La terapia fagica – ovvero l’utilizzo di virus che infettano e uccidono i batteri- sta offrendo nuove prospettive nella corsa contro l’antibiotico-resistenza (Antimicrobial resistance, AMR), una delle maggiori sfide di salute pubblica del nostro tempo.
Categoria: Salute e benessere
Obiettivo 3: Salute e benessere
Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età.
1- Istat, quanto siamo lontani dall’assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età. L’obiettivo 3 dell’Agenda 2030 dell’Onu misurato secondo nove parametri (2023)
2- Istat, quanto siamo lontani dall’assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età. L’obiettivo 3 dell’Agenda 2030 dell’Onu misurato secondo nove parametri (2022)
Milioni di morti causati dall’antibiotico resistenza. Bisogna superare l’attuale impasse delle industrie farmaceutiche. Ne parlano Elisabetta Caselli e Luca Ferraro, docenti Unife, al Festival di Internazionale a Ferrara
L’antibiotico resistenza causa milioni di morti e diventa sempre più pericolosa. Nel 2050, i batteri resistenti agli antibiotici potrebbero causare quasi 2 milioni di morti ed essere la concausa di oltre 8 milioni di decessi, secondo i risultati dal progetto GRAM (Global Research on Antimicrobial Resistance) dedicato al monitoraggio dell’antibiotico resistenza (antimicrobial resistance, AMR), pubblicato sulla rivista The Lancet.
Salute umana, animale e dell’ambiente sono indissolubilmente unite. Il modello One Health in rapporto con la sanità pubblica secondo Emidia Vagnoni, docente Unife
Anticipazioni dell’intervento al Festival di Internazionale a Ferrara
One Health “Una salute” è un modello sanitario secondo il quale la salute umana, la salute animale e la salute dell’ambiente non sono indipendenti ma, al contrario, sono i tre aspetti connessi e convergenti di un’unica realtà. La salute degli individui e quella dell’ambiente che li ospita sono infatti intrecciate in un sistema circolare.
Dal 19 settembre l’Italia è fuori dalle norme dell’Organizzazione mondiale della sanità per la risposta alle pandemie
In nome della sovranità nazionale respinto il nuovo Regolamento elaborato dopo l’esperienza caotica di Covid-19
Con una nota formale, il Ministro della salute lo scorso 18 luglio ha ufficializzato all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) il rifiuto dell’Italia alle modifiche del Regolamento sanitario internazionale (Rsi) che introducono regole più stringenti per gli Stati membri in caso di emergenze sanitarie e pandemie. Nonostante i dibattiti e le polemiche seguite a questa decisione, il nostro Paese fra pochi giorni sarà isolato per questi aspetti dall’Organizzazione sanitaria internazionale.
DOSSIER AGENDA ONU – OBIETTIVO 3 Sanità: il progresso complessivo è a rischio, secondo l’Oms. La svolta negativa con l’epidemia Covid-19, e ora il taglio dei fondi USA
Italia vicina al traguardo per le Malattie non trasmissibili e ad altre patologie, ma aumenta il rischio di divari territoriali
I progressi in campo sanitario stanno rallentando non solo per gli effetti dello shock pandemico, ma per effetto di un rallentamento dei progressi, iniziato prima della pandemia, seguito da una ripresa più lenta. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) avverte che “il progresso complessivo è a rischio e che è necessaria un’azione globale urgente per tornare sulla buona strada”.
DOSSIER AGENDA ONU – OBIETTIVO 3 Approvato il primo Accordo pandemico globale, con risorse per tutti, dopo la lezione del Covid-19. Ma gli USA escono dall’Oms e l’Italia si astiene
Il 20 maggio scorso, nell’ambito della 78ª Assemblea mondiale della sanità, gli Stati membri dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno formalmente adottato a Ginevra il
DOSSIER AGENDA ONU – OBIETTIVO 3 L’Oms è indispensabile ma va riformata. Si comincia dai finanziamenti dopo la defezione USA
Che l’Oms, fondamentale per la salute globale, andasse riformata era opinione diffusa anche circa le modalità di finanziamento.
La stessa Agenzia ha evidenziato come la cronica insufficienza di finanziamenti prevedibili abbia storicamente limitato la capacità dell’Oms di pianificare e attuare progetti a lungo termine, rendendola anche troppo dipendente da un ristretto numero di donatori tradizionali.
