Dalla città autoritaria alla città felice

Contro la città autoritaria il sociologo  Alfredo Alietti e l’architetto Romeo Farinella dell’Università di Ferrara hanno scritto un “manifesto” che invita al confronto interdisciplinare. Sono già intervenuti Carlo Zanotti, medico  e socio dell’Associazione Ferrara sostenibile 2030, segnalando le  implicazioni di questo modello urbano per la salute, e Francesca Cigala Fulgosi, medico, membro di Extinction Rebellion e del Forum Ferrara Partecipata, che ha affermato la necessità di ripensare nuove forme di governo superando i fallimenti della “retorica del consenso” diffusa in tante amministrazioni locali.

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Città autoritaria. Il modello di città va ripensato partendo da nuove forme di governo: le Assemblee dei cittadini

La partecipazione democratica è stata svilita dalla retorica del consenso

Il testo di Alietti e Farinella propone un dibattito sul futuro delle città e apre un confronto sui diversi aspetti dell’ “abitare” mettendo al centro una riflessione che integra democrazia, politiche, diritti, diseguaglianze, crisi eco climatica.

Gli autori sottopongono alla nostra attenzione l’urgenza di mettere in discussione l’attuale sviluppo urbano determinato dal modello neoliberista “disumano e disumanizzante” e la necessità di individuare le condizioni per “un’alternativa di giustizia sociale, spaziale ed ecologica”.

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La città autoritaria nuoce anche alla salute. Governare i processi e coinvolgere le organizzazioni dei cittadini, soprattutto i giovani

L’editoriale di Alfredo Alietti, Romeo Farinella pone all’attenzione un argomento cruciale per il futuro: le città come luoghi dell’abitare sono ormai luoghi dove abitare è sempre più difficile “disumano e disumanizzante”. Questo processo è frutto di un modello neoliberista dove anche l’abitazione è divenuta il campo di competizione fra le diverse città, quartieri, palazzi in cui gli indicatori economici e le rendite immobiliari ne costituiscono il metro di giudizio principale e dove “il cittadino diviene sempre più consumatore e cliente”.

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Contro la città autoritaria

Per un manifesto di confronto interdisciplinare sui luoghi dell’abitare

Il presente testo costituisce la premessa di una riflessione intrecciata, che coinvolge un sociologo urbano e un urbanista, riguardante il futuro delle nostre città e il loro ruolo all’interno dei processi democratici.
Tale riflessione, che confluirà in un testo in gestazione, costituisce una apertura al dibattito e al confronto interdisciplinare con chi è interessato al futuro delle nostre città come luoghi dell’“abitare”.

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Migranti in aumento in tutto il Mondo. Cresce la pressione sulle città: la risposta è la pianificazione urbana

Isolare nei Cpr ai margini dell’abitato è sbagliato. Il “modello Vienna” insegna come integrare in una metropoli con forte immigrazione

I rifugiati nel mondo sono aumentati del 21% alla fine del 2022, il che significa che una persona su 74 è sradicata dal proprio Paese, a causa di guerre, violenze, persecuzioni, violazioni dei diritti umani e catastrofi naturali. Le persone costrette a emigrare dal luogo d’origine alla fine di giugno 2023 sono complessivamente 110 milioni in tutto il Mondo e di queste tre su cinque si insediano in aree urbane. E quanto emerge dal rapporto “Mid-Year Trends 2023” recentemente pubblicato dall’ Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, (UNHCR, United Nations High Commissioner for Refugees).

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Un turismo alternativo per la montagna è possibile: il caso di Ostana

Sviluppo sostenibile, cultura e ricerca scientifica hanno permesso il ripopolamento del paese piemontese

Agire secondo i ritmi della natura, gestirla in armonia con i suoi tempi, in una parola in modo sostenibile, richiede un pensiero lungimirante e non frettoloso. Negli anni del boom edilizio del dopoguerra, molti Comuni montani hanno investito nella costruzione di impianti di risalita per attirare, anno dopo anno, numeri sempre più alti di turisti della neve. Altri, invece, hanno favorito il ritorno a un abitare la montagna in equilibrio con essa: è il caso di Ostana, uno dei paesi più belli d’Italia in alta valle del Po, in Piemonte.

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Progettare la città: diritti dei cittadini, tutela del suolo, salute e mobilità. Unife e Forum Ferrara partecipata a confronto

Bilancio degli incontri fra il laboratorio diretto da Farinella e le associazioni

Organizzare una serie di incontri per andare verso un approccio olistico e sistemico, in cui una rete di cittadini e l’Università possono collaborare per comprendere come pensare e realizzare una città migliore, viva, sana: è questo l’obiettivo della collaborazione, nata alcuni mesi fa, tra il Laboratorio didattico e di ricerca del Dipartimento di architettura di Unife, coordinato da Romeo Farinella, e il Forum Ferrara partecipata.

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SPECIALE ALLUVIONI E SICCITÀ Il cambiamento climatico presenta il conto. Per la sostenibilità servono fatti (nuovi)

Analisi e idee al festival ASVIS con il patrocinio della Rete delle Università sostenibili

Piogge estreme che causano inondazioni alternate a siccità e desertificazione: ne avevamo già parlato a novembre Con Paolo Ciavola, docente di Geografia fisica e dinamica costiera dell’Università di Ferrara. Da poco c’era stata l’alluvione nelle Marche, e allora avevamo titolato “Il Bel Paese si scioglie”. Venivamo da un’estate di siccità causata per Il bacino del Po da troppo caldo, con poca pioggia e neve. Poco dopo l’alluvione marchigiana abbiamo lamentato – ormai prevedibilmente – la grande siccità dell’autunno-inverno (una delle peggiori in assoluto). E ora la tragedia dell’alluvione che dall’Emilia-Romagna arriva di nuovo a lambire le Marche. Pochi mesi per troppi danni.

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SPECIALE ALLUVIONI E SICCITÀ La ricetta degli ambientalisti: boschi ripariali, spazio per i fiumi e biodiversità

Manca la visione di insieme e le autorità fluviali sono tali solo di nome, secondo Pileri del Politecnico di Milano

“I fiumi non sono solo l’acqua dei fiumi, ma l’insieme di acqua, sponde e retroterra: da questo complesso dobbiamo stare distanti. Da sempre la vegetazione cresce lungo le sponde e nelle golene e non è un problema se non pretendiamo di ridurre la superficie golenale per guadagnare spazi dove costruire. Perché il problema è nella nostra pretesa di sfruttamento delle aree fluviali: lasciamo in pace i fiumi, stiamo lontani con le nostre costruzioni ma vicini con la nostra attenzione e gli sforzi di manutenzione”. È quanto dichiara ad Agenda17 Paolo Pileri, docente di Pianificazione e progettazione urbanistica e territoriale presso il Politecnico di Milano.

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SPECIALE ALLUVIONI E SICCITÀ “La buona progettazione idraulica si fa con la compatibilità ambientale”.  Intervista all’ingegner Leonardo Schippa

Leonardo Schippa, docente di Idraulica fluviale e protezione idraulica del territorio presso l’ Università di Ferrara, è membro esperto di Idraulica Fluviale del Comitato scientifico costituito dall’Autorità distrettuale del bacino del Po per l’attuazione del progetto di”Rinaturazione dell’area Po”, finanziato con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il progetto di rinaturalizzazione del Po è particolarmente significativo perché deve rispondere alle esigenze di sicurezza, approvvigionamento idrico e tutela della biodiversità di un’area vastissima, che va dal Piemonte all’Adriatico.

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Disegnare la città: università e cittadini insieme

A Ferrara un incontro di progettazione partecipata con l'architetto Farinella e le associazioni

“Le sfide che le città affrontano possono essere vinte in modo da permettere loro di continuare a prosperare e crescere, migliorando l’utilizzo delle risorse e riducendo l’inquinamento e la povertà. Il futuro che vogliamo include città che offrano opportunità per tutti, con accesso ai servizi di base, all’energia, all’alloggio, ai trasporti e molto altro.” Queste sono le parole che illustrano l’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 dell’Onu: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi.

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