Sei un fumatore? Nuoci gravemente all’ambiente “Il tabacco: una minaccia per il nostro ambiente”. È il tema che l’Oms ha scelto quest’anno per la giornata mondiale senza tabacco

Sei un fumatore? Nuoci gravemente all’ambiente

“Il tabacco: una minaccia per il nostro ambiente”. È il tema che l’Oms ha scelto quest’anno per la giornata mondiale senza tabacco

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dedica il World no tobacco day 2022 all’impatto ambientale della filiera del tabacco, dalla coltivazione alla stagionatura e alla lavorazione, fino alla produzione e alla distribuzione delle sigarette, e all’uso e allo smaltimento dei rifiuti. 

Deforestazione, impoverimento dei suoli, consumo di energia e acqua: i danni delle coltivazioni

Come già indicato in un rapporto del 2017, curato dalla stessa Oms, la prima conseguenza ambientale del fumo di tabacco è la deforestazione: gli alberi vengono abbattuti per fare spazio alle piantagioni e per prelevare il legno necessario al trattamento e all’essiccazione delle foglie, dopo il raccolto. 

Il manifesto della giornata mondiale senza tabacco 2022 (ⓒWHO)

Inoltre, la coltivazione del  tabacco non prevede rotazione con altre colture e i terreni risultano quindi impoveriti e difficilmente recuperabili in tempi brevi per la semina di altri prodotti, che potrebbero servire per nutrire la popolazione.

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Quadro concettuale del ciclo di vita della produzione e del consumo globale di sigarette (ⓒEnviron. Sci. Technol. 2018, 52, 15, 8087-8094)

Ingente è anche l’impiego di acqua e di energia. Per produrre una sola sigaretta si consumano circa 3,7 litri di acqua. Significa che un fumatore medio potrebbe risparmiare settantaquattro litri di acqua al giorno se smettesse di fumare.

I rifiuti del fumo

Ma è l’intero ciclo di vita del tabacco a inquinare. L’Oms stima che, a livello globale, i rifiuti generati annualmente dalla filiera pesino circa 25 milioni di tonnellate. Il problema principale è rappresentato dai mozziconi, che rilasciano nell’ambiente (e principalmente nei mari e nei fiumi), numerose sostanze chimiche dannose per pesci e animali, come metalli pesanti, nicotina ed etilfenolo. Ogni anno nel Mondo ne vengono gettati a terra circa 4.500 miliardi, che possono impiegare anche più di dieci anni a decomporsi, dato che Il 90% dei filtri è prodotto con acetato di cellulosa: un materiale plastico. 

A causa delle loro piccole dimensioni, i mozziconi possono essere ingeriti da animali marini entrando così nella catena alimentare. La lotta alle plastiche è al centro dell’attenzione anche dell’Onu, che ha elaborato un Trattato giuridicamente vincolante per porre fine a questa forma di inquinamento. 

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Effetti nocivi dei rifiuti di prodotti del tabacco (ⓒJournal of Advanced Medical and Dental Sciences Research)

Il fumo di tabacco, infine, è un importante inquinante anche dell’aria: una sigaretta rilascia 7mila sostanze chimiche di cui settanta cancerogene. Un fumatore medio produce nella sua vita cinque tonnellate di anidride carbonica.

Produttori e distributori coinvolti per risolvere il problema

L’OMS propone alcune azioni per risolvere il problema. Fra queste, gli incentivi agli agricoltori per sostituire il tabacco con colture più sostenibili e di sostentamento alla comunità, una maggiore tassazione dei prodotti (includendo una quota per i danni ambientali) e l’estensione alle aziende del principio della responsabilità estesa al produttore, secondo cui la responsabilità per la gestione e dei rifiuti spetta alle aziende. 

La direttiva europea del 2019, oltre a vietare o limitare la vendita di alcuni articoli monouso in plastica, introduce già questo principio per manufatti come i filtri delle sigarette. Produttori e distributori dovrebbero quindi contribuire alla gestione dei rifiuti senza lasciare che l’onere ricada esclusivamente sui consumatori finali. 

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