A distanza di trent’anni dalla storica Dichiarazione di Pechino l’obiettivo della parità di genere continua a essere difficile da raggiungere.
Nel Rapporto sugli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ Onu pubblicato ad agosto, si legge che nel Mondo continuano a esserci leggi discriminatorie e norme basate sul genere. Le donne sono sottorappresentate nei luoghi decisionali e non hanno libertà di scelta sulla loro salute sessuale e riproduttiva L’accesso al lavoro, all’istruzione, alla salute e al lavoro è limitato. La violenza nei confronti delle donne continua a essere diffusa e in molti Paesi non esistono leggi adeguate per punire lo stupro.
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La violazione dei diritti umani riguarda tutto il Mondo, anche l’Occidente. A rischio è la stessa democrazia, secondo Riccardo Noury di Amnesty International
L’ultimo rapporto evidenzia passi indietro nei diritti universali, con rischi legati a una tecnologia non regolamentata
“Nel 2023 il Mondo è sfrecciato all’indietro rispetto alla promessa dei diritti umani universali del 1948, nonostante dall’altro lato si stia proiettando sempre più velocemente in un futuro dominato da una tecnologia senza regolamentazione. I passi indietro fatti sul fronte dei diritti umani non sono però avvenuti nel silenzio. Le persone di tutto il Mondo si sono opposte a questa regressione, dimostrando una solidarietà globale senza precedenti.”
Migranti climatici. ActionAid: il controllo prevale sulla tutela dei diritti umani
“Il cambiamento climatico non conosce frontiere”: il report segnala un aumento della metà degli sfollati con nove milioni di nuovi casi
“La governance internazionale delle migrazioni attuale è il risultato di profonde disuguaglianze economiche e sociali. In questo contesto, gli interessi degli Stati prevalgono sui diritti umani, con un’agenda incentrata sul paradigma della deterrenza e sull’esternalizzazione delle frontiere. La risposta alle migrazioni climatiche risente di questo approccio, focalizzandosi esclusivamente sulla dimensione esterna che promuove l’adattamento in situ, trascurando l’ampliamento della protezione legale interna come efficace intervento a sostegno della migrazione.” Commenta così Roberto Sensi di ActionAid l’ultimo report sulle migrazioni climatiche: qual è allora la situazione ad oggi di un fenomeno destinato nel futuro a crescere?
Julian Assange ha diritto a un nuovo ricorso. I timori sul trattamento in caso di estradizione sono fondati, secondo la Corte britannica
Dalla moglie Stella al presidente brasiliano Lula: aumentano le richieste per la liberazione del giornalista
L’Alta Corte di Londra ha fermato l’estradizione di Julian Assange, riconoscendo al giornalista il diritto a presentare un nuovo ricorso. Sono state infatti riconosciuti come non infondati i timori su un processo non giusto negli Stati Uniti, con la difesa di Assange che ha definito “palesemente inadeguate” le garanzie fornite. Una buona notizia, dunque, nonostante un uomo innocente continui a essere ingiustamente detenuto in condizioni psico-fisiche sempre più precarie.
Carceri: “un bollettino di guerra” secondo Antigone. Aumentano suicidi, decessi e aggressioni
Per i garanti dei detenuti servono interventi urgenti perché l’emergenza è grave. Mancano spazi, socialità e misure alternative
L’anno difficile che i quattro suicidi in pochi giorni di inizio 2024 avevano preannunciato sul fronte carcerario è stato purtroppo recentemente confermato dal XX rapporto di Antigone “Nodo alla gola” sulle condizioni di detenzione. Il report ribadisce infatti la drammaticità della situazione: carceri sovraffollate, sempre più chiuse e con i suicidi in crescita. Siamo infatti a uno ogni 3,5 giorni da inizio anno.
Carceri: nel 2024 già quattro suicidi, sovraffollamento in crescita e condizioni sempre più precarie
Poco spazio e regimi più restrittivi disincentivano il recupero del detenuto
Nel 2024 sono stati quattordici i decessi nelle carceri italiane: già quattro i suicidi nel giro di dieci giorni, cui si aggiungono le morti per cause naturali. Sono i dati rilasciati dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, che segnala il rischio per quest’anno di un andamento molto simile al 2022, quando si è verificato un record negativo di detenuti che si sono tolti la vita.
Lenta erosione del diritto alla libera circolazione. Prorogato il blocco Schengen dalla Slovenia, questa volta per la Palestina
In teoria è una misura eccezionale, ma sta diventando il modo per respingere i flussi migratori, secondo Marcella Cometti di Unife
Il 10 dicembre il Governo italiano ha nuovamente prorogato il ripristino dei controlli alla frontiera interna con la Slovenia, deciso dal 21 ottobre con la motivazione di un “aumento della minaccia di violenza all’interno dell’Unione europea (Ue) a seguito dell’attacco a Israele e rischio di possibili infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori irregolari provenienti dalla rotta balcanica”.
Ma il nostro Paese non è l’unico. Come riporta la Commissione europea, sono undici gli Stati che attualmente usufruiscono di questa deroga alla libera circolazione Schengen: Austria, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Polonia, Repubblica Ceca, Svezia, Slovacchia, Slovenia.
