Dall’assalto alle key box (il sabotaggio delle cassette dove vengono riposte le chiavi degli affitti brevi) alle scritte contro i turisti in montagna, alle manifestazioni di piazza in Spagna: cresce ovunque un movimento di resistenza al turismo predatorio e sempre più elitario, con un impatto non solo ambientale, ma anche economico e sociale, in primis per la crescita dei prezzi delle abitazioni nei centri abitati e nelle aree in prossimità delle attrazioni turistiche.
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Contro il turismo. Inedite forme di lotta dalla città alla montagna: esasperazione o idee per un abitare migliore? Confronto con il sociologo Alietti e l’urbanista Farinella (1)
Trasformazioni urbane e lotte locali hanno una lunga storia. I limiti dell'opposizione e delle amministrazioni pubbliche
“Voi vi divertite e noi soffriamo”: recentemente i residenti di alcune zone della Spagna sono tornati in piazza contro l’invasione di un turismo predatorio che mette sempre più in difficoltà i cittadini di molte località in tutto il Mondo.
Ski pass alle stelle, alberghi di lusso, rifugi gourmet. È la risposta all’overtourism in montagna? Pochi turisti ma ricchi. Le Dolomiti però sono patrimonio dell’Umanità
Una soluzione fallimentare secondo Claudio Visentin
Può il turismo di lusso essere una chiave per ridurre il sovraffollamento in montagna e coprire i crescenti costi dell’industria dello sci?
Il sovraffollamento turistico mette in crisi città, montagne e spiagge in tutto il Mondo. I residenti protestano contro il degrado e l’aumento degli affitti
Nel nostro Paese manca un’azione comune, ma possibili soluzioni già ci sono
Il presidente nazionale del Club alpino italiano (Cai) Antonio Montani ha recentemente ribadito la necessità di regolare il flusso turistico sulle sovraffollate Dolomiti, lanciando la provocazione di togliere loro il titolo di patrimonio Unesco. Ma il fenomeno dell’ormai ampiamente discusso overtourism riguarda tutte le principali mete turistiche a livello internazionale, con gravi ricadute sui territori e i loro abitanti.
Overtourism, tra potenzialità e (numerosi) rischi
In montagna problemi per la sicurezza oltre che per l’ambiente
Sentieri che diventano imbuti e un’estrema fatica a transitare. L’overtourism è una minaccia per l’ambiente e può essere un rischio per la stessa incolumità degli escursionisti. Inizia a emergere più di un interrogativo sul turismo di massa. L’introduzione del ticket a Venezia, gli studi sulla capacità di carico dei territori in Trentino, le limitazioni al lago di Braies in Alto Adige. Ma non è solo l’Italia a valutare un intervento per gestire i flussi.
Dalle casermette del Moncenisio a Ostana: il turismo alternativo passa per le comunità locali, secondo l’architetto Franz di Unife
L'architetto Antonio De Rossi: “la rigenerazione deve essere sociale e culturale oltre che turistica"
“Il turismo lento in tutte le sue forme rappresenta una grande opportunità, non solo per la montagna ma anche per le aree marginali ancora naturalisticamente interessanti. Ne sono un esempio alcuni fiumi italiani, come il Po, il Tagliamento o il Ticino, o una galassia di borghi storici che da questa nicchia di turismo naturalistico, culturale e del benessere possono trarre grande vantaggio in termini di sviluppo locale” afferma ad Agenda17 Gianfranco Franz, docente di Progettazione culturale per turismi sostenibili presso l’Università di Ferrara.
Piano per il clima e montagna: dati vecchi e accanimento terapeutico per la monocultura dello sci (1)
Al centro interessi economici e non la tutela del territorio, secondo Merola ideatore di “Adaptation”
Secondo Fondazione Cima, la situazione della neve è in peggioramento in Italia: a febbraio, il deficit dello snow water equivalent, cioè l’acqua contenuta nella neve, è di -64% a livello nazionale, con la situazione peggiore sugli Appennini. Nonostante questi dati allarmanti, la poca concretezza riscontrata in tutto il Piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico (Pnacc) si conferma anche nelle misure per il settore alpino.
