Attacco informatico alle istituzioni italiane: la guerra in Ucraina è anche cibernetica

Contro il nostro invio di armi c'è la regia di una solida struttura politica, secondo il giurista Pietropaoli

Nel pomeriggio dell’11 maggio i siti di Senato, Ministero della difesa, Istituto superiore di sanità e Automobile club d’Italia (Aci) sono rimasti bloccati per alcune ore (salvo quello dell’Aci, tornato operativo il giorno successivo) a causa di un attacco informatico contro il nostro Paese. “Questo attacco conferma il quadro generale della guerra: era infatti già chiaro come fossimo tutti esposti anche sul piano cibernetico. L’azione ha consentito alla Russia di farci capire, anche senza un intervento militare diretto, che l’invio di armi in Ucraina non è un gesto che passa inosservato ma, al contrario, può scatenare ripercussioni su vari livelli, compreso quello della sicurezza informatica.” È quanto dichiara ad Agenda17 Stefano Pietropaoli, docente di Informatica giuridica presso l’Università di Firenze.

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Molti suicidi nelle nostre carceri sovraffollate e in condizioni precarie

Il tasso fra i più alti in Europa, rileva il Consiglio EU

È stato recentemente pubblicato il report Space I, con il quale ogni anno il Consiglio d’Europa, in collaborazione con gli esperti dell’Università di Losanna, fornisce statistiche sulla popolazione carceraria e gli istituti detentivi dei Paesi membri. Il nostro Paese si conferma tra i primi per sovraffollamento, ma ad allarmare è soprattutto il tasso di suicidi.

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La transizione ecologica non può avvenire senza giustizia sociale

Le città sono le maggiori responsabili dell’inquinamento. Ma secondo Farinella e Alietti di Unife la pianificazione urbana senza equità non funziona

“Oggi chi vive nelle favelas lavora nei quartieri vicini, dove la ricca borghesia si serve di questi lavoratori per mantenere il proprio benessere. E si tratta delle stesse dinamiche che caratterizzano lo sviluppo a livello globale: molte città del Mondo sono strutturate in questo modo, e in esse si produce la ricchezza che serve a noi per prosperare, con una serie di conseguenze in termini di disuguaglianze sociali e ambientali.” Parte da questo quadro generale l’architetto Romeo Farinella per affrontare, con il sociologo Alfredo Alietti, il tema dell’ordine e del disordine urbano, come dimensioni che hanno accompagnato lo sviluppo delle nostre città e che sono oggi legate alle disuguaglianze sociali e ai temi della giustizia climatica.

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TRANSIZIONE ENERGETICA Gas e nucleare nel mix, secondo Pinelli e Mantovani di Unife

Sì agli investimenti privati nella fusione nucleare, ma non ci si arriverà nel 2030

“Nessuna scelta monoenergetica è saggia. Ogni fonte di energia ha i suoi pro e contro: la cosa più intelligente da fare è un mix che sia il più variegato possibile e compatibile con l’ambiente. Il problema dell’energia, infatti, se lo si affronta nell’ottica di ‘questo è meglio di quello’, non trova una soluzione adeguata alle esigenze delle società moderne” afferma ad Agenda17 Fabio Mantovani, docente di Fisica e membro del Laboratory for Nuclear Technologies presso l’Università di Ferrara.

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In Ucraina la guerra informatica affianca quella armata

Da tempo le infrastrutture sono nel mirino di conflitti cibernetici letali. Le Nazioni unite di nuovo fuori gioco, secondo il giurista Pietropaoli

“La guerra cibernetica non è solo guerra dell’informazione. C’è sicuramente un problema di manipolazione delle coscienze, di propaganda e fake news, ma non c’è solamente il suono della tastiera in sottofondo. Pensare che si tratti di una guerra meno letale rispetto a quelle cui siamo abituati è illusorio” afferma ad Agenda17 Stefano Pietropaoli, docente di Informatica giuridica presso l’Università di Firenze e membro del Cybersecurity National Lab del Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica (Cini).

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Transizione dalle fonti fossili alle energie rinnovabili. È possibile fare a meno di gas e nucleare?

Scienziati, sociologi e cittadini agli incontri del Master in giornalismo scientifico Unife: quattro punti di vista sul cammino verso un’energia pulita

Mentre si procede verso un’energia più pulita, puntando all’abbandono delle fonti fossili, bisogna continuare a soddisfare i bisogni energetici molto elevati nelle nostre società. Qui sta il nodo della transizione. La vera partita si gioca sul come arrivare all’obiettivo della decarbonizzazione, con quali  tempi, con quali passaggi intermedi. E in ballo c’è non solo il futuro del Pianeta, ma anche una montagna di interessi: da quelli economici a quelli geopolitici, come ci mostra drammaticamente la guerra in Ucraina.

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La condanna Onu dell’aggressione all’Ucraina è ferma ma inefficace: il diritto di veto è un limite difficilmente superabile

Manca un coordinamento tra gli Stati e la risoluzione è poco coraggiosa, secondo la giurista Annoni

“L’attacco russo all’Ucraina costituisce una grave violazione del divieto di uso della forza. A fronte di tale violazione è naturale rivolgere lo sguardo al ruolo dell’Organizzazione delle nazioni unite (Onu, United Nations UN), istituita dagli Stati vincitori della Seconda guerra mondiale per salvare le future generazioni dal flagello della guerra, e soprattutto al ruolo del Consiglio di sicurezza, che ha la principale responsabilità del mantenimento di pace e sicurezza internazionali” ha affermato Alessandra Annoni, docente di Diritto internazionale presso l’Università di Ferrara, durante l’incontro online “Chi (non) dice Umanità. La guerra in Ucraina e le vie della pace”.

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Secondo il politologo Alessandro Colombo la guerra in Ucraina deriva dal fallimento dell’ordine internazionale. Con gravi conseguenze per il futuro

Un seminario co-organizzato da Unife fa il punto e disegna il ruolo del mondo accademico nella ricerca della pace

“In questi giorni abbiamo spesso sentito affermare che il conflitto tra Russia e Ucraina cambia tutto, che nulla sarà più come prima e che si tratta di un’aggressione non solo all’Ucraina ma al modello stesso di ordine internazionale che si è delineato negli ultimi trenta o quarant’anni. Io credo invece che dovremmo essere più cauti: questa aggressione non è un fattore distruttivo dell’ordine internazionale, ma, piuttosto, un prodotto della fine di quell’ordine. Viviamo già dentro il suo collasso e ci sono molti elementi che lo evidenziano.”

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Tutela dell’ambiente e diritti umani: sei seminari per riportare al centro la giustizia climatica

Clima, sfruttamento e società i temi degli incontri organizzati da Csv terre estensi con Unife e Unimore

Inizia martedì 1 marzo il ciclo di seminari “Crisi climatica, sfruttamento e diritti umani”, che prevede sei incontri dedicati al tema del cambiamento climatico in una prospettiva che ne abbraccia le dimensioni ecologica, sociale ed economica. “Già dal titolo del corso abbiamo voluto sottolineare il fatto che la crisi climatica non è solo crisi ambientale, ma è strettamente correlata ai temi dello sfruttamento, del divario tra Nord e Sud del Mondo, dei diritti umani e della loro sistematica violazione”, afferma ad Agenda17 Anna Zonari, del Centro di servizi per il volontariato (Csv) terre estensi e coordinatrice dell’Università del volontariato.

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Carcere: sovraffollamento e necessità di dialogo con la società (2)

Nel Pnrr troppi fondi destinati solo all’edilizia carceraria, nonostante la lezione della pandemia, secondo Alessio Scandurra di Antigone

Nella Missione 5, Coesione e inclusione, del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), alla voce “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore” il Ministero della giustizia ha previsto lo stanziamento di 132,9 milioni di euro, da distribuire tra il 2022 e il 2026, per la costruzione e il miglioramento degli spazi delle strutture penitenziarie.

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Carcere: sovraffollamento e necessità di dialogo con la società (1)

Gravi disparità regionali e ancora troppe pene detentive. Incentivare le misure alternative, secondo la giurista di Unife Carnevale

Il sovraffollamento è la piaga più nota delle carceri italiane ma, secondo l’ultimo rapporto di metà anno pubblicato da Antigone, ci sono altre carenze, forse ancora più rilevanti, di cui tener conto per garantire il rispetto dei diritti dei detenuti sancito dalla Costituzione. Secondo l’associazione, infatti, le precarie condizioni delle carceri e la mancanza di personale civile sono altrettanto, se non maggiormente, importanti della scarsità di spazio individuale.

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Energia dall’atomo: alti rendimenti, ma non del tutto carbon free

La filiera del nucleare cambia molto nei diversi Paesi

In Europa la maggior parte dei Paesi ricorre ai combustibili fossili per produrre energia. Secondo i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente (European Environment Agency, EEA), circa il 77% del fabbisogno energetico del cittadino europeo medio è soddisfatto da petrolio, gas e carbone. A questi si aggiungono il 14% proveniente dall’energia nucleare e il restante 9% da rinnovabili, le quali però sono in rapida crescita.

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