Non è un bel momento per l’Unione europea (Ue). La cronaca è impietosa. “Maialini al seguito di Biden”: così Vladimir Putin definisce gli Stati membri, a suo dire dipendenti dai voleri dell’Amministrazione americana. “Civiltà in declino”, ci bolla Donald Trump, attuale presidente USA. Insomma: i potenti della Terra, nostri potenziali nemici o alleati che siano, non hanno, concordemente, alcuna stima di noi.
Categoria: Partnership per gli obiettivi
Obiettivo 17: Partnership per gli obiettivi
Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile.
DOSSIER ITALIANI D’EUROPA I giovani: per capire l’Unione bisogna conoscerla. Diffidenze e aspetti negativi ci sono, ma è chiaro che vale la pena “alimentarla” e riformarla piuttosto che abbandonare
Parlano gli studenti del progetto Italiani d’Europa
In questo difficilissimo passaggio della vita dell’Unione europea, in cui non solo emergono le sue storiche debolezze, ma alcuni dei suoi punti di forza sembrano vacillare (dalla incapacità di esercitare un ruolo di mediazione imparziale nella guerra in Ucraina alla perdita di leadership nella lotta al cambiamento climatico), il sentimento e l’opinione di giovani nei confronti del progetto comunitario sono fondamentali.
DOSSIER ITALIANI D’EUROPA Le donne a Bruxelles: dall’esclusione senza discriminazione alla parità nelle carriere. Il lungo percorso nelle istituzioni comunitarie raccontato da Marina Manfredi Magillo, una delle protagoniste
Le quote rosa non sono la soluzione strutturale
Oggi, ai più alti livelli delle istituzioni europee e in moltissimi posti di rilievo della burocrazia comunitaria, troviamo molte donne. Non è sempre stato così. Solo pochi decenni fa la presenza femminile era numericamente limitata e in ruoli modesti. Il forte cambiamento è anche una delle storie di successo dell’evoluzione dell’Unione europea.
DOSSIER ITALIANI D’EUROPA Erasmus: uno dei programmi più rappresentativi dello spirito comunitario. Quarant’anni di mobilità, conoscenza e cittadinanza europea
Oltre un milione di italiani tra il 2014 e il 2024. E gli inglesi vogliono rientrare. Ma molti sono ancora esclusi per reddito
Nato nel 1987 con poco più di 3.200 studenti coinvolti, il programma Erasmus è oggi uno dei progetti più riconoscibili dell’Unione europea. Il successo è anche nei numeri riportati nell’Annual Report 2024 appena pubblicato: dai 3.244 studenti del 1987 si è passati a oltre 16 milioni di partecipanti complessivi, con più di un milione di persone all’anno che hanno aderito al programma negli ultimi anni.
DOSSIER ITALIANI D’EUROPA Ci vogliono impegno e passione per fare l’Europa dei cittadini. Con l’Erasmus ha funzionato, con i migranti no
L’esperienza emblematica di Enrico Traversa, per anni direttore del Servizio giuridico della Commissione europea
“La recente pubblicazione del documento in cui l’amministrazione americana esprime un giudizio sprezzante sul modello di società dell’Europa, e al quale i governanti europei hanno reagito in modo troppo timido, diceva che gli Stati Uniti vedono una civiltà europea in declino. È falso. È completamente falso.
DOSSIER ITALIANI D’EUROPA Patto europeo per la migrazione e l’asilo presto alla prova dei fatti. Solidarietà obbligatoria e ricollocamento volontario, con compensazioni per i Paesi esposti (come il nostro)
Prevalgono gli aspetto securitari in un clima di “Orbanizzazione”
Fra poco più di sei mesi dovrebbe diventare operativo il Patto Europeo per la Migrazione e l’asilo. Sulla carta questo “Patto” tra Unione Europea e Stati membri” dovrebbe dare finalmente forma in modo integrato alle “politiche comuni” previste dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea in materia di controllo delle frontiere (art.77) politiche di asilo (art.78) e migratoria (art.79).
DOSSIER ITALIANI D’EUROPA Il punto di Jacopo Alberti, giurista Unife e organizzatore del progetto
Si è chiuso recentemente il ciclo di tre incontri con ex-funzionari italiani delle istituzioni europee “Italiani d’Europa” organizzato dai dipartimenti di Giurisprudenza e di Studi umanistici dell’Università di Ferrara in collaborazione con il CEDE (Centro di documentazione e studi sull’Unione europea).
