“La recente pubblicazione del documento in cui l’amministrazione americana esprime un giudizio sprezzante sul modello di società dell’Europa, e al quale i governanti europei hanno reagito in modo troppo timido, diceva che gli Stati Uniti vedono una civiltà europea in declino. È falso. È completamente falso.
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DOSSIER ITALIANI D’EUROPA Patto europeo per la migrazione e l’asilo presto alla prova dei fatti. Solidarietà obbligatoria e ricollocamento volontario, con compensazioni per i Paesi esposti (come il nostro)
Prevalgono gli aspetto securitari in un clima di “Orbanizzazione”
Fra poco più di sei mesi dovrebbe diventare operativo il Patto Europeo per la Migrazione e l’asilo. Sulla carta questo “Patto” tra Unione Europea e Stati membri” dovrebbe dare finalmente forma in modo integrato alle “politiche comuni” previste dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea in materia di controllo delle frontiere (art.77) politiche di asilo (art.78) e migratoria (art.79).
Patto Ue Migrazione e asilo: la salute dei migranti potrebbe diventare peggiore di quella delle persone in carcere
La denuncia di AIE e SIMM, che rilanciano l’approccio centrato sulla persona
Mentre la Grecia sospende per almeno tre mesi la valutazione delle richieste di asilo per le persone provenienti dal Nord Africa a causa di un sovraccarico nelle isole di Creta e Gavdos, l’Unione europea (Ue) si prepara all’entrata in vigore per la prossima estate del nuovo Patto europeo su Migrazione e asilo, approvato l’anno scorso.
Più li istruiamo, più li perdiamo. Per la prima volta, secondo Svimez, i laureati in fuga dal Sud del Paese superano i lavoratori non qualificati
Sommato al calo demografico sarà un fattore di mancato sviluppo. Colpa dei salari troppo bassi
Il lavoro è un fattore mobile: se non è remunerato adeguatamente porta il lavoratore a spostarsi; per cui sempre più spesso, dopo la laurea, i giovani italiani guardano all’estero per un’opportunità di carriera.
“In tutti i Paesi avanzati – afferma ad Agenda17 Annamaria Nifo, docente di Economia applicata presso il Dipartimento di economia management e metodi quantitativi dell’Università del Sannio – avere un titolo di studio terziario conviene perché garantisce migliori livelli di occupazione; in Italia invece il beneficio della laurea è minore. La laurea in Italia ripaga poco dell’investimento.”
Migranti climatici. ActionAid: il controllo prevale sulla tutela dei diritti umani
“Il cambiamento climatico non conosce frontiere”: il report segnala un aumento della metà degli sfollati con nove milioni di nuovi casi
“La governance internazionale delle migrazioni attuale è il risultato di profonde disuguaglianze economiche e sociali. In questo contesto, gli interessi degli Stati prevalgono sui diritti umani, con un’agenda incentrata sul paradigma della deterrenza e sull’esternalizzazione delle frontiere. La risposta alle migrazioni climatiche risente di questo approccio, focalizzandosi esclusivamente sulla dimensione esterna che promuove l’adattamento in situ, trascurando l’ampliamento della protezione legale interna come efficace intervento a sostegno della migrazione.” Commenta così Roberto Sensi di ActionAid l’ultimo report sulle migrazioni climatiche: qual è allora la situazione ad oggi di un fenomeno destinato nel futuro a crescere?
Intelligenza artificiale. La nuova legge europea rischia di attivare una sorveglianza lesiva dei diritti dei migranti
Da tecnologie di protezione a strumenti di respingimento: sono scelte politiche, secondo Rodelli di Access Now
Il 13 marzo 2024 il Parlamento dell’Unione europea (Ue) ha adottato il testo finale dell’Artificial Intelligence Act (AI Act), dopo l’accordo con la Commissione e il Consiglio raggiunto a dicembre 2023.
Seppure costituisca il primo tentativo al Mondo di regolamentare lo sviluppo e l’uso di sistemi basati sull’intelligenza artificiale potenzialmente rischiosi per i diritti dei cittadini, l’AI Act fallisce nella protezione delle persone migranti, come denunciato da #ProtectNotSurveil, una coalizione di organizzazioni di diritti, tra cui Access Now e Amnesty International.
Le donne che subiscono violenza di genere hanno diritto alla protezione internazionale
La Corte di giustizia dell'Ue riconosce questi casi come una forma di persecuzione. Nel nostro Paese pochissimi sono accettati
La Corte di giustizia dell’Unione europea (Ue) ha stabilito il 16 gennaio 2024 che le donne migranti soggette a violenza di genere nel loro Paese di origine hanno diritto a ricevere lo status di rifugiate o la protezione sussidiaria. Il pronunciamento è avvenuto in seguito alla richiesta della Bulgaria di valutare il caso di una donna turca di origini curde che, vittima di un matrimonio forzato e violenza domestica, aveva fatto domanda di protezione internazionale.
