Intelligenza artificiale per scoprire nuovi antibiotici. Analizzata l’efficacia di milioni di composti

Riccardo Zese di Unife spiega come si possono “aprire” le “scatole nere” delle reti neurali a grafo impiegate in questo e altri campi

Le tecnologie di intelligenza artificiale si stanno rivelando strumenti preziosi per aumentare l’efficienza nella scoperta di nuovi antibiotici contro batteri multi-resistenti, imminente minaccia per la salute pubblica. Questi sistemi computazionali permettono di processare enormi quantità di dati, tagliando tempi e costi nel processo di drug discovery, ma sono ancora considerati delle “black boxes” dal funzionamento oscuro.

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Disturbi del comportamento alimentare in aumento. Servono fondi adeguati per diagnosi precoce e presenza capillare, secondo Bastianoni di Unife

Molti studenti si rivolgono al centro di supporto di ateneo, che aiuta a prendere consapevolezza

In Italia circa 3 milioni di persone soffrono di Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna), un dato probabilmente sottostimato poiché non tutti ne hanno consapevolezza né tutti chiedono aiuto. “L’iniziale decisione di tagliare i fondi per il contrasto a questi disturbi aveva messo in allerta le Regioni, che ben conoscono la numerosità delle richieste e l’urgenza di poterle accogliere. I Dna, infatti, possono mettere in serio pericolo la qualità della vita  di una persona e meritano una costante attenzione: lavorare con questi disturbi richiede tempo e pazienza poiché il primo alleato nel processo di cura è la fiducia” afferma ad Agenda17 Paola Bastianoni, docente di Psicologia clinica presso l’Università di Ferrara e responsabile del servizio di counseling psicologico di ateneo “Da soli mai”.

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Cosa resta del modello di sanità elaborato durante il Covid? Poco

Dopo l’ok della Commissione europea alla Revisione del Pnrr futuro incerto per Case di comunità, Centrali operative territoriali e Terapie intensive

A fine novembre la Commissione europea ha espresso parere favorevole alle modifiche apportate dall’Italia al piano per la ripresa e la resilienza per quanto riguarda la Sanità (Missione 6) che ha visto particolarmente interessata l’assistenza territoriale. Le Case di comunità da realizzare con i fondi europei si sono ridotte da 1.450 a 1.038, gli Ospedali di comunità sono passati da 400 a 307 e le Centrali operative territoriali da 600 sono scese a 480. Scendono poi da 109 a 84 gli interventi di allineamento alle norme antisismiche nelle strutture ospedaliere.

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Covid-19 in crescita e vaccini al palo. Ma gli open day sono pieni

Aumentano i tassi di ospedalizzazione, ricoveri in terapia intensiva e i decessi

Nonostante l’importante ripresa della circolazione virale e l’aumento dell’occupazione di posti letto negli ospedali, la campagna vaccinale anti Covid-19 non decolla, e a metà dicembre ha raggiunto appena il 10,2% degli over ottanta ed il 6,9% degli over sessanta. Successo degli open day che nella settimana fra il 15 ed il 21 dicembre hanno incrementato di quasi 233 mila unità il numero dei vaccini somministrati. 

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Medici attratti dal privato. Ma gli italiani vogliono la sanità pubblica e l’impegno del Governo, soprattutto al Sud

Dati dell’Istituto Piepoli e Iris. Gli anziani reclamano medici di famiglia vicini e tempi di attesa brevi per visite, esami e pronto soccorso

Mentre si assiste a una fuga del personale dal Sistema sanitario nazionale  (Ssn) in settori strategici per il buon funzionamento del Sistema, secondo un’indagine dell’Istituto Piepoli per la Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri,  tre italiani su quattro (76%) ritengono che la sanità debba essere pubblica e quasi tutti (90%), che  debba rappresentare una priorità per il Governo. 

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Fuga dal Sistema sanitario: senza medici emergenze e chirurgie. Le borse di studio ora ci sono, ma le specializzazioni restano vuote. L’analisi di Carlo Alberto Volta, prorettore Unife

Stipendi, carichi di lavoro, concorrenza privata e sottofinanziamento. Dimenticata la lezione di Covid-19

“Rischiamo di non avere più la copertura della rete delle urgenze-emergenze, di non avere anestesisti, chirurghi generali e nemmeno chirurghi delle varie branche specialistiche che si sono sviluppate negli anni.” È questo, in sintesi, il quadro tracciato da Carlo Alberto Volta, direttore della Scuola di anestesia e rianimazione dell’Università di Ferrara con l’incarico di direzione del Dipartimento di interaziendale di emergenza di Ferrara, a proposito della “diserzione” del personale sanitario dalle specializzazioni mediche strategiche per il buon funzionamento del Sistema sanitario nazionale (Ssn). Delle cause complesse di questo grave fenomeno, abbiamo parlato con il professor Volta, che è anche vicedirettore del Dipartimento di medicina traslazionale per la Romagna e prorettore alla sanità dell’Università di Ferrara.

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Long-Covid: rischio difficile da stimare. Nuovi biomarcatori segnalano una complessa interazione fra l’infezione e numerosi altri fattori individuali

Molte ricerche, utili però soprattutto dal punto di vista metodologico e della formulazione di ipotesi

Mentre il numero di infezioni da SARS-CoV-2 risale e Covid-19 entra in una fase endemica, è ancora work in progress la conoscenza e la gestione delle conseguenze a lungo termine di questo virus: la sindrome post Covid-19 o Long-Covid. Un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature ha identificato dei potenziali biomarcatori nel sangue di pazienti affetti da Long-Covid che potrebbero facilitare la diagnosi e, in futuro, la comprensione delle dimensioni del fenomeno.

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Rapporto Gimbe sulla sanità pubblica: a rischio universalità, uguaglianza ed equità nel Servizio sanitario nazionale

Diminuisce la spesa e siamo sotto la media Ocse e Ue anche per quanto riguarda il personale. Si allontanano e peggiorano gli obiettivi del Pnrr

“I principi fondanti del Servizio sanitario nazionale (Ssn), universalità, uguaglianza, equità, sono stati traditi.” Esordisce così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, alla presentazione del sesto Rapporto sul Ssn, avvenuta il 10 ottobre presso il Senato della Repubblica.

I tagli alla sanità rappresentano oggi una tendenza a livello globale, mentre aumentano le disuguaglianze nell’accesso alle cure. Non fa eccezione il nostro Paese, nel quale da oltre quindici anni prosegue l’indebolimento del Ssn, con il crescente rischio di passare da un sistema nazionale basato su un diritto costituzionale a ventuno sistemi regionali regolati dal libero mercato.

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Aumentano i casi di Covid-19. Siamo giunti a una situazione endemica? Siamo pronti per affrontare un autunno di convivenza con il virus? L’analisi di Roberta Siliquini, presidente Siti

I nuovi vaccini, la loro disponibilità e le indicazioni di utilizzo

Sale il numero di chi contrae l’infezione anche dopo numerose vaccinazioni e ripetuti contagi, mentre mancano direttive precise su come comportarsi. A partire dal mondo della scuola, che ha riaperto senza nessuna indicazione da parte del ministero. Abbiamo chiesto il quadro della situazione a Roberta Siliquini, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università di Torino e presidente della Società italiana d’Igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SItI).

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Italia 14esima in Europa per numero di medici in rapporto agli abitanti. E sono fra i più vecchi

Il rapporto Eurostat

Eurostat ha recentemente pubblicato un aggiornamento relativo al personale medico nell’Unione europea (Ue). Nel 2021 i medici praticanti in Ue erano circa 1,82 milioni, di cui 243mila nel nostro Paese, per numero assoluto secondo solo alla Germania (377mila).
Tuttavia se si considera il numero dei medici in rapporto al numero di abitanti, aumentato in quasi tutti gli Stati dell’Ue tra il 2016 e il 2021, l’Italia si colloca al 14° posto con circa 400 medici ogni 100mila abitanti. Grecia e Portogallo hanno registrato il numero più alto di medici abilitati all’esercizio della professione, rispettivamente 629,2 e 562 ogni 100mila abitanti, seguite dall’Austria (540,9).

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