizie.

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L’abbattimento degli orsi tiene conto di valutazioni tecniche, ma la decisione è politica

Il ruolo dell’Ispra e il caso di M91 secondo Piero Genovesi, responsabile Servizio fauna selvatica dell’Istituto

“La reintroduzione dell’orso non è mai stata a rischio zero. Per quanto gli orsi siano generalmente pacifici, è innegabile che vadano classificati come animali potenzialmente pericolosi. Da un lato, si sarebbe potuto – e dovuto – fare di più per informare e preparare le comunità locali alla convivenza con un grande carnivoro che, nel corso degli anni, per forza di cose si è sempre più abituato all’uomo. Dall’altro, l’opinione pubblica doveva essere informata che qualche abbattimento, pur con tutte le precauzioni del caso, si sarebbe reso necessario nel corso del tempo.” Lo dichiara ad Agenda17 Piero Genovesi, responsabile del Servizio di coordinamento della fauna selvatica dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

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L’Italia cerca il via libera alla caccia a orsi e lupi. Nel Decreto legge sulla montagna passa anche un emendamento contro i grandi carnivori

Una vergognosa e crudele concessione secondo Lav

Il recente declassamento a livello europeo del lupo da specie rigorosamente protetta a specie solo protetta sortisce il primo effetto. Nel recente dibattito in Senato attorno alla Legge quadro sulla montagna, infatti, è stato approvato l’emendamento di due senatori del Sudtiroler Volkspartei nel quale si introduce la possibilità di fissare un tasso massimo di “prelievi” (uccisioni) di lupi e orsi su base regionale e delle Province autonome. L’Italia, dunque, inizia a cercare il modo di aprire la caccia contro i grandi carnivori.

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