Covid-19: (molti) errori e lezioni per il futuro. Il rapporto della Commissione Lancet e l’analisi di Emidia Vagnoni di Unife (2)

È mancata la “prosocialità”: l’azione dei Governi per i bisogni dell’intera società umana. Ma ora sappiamo cosa fare

Secondo la Lancet commission, che ha recentemente pubblicato il report del lavoro di centinaia di esperti iniziato nel 2020, i pilastri per una strategia di successo contro il diffondersi di un’infezione come quella che ha causato la pandemia Covid-19 sono cinque: prevenzione, contenimento, un servizio sanitario efficiente, eguaglianza nella distribuzione di rischi e sacrifici, innovazione e condivisione delle scoperte su scala globale.

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Covid-19: (molti) errori e lezioni per il futuro. Il rapporto della Commissione Lancet e l’analisi di Emidia Vagnoni di Unife (1)

Milioni di morti e gravi responsabilità dei Governi e dell’Oms, che va riformata

Per capire cosa è accaduto in occasione della pandemia di Covid-19, l’autorevole rivista The Lancet ha istituito una commissione (Lancet Commission), che ha recentemente pubblicato, sotto la guida di Jeffrey Sachs, economista ed esperto di politiche pubbliche della Columbia University di New York City, il rapporto “Lezioni per il futuro dalla pandemia di Covid-19”.

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Covid, non è ancora finita: nuova variante attesa a breve

Mantenere alta l’attenzione, secondo gli organismi sanitari

La curva epidemica dei casi di Covid-19 diagnosticati in Italia negli ultimi trenta giorni appare coerente col bollettino epidemiologico dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), aggiornato al 6 novembre , che segnala un decremento globale dei nuovi casi di Covid-19 del 15% , complice anche una sottostima dovuta alla riduzione dell’attività di testing. Tuttavia lo stesso bollettino segnala nuove impennate di casi nella Regione del Pacifico occidentale tra cui spicca un incremento del 42% di nuovi casi in Giappone e del 24% nella Corea del Sud sinora maggiormente risparmiati dall’epidemia a testimonianza del fatto che non si è ancora esaurita.

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Covid e influenza: relazioni pericolose. È ora di prepararsi (2)

Ansia e stanchezza per il ritorno dell’influenza, secondo le ricerche, mentre il Covid-19 non demorde

Qual è l’atteggiamento degli italiani nei confronti di questa stagione invernale, dove vedranno il ritorno dell’influenza durante la pandemia da Covid-19 che ancora ci accompagna? Secondo la ricerca condotta da Human Highway per Assosalute, un italiano su due si appresta a vivere con uno stato d’animo negativo la prossima stagione influenzale. Tra gli stati d’animo prevalgono ansia (23%), stanchezza (21%), tristezza (3,7%) e diffidenza (3,3%).
Le donne si dichiarano più in ansia degli uomini (27,1% vs 19,1%), e tra le fasce d’età, i più demotivati e sfiduciati sono i trentenni, mentre i giovanissimi si dividono tra ansiosi e indifferenti.

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Covid e influenza: relazioni pericolose. È ora di prepararsi (1)

I vaccini Covid proteggono dalla malattia severa, ma quest’anno arriverà l’influenza e non si sa con quali effetti

“Il nostro messaggio è semplice: la vaccinazione salva vite. Diminuisce le probabilità di infezione e riduce il rischio di gravi conseguenze da Covid-19 e influenza. Non c’è tempo da perdere. Incoraggiamo tutti gli aventi diritto, in particolare i più vulnerabili, a farsi avanti il prima possibile sia per la vaccinazione Covid-19 che per quella antinfluenzale”.
Così si conclude la dichiarazione congiunta rilasciata a metà ottobre dal commissario alla Salute Stella Kyriakides, dal direttore regionale dell’Organizzazione mondiale per la salute (Oms) per l’Europa Hans Henri P. Kluge e dal direttore dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) Andrea Ammon.

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Vaiolo delle scimmie: epidemia e pregiudizio per l’orientamento sessuale (2)

Il virus sembra mutare meno di Sars-CoV-2, ma ci vuole una strategia mondiale: attenzione alle zoonosi per l'infettivologo Contini di Unife e accesso globale alle cure per Mattioli di Plus

Diversi fattori ci fanno sperare che l’epidemia del vaiolo delle scimmie si possa contenere e risolvere in tempi relativamente brevi. Il fatto che sia un virus a DNA dovrebbe renderlo abbastanza stabile e tendenzialmente poco prono a mutazioni, anche se a metà settembre sono stati individuati negli Stati Uniti alcuni campioni da persone infettate in cui parti del DNA virale risultano mancanti o in diverso ordine rispetto alla sequenza nota finora. I ricercatori dello studio, al momento in fase di valutazione, non sembrano allarmati.

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Vaiolo delle scimmie: epidemia e pregiudizio per l’orientamento sessuale (1)

Sta avvenendo quanto accadde con l'AIDS, secondo Sandro Mattioli, presidente di Plus. Carlo Contini, infettivologo Unife, sottolinea il ruolo degli asintomatici e delle pluripatologie

Il vaiolo delle scimmie è una malattia con cui l’uomo convive ormai da decenni, ma della cui esistenza abbiamo preso coscienza solo da poco in Occidente. Al momento questo virus è stato rilevato in 107 Paesi nel mondo e, oltre a causare febbre e fastidiose lesioni cutanee, sta iniziando ad avere anche un forte impatto sociale: il rischio di un’epidemia di stigma e discriminazione. “Sto avendo un déjà vu rispetto alle prime diagnosi di HIV“ dichiara ad Agenda17 Sandro Mattioli, presidente dell’associazione Plus, persone LGBT+ Sieropositive.

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Covid-19: per fermare la pandemia è necessario vaccinare i Paesi poveri. Ma la strategia globale per un accesso equo alle cure è fallita

Si rischiano nuove varianti in tutto il Mondo

Secondo Our World in Data, al 18 settembre 2022 sono state somministrate 12,68 miliardi di dosi di vaccino contro il Covid-19 a livello globale e ora ne vengono somministrate 4,5 milioni ogni giorno. Il 67,9% della popolazione mondiale ha ricevuto almeno una dose di vaccino, ma di questi solo il 22,5% nei Paesi a basso reddito. La strategia nata per garantire equità nella distribuzione tra Nord e Sud del Mondo non ha raggiunto i suoi obiettivi, con milioni di dosi ad oggi ancora non consegnate. 

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Giornata internazionale dell’aria pulita: l’inquinamento atmosferico è la principale minaccia per la salute

Pianura Padana tra le aree con contaminazione più alta. Fondamentale il monitoraggio per pianificare gli interventi, secondo il fisico Malagù di Unife

Il 7 settembre è la data stabilita dall’Assemblea generale delle Nazioni unite per la Giornata internazionale dell’aria pulita per i cieli blu, che quest’anno giunge alla sua terza edizione. Secondo l’Organizzazione delle nazioni unite (Onu) l’inquinamento dell’aria costituisce oggi la maggiore minaccia ambientale per la salute umana, oltre ad avere pesanti impatti sul clima e sugli ecosistemi: vi è esposto infatti il novantanove percento del Mondo e si stima che causi ogni anno circa 7 milioni di morti premature (dovute principalmente a infarti e malattie polmonari).

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Covid-19 in autunno. Come mitigare una pandemia anomala che non si può arrestare. Intervista all’epidemiologo Donato Greco

Le straordinarie performance del virus e il ruolo dei vaccini

Iniziano le scuole e finisce lo smart working: condizioni ideali per la diffusione di un virus che non ha cessato di sorprenderci, con picchi di infezioni concomitanti con quelli della temperatura, complici le nuove varianti Omicron 5 e cugine. Intanto in Cina ripartono i lockdown che coinvolgono milioni di persone, secondo la consolidata strategia “zero Covid”.

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Il caso del vaccino cubano Soberana: autarchia e fiducia (2)

Mancanza di interesse privato, qualità e coinvolgimento delle istituzioni sanitarie e comunicazione efficace spiegano l’accettazione nell’isola

La chiave del successo della campagna vaccinale di Cuba basata sul vaccino pubblico Soberana (94% della popolazione vaccinata e di questa l’88% a ciclo completo), sembra essere il rapporto di fiducia tra la popolazione e le Istituzioni: un rapporto costruito nel tempo, basato sul dialogo e la trasparenza. Il vaccino cubano è stato sviluppato con fondi pubblici senza fini di lucro.

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