Il giudizio dei magistrati può dipendere da “pregiudizi cognitivi”

Secondo una ricerca UCL, l'arbitrarietà delle scienze forensi può riguardare anche test “sicuri” come impronte digitali e DNA

Sono stati circa un migliaio ogni anno, dal 1991 al 2021, gli innocenti condannati ingiustamente in Italia. Questo ha comportato una spesa di quasi 28 milioni di euro in indennizzi e risarcimenti vari da parte dello Stato e severe ripercussioni a livello sociale e psicologico. Perché tanti errori giudiziari e investigativi? Itiel Dror, ricercatore dello University College London (UCL), ha dedicato la sua carriera ventennale a individuare i pregiudizi cognitivi che possono falsare l’esito di tali procedimenti, con risultati già adottati da diversi Paesi per ridurre i margini di errore che possono determinare condanne ingiuste.

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Dopo l’aborto, la Corte suprema USA attaccherà altri diritti fondamentali, secondo Giulia Crivellini

Contraccezione e le relazioni tra persone dello stesso sesso nel mirino. Ma la situazione si è aggravata in tanti altri Paesi, compreso il nostro

Secondo il Guttmacher Institute, un’organizzazione internazionale impegnata a promuovere la salute e i diritti sessuali e riproduttivi in tutto il Mondo, sono ventisei gli Stati della federazione USA che recepiranno la sentenza della Corte Suprema che abolisce il diritto costituzionale all’aborto. In altri Stati, come la California, governata da democratici, è in vigore una legislazione che continuerà a garantire tale diritto.

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Nessuna speranza per le studentesse afghane

Nessuno - compresa la stampa occidentale - si occupa più del loro destino

Le scuole secondarie per le ragazze afghane sono chiuse da oltre 10 mesi, e non riapriranno. È il risultato della Grande Conferenza che ha riunito nei giorni scorsi, a Kabul, migliaia di anziani e Ulema, termine che nella religione islamica indica religiosi e predicatori; sono loro che avrebbero dovuto dare indicazioni sul futuro delle studentesse afghane dopo che Il governo dei talebani aveva già disatteso tutte le aspettative delle giovani donne che speravano di poter riprendere dal 21 marzo gli studi nelle scuole di istruzione secondaria.

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Amazzonia, nuovo insediamento per la comunità di Piquiá in lotta da vent’anni contro l’inquinamento

Finalmente lontano dai fumi tossici della siderurgia. La testimonianza di Padre Dario Bossi

Nell’Amazzonia orientale brasiliana c’è una comunità che soffre di gravi malattie respiratorie per l’inquinamento causato dalle industrie siderurgiche e dai processi di estrazione mineraria. Questa comunità vive a Piquiá de Baixo, un sobborgo di Açailandia, nello Stato del Maranhã, e ha deciso di lottare per il diritto alla salute. Dopo oltre vent’anni di rivendicazioni per la riparazione delle violazioni subite, gli abitanti della baraccopoli hanno ora ottenuto il diritto al prossimo reinsediamento in un nuovo quartiere, sufficientemente lontano dai fumi tossici, denominato Piquiá da conquista.

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MIGRAZIONI Il diritto d’asilo in Europa per i profughi dell’Ucraina

Carattere eccezionale dei provvedimenti

L’aggressione armata russa in Ucraina ha indotto un numero significativo di civili ad abbandonare le proprie case. Stando ai dati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), gli sfollati all’interno del Paese sono ormai più di 7.700.000, mentre oltre 6.100.000 persone hanno cercato rifugio oltre confine, in Polonia, Romania, Ungheria, Russia, Moldavia, Slovacchia e Bielorussia.

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Responsabilizzare le piattaforme online: l’Europa ci prova con il Digital Services Act

Per Fioravanti di Unife le nuove regole sono un passo decisivo per imporre alle big tech la protezione degli utenti. Ora bisogna applicarle

“Con il Digital Service Act recentemente approvato in sede europea si compie un altro passo decisivo verso il rafforzamento della protezione degli utenti in rete. Si tratta infatti di un modello per regolare i servizi digitali, che agiscono come intermediari tra i cittadini europei e prodotti, contenuti o servizi offerti attraverso la rete.” È quanto dichiara ad Agenda17 Cristiana Fioravanti, docente di Diritto dell’Unione europea presso l’Università di Ferrara.

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Afghanistan: le ragazze non torneranno più a scuola

Il governo dei talebani ha disatteso tutte le aspettative delle giovani donne che speravano di poter riprendere dal 21 marzo gli studi nelle scuole di istruzione secondaria, interrotti per oltre sette mesi dalla presa di potere dello scorso agosto. Come riporta the Guardian, il 23 marzo il Ministero dell’istruzione talebano ha infatti annunciato la chiusura delle scuole oltre il sesto grado per un tempo indefinito, o fino a quando saranno adottati regolamenti scolastici in linea con “i principi della legge islamica e della cultura afghana”, incluse ulteriori restrizioni sull’abbigliamento delle ragazze.

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Secondo il politologo Alessandro Colombo la guerra in Ucraina deriva dal fallimento dell’ordine internazionale. Con gravi conseguenze per il futuro

Un seminario co-organizzato da Unife fa il punto e disegna il ruolo del mondo accademico nella ricerca della pace

“In questi giorni abbiamo spesso sentito affermare che il conflitto tra Russia e Ucraina cambia tutto, che nulla sarà più come prima e che si tratta di un’aggressione non solo all’Ucraina ma al modello stesso di ordine internazionale che si è delineato negli ultimi trenta o quarant’anni. Io credo invece che dovremmo essere più cauti: questa aggressione non è un fattore distruttivo dell’ordine internazionale, ma, piuttosto, un prodotto della fine di quell’ordine. Viviamo già dentro il suo collasso e ci sono molti elementi che lo evidenziano.”

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La giurista Borelli analizza iniziative e proposte per parità e tutela del lavoro femminile dopo la pandemia

L’impatto economico del Covid-19 è stato pesante per l’occupazione femminile. Si è aggravata la precarietà

Secondo un recente studio dell’European Institute for Gender Equality (EIGE), durante la prima ondata della pandemia c’è stata una perdita di 2,2 milioni di posti di lavoro per le donne. Con la successiva ripresa estiva, inoltre, hanno guadagnato solo la metà degli incarichi rispetto agli uomini, prova del fatto che anche a lungo termine l’impatto economico sarà maggiore per loro.

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