Si è chiuso recentemente a Torino il festival “Un grado e mezzo”, nato con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico, in particolare le nuove generazioni, sui temi della crisi climatica e della sostenibilità ambientale.
Il titolo richiama infatti l’obiettivo dell’Accordo di Parigi del 2015 di limitare l’aumento della temperatura globale entro 1.5°C rispetto ai livelli preindustriali.
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Alluvioni, catastrofi e politiche territoriali. Ricerche interdisciplinari a partire dagli eventi disastrosi che hanno colpito l’Emilia Romagna
Seminario organizzato dai Dipartimenti di architettura e studi umanistici di Unife, in prospettiva di collaborazione interuniversitaria permanente
A due anni dall’alluvione dell’Emilia-Romagna, a cui ha fatto seguito il frequente ripetersi di altri analoghi eventi disastrosi, il seminario “Alluvioni, catastrofi e politiche territoriali. Approcci e ricerche interdisciplinari”, organizzato dal Dipartimento di studi umanistici e dal Dipartimento di architettura dell’Università di Ferrara, fa il punto sulle catastrofi e i loro impatti territoriali, sociali, politici ed economici.
Rapporto annuale Copernicus: il 2024 è stato per il Pianeta l’anno più caldo mai registrato. E il marzo appena trascorso segna un nuovo record
Aumentano i disastri climatici: il nostro Paese, secondo l'Indice di rischio climatico 2025, è il terzo più colpito
“A livello globale, il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato, dopo il notevole calore del 2023. Gli ultimi dieci anni sono stati i più caldi mai registrati. Anche la temperatura media annua della superficie del mare sopra gli oceani non polari ha raggiunto un livello record. Le concentrazioni atmosferiche dei gas serra anidride carbonica e metano hanno continuato ad aumentare.
La conservazione dei ghiacciai è ancora possibile. Trasformare la conoscenza scientifica in consapevolezza emotiva e partecipazione attiva. Il progetto del Muse di Trento
Il ritiro dei ghiacciai va oltre la semplice perdita di massa. I ghiacciai possono essere infatti considerati come un grande archivio: ogni strato di ghiaccio racconta storie del passato, delle attività umane e dei fenomeni naturali e la loro scomparsa rappresenta la perdita di memoria del Pianeta.
Scompaiono i ghiacciai delle Alpi. Dalle Dolomiti alle montagne svizzere, entro pochi decenni si estingueranno: molto caldo e neve insufficiente
Gravi conseguenze per i fiumi: hanno raggiunto il “picco idrico” dovuto alla fusione glaciale e ora le portate diminuiranno
“Nel giro di pochi decenni, i ghiacciai delle Dolomiti scompariranno o si frammenteranno in piccoli corpi glaciali senza dinamica. Il loro destino appare purtroppo inevitabile anche assumendo una stabilizzazione del clima sui valori medi degli ultimi trent’anni (1991-2020).” Queste le conclusioni inequivocabili del recente studio sullo stato dei nostri ghiacciai delle Alpi orientali condotto dall’Istituto di scienze polari del Cnr e dell’Università Ca’ Foscari Venezia.
Neve: -57% rispetto alle medie storiche, in sofferenza le risorse idriche nivali italiane. I dati di Fondazione Cima
Secondo le previsioni, la primavera sarà più calda della norma con elevata probabilità di fusione accelerata del manto nevoso
L’inverno dovrebbe essere il periodo in cui la neve si accumula, raggiungendo il suo picco tra la fine di febbraio e la metà di marzo, secondo i dati storici, e costruendo una riserva d’acqua importante per la primavera e l’estate, ma la realtà che emerge dai dati attuali è ben diversa. Anche questo mese si conferma una tendenza che ormai caratterizza le stagioni invernali recenti in Italia: poche luci e molte ombre sulla risorsa idrica nivale.
Nature Restoration Law: la legge europea per ripristinare gli ecosistemi è molto osteggiata, ma applicarla può fare la differenza per la crisi climatica
È determinante per la diminuzione della CO2, secondo il rapporto di Birdlife Europe
“È destino della Nature Restoration Law avanzare in condizioni tempestose. Ha senso che, di fronte al rischio quasi esistenziale che sta correndo, l’Europa si preoccupi della natura? La risposta è doppiamente positiva.” Così la Lega italiana protezione uccelli (Lipu) riporta l’attenzione sulla legge per il ripristino degli habitat a otto mesi dal sì definitivo del Consiglio dell’Unione europea (Ue).
