I danni provocati dall’inquinamento da plastica sono un problema globale, che, come tutti quelli che riguardano l’ambiente, per essere risolto ha bisogno di accordi su scala internazionale e azioni su scala locale.
Sulla dimensione globale l’impasse è assoluta: il 15 agosto, alla fine di dieci giorni di trattative serrate (INC-5.2, seconda parte della quinta sessione del Comitato intergovernativo di negoziazione), i 185 Paesi riuniti a Ginevra per redigere un testo contro l’inquinamento da plastica si sono lasciati con un nulla di fatto.
Tag: alimentazione
L’importanza delle buone pratiche nella prevenzione dei danni da plastica per la salute. La campagna ISDE e il progetto Spesa Sballata
Pesticidi nel piatto. Rispettato il Limite massimo di residuo, ma restano molte tracce negli alimenti. Il dossier di Legambiente
La frutta è l'alimento più colpito, va meglio con quelli trasformati
Solamente l’1,36% degli alimenti analizzati da Legambiente ha superato nel 2024 il Limite massimo di residuo (Lmr) di pesticidi ammesso o presentava sostanze non consentite o fitofarmaci ritirati dal mercato.
Il dato proviene dal dossier Pesticidi 2024, per il quale sono stati controllati 5233 campioni provenienti sia dall’agricoltura convenzionale che da quella biologica. I campioni, che includono prodotti animali e vegetali, appartengono a frutta, verdura e alimenti trasformati.
Carne coltivata in laboratorio. Il successo dell’Università di Torino spiegato anche dai fattori economici e trend sociali legati ai novel food
Consumatori e chef largamente favorevoli, secondo una ricerca di Marianna Gilli, economista Unife
A pochi giorni dalla chiusura del crowdfunding per finanziare il progetto CultMeat – la carne coltivata in laboratorio – dell’Università di Torino, l’obiettivo raggiunto è del 293%. Un successo che merita di essere analizzato e approfondito perché coinvolge diversi fronti, scientifici, sociali ed economici, e si colloca dentro un dibattito pubblico molto vivace.
Coltivare la carne in laboratorio. All’università di Torino la ricerca si fa con i soldi raccolti da sostenitori
Straordinario successo del crowdfunding del progetto CultMeat
Una raccolta crowdfunding per mettere a punto una nuova metodologia per produrre carne in laboratorio: è quanto hanno pensato gli autori del progetto CultMeat dell’Università di Torino.
Ed evidentemente la scelta originale di finanziare in questo modo la ricerca universitaria per una reale alternativa all’allevamento convenzionale è piaciuta.
Dopo pochi giorni, infatti, l’obiettivo prefissato dei 10 mila euro era già stato raggiunto, e a pochi giorni dalla chiusura della raccolta quasi 500 sostenitori hanno fatto superare l’obiettivo del 250%
L’agricoltura europea sempre più industrializzata. Scompaiono le piccole aziende e cala la sostenibilità ambientale
La sicurezza alimentare è nelle mani della finanza e grandi aziende, con perdita di posti di lavoro soprattutto nelle aree rurali
Recentemente Greenpeace ha rilasciato il report “La crisi degli agricoltori italiani ed europei” da cui emerge un’inequivocabile tendenza all’industrializzazione del settore e all’accentramento della produzione nelle mani delle grandi aziende. Le conseguenze sono molteplici e drammatiche: “un maggiore controllo della produzione alimentare da parte di pochi grandi attori, un aumento della disoccupazione rurale, un crescente divario tra aree urbane e rurali, e maggiori impatti sulle risorse naturali, le stesse su cui gli agricoltori fanno affidamento per la loro sussistenza.”
Obesità in crescita: più di un miliardo di persone nel Mondo. Il fenomeno preoccupa anche l’Italia
I dati di The Lancet e dell’Istituto superiore di sanità e un Piano internazionale per affrontarla. Intervista a Vincenzo Brandolini, già docente di chimica degli alimenti Unife
Continuano ad allarmare i dati crescenti dell’obesità a livello mondiale. È quanto emerge da un recente paper pubblicato su The Lancet, che offre un focus su tendenze globali di sottopeso e obesità nel periodo 1990-2022. Il lavoro è frutto di un’analisi aggregata di 3663 studi rappresentativi della popolazione con 222 milioni di bambini, adolescenti e adulti. I dati sono stati raccolti e analizzati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e diffusi anche attraverso l’Osservatorio globale della salute.
Disturbi del comportamento alimentare in aumento. Servono fondi adeguati per diagnosi precoce e presenza capillare, secondo Bastianoni di Unife
Molti studenti si rivolgono al centro di supporto di ateneo, che aiuta a prendere consapevolezza
In Italia circa 3 milioni di persone soffrono di Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna), un dato probabilmente sottostimato poiché non tutti ne hanno consapevolezza né tutti chiedono aiuto. “L’iniziale decisione di tagliare i fondi per il contrasto a questi disturbi aveva messo in allerta le Regioni, che ben conoscono la numerosità delle richieste e l’urgenza di poterle accogliere. I Dna, infatti, possono mettere in serio pericolo la qualità della vita di una persona e meritano una costante attenzione: lavorare con questi disturbi richiede tempo e pazienza poiché il primo alleato nel processo di cura è la fiducia” afferma ad Agenda17 Paola Bastianoni, docente di Psicologia clinica presso l’Università di Ferrara e responsabile del servizio di counseling psicologico di ateneo “Da soli mai”.
