Una recente indagine di Medici senza frontiere (Msf) rivela l’uccisione deliberata di tre operatori umanitari durante la guerra civile etiopica combattuta in Tigray tra il 2020 e il 2022 tra il governo federale e le autorità locali tigrine. Un crimine che si aggiunge alle numerose violazioni del diritto internazionale, commesse in larga parte dal governo federale e dai suoi alleati, che hanno reso questo conflitto il banco di prova di crimini di guerra e contro l’umanità che hanno caratterizzato i conflitti successivi, tra cui quello a Gaza.
Tag: Gaza
DOSSIER ONU: GUERRA Non è il diritto internazionale umanitario ad aver fallito a Gaza, secondo la giurista di Unife Alessandra Annoni: “sono gli Stati ‘custodi’ ad aver abdicato al proprio ruolo”
Indifferenza della comunità internazionale e paralisi dell’ Organizzazione delle nazioni unite (Onu) hanno caratterizzato i conflitti successivi alla guerra civile etiopica combattuta in Tigray tra il 2020 e il 2022 tra il governo federale e le autorità locali tigrine, e sono oggi sotto gli occhi di tutti a Gaza.
DOSSIER ONU: GUERRA La corsa agli armamenti aumenta l’emissione di CO2, i conflitti distruggono e inquinano il patrimonio naturale. Il costo delle guerre per l’ambiente è altissimo
Cosa sta succedendo a Gaza e in Ucraina. Appello del Cnr
Le guerre hanno un inevitabile impatto anche sull’ambiente. Un recente report dell’organizzazione Scientist for Global Responsibility riporta i risultati di 11 studi che tentano di stimare quanto l’aumento della spesa militare incida sulle emissioni di gas serra nell’atmosfera.
Gaza: ritorno a casa fra le macerie
Il fiume di oltre 370 mila sfollati troverà il 92 per cento delle abitazioni distrutte o danneggiate
Oltre 376mila persone siano tornate ai loro luoghi d’origine nel Nord di Gaza, dopo il ritiro delle forze israeliane dalle due strade principali. muovendosi lungo il corridoio Netzarim, una striscia di terra lunga 7 chilometri che divide Gaza. Si stima che su una popolazione di 2.1 milioni, oltre 1.9 milioni sono sfollati.
“Ti senti come se fossi un subumano”
Striscia di Gaza. La foto di Amnesty International Italia. Rapporto"Israele sta commettendo genocidio contro la popolazione palestinese a Gaza”
Al 7 ottobre 2024, a distanza di un anno dall’inizio dell’offensiva di Israele nella Striscia di Gaza, l’esercito israeliano aveva ucciso 42mila palestinesi, tra cui oltre 13.300 bambini, e feriti oltre 97mila.
“Ti senti come se fossi un subumano: il genocidio di Israele contro la popolazione palestinese a Gaza” è il titolo del rapporto di Amnesty International: oltre a morti e feriti, infatti, Israele ha anche forzatamente sfollato circa 1,9 milioni di palestinesi, il 90% degli abitanti di Gaza, almeno una volta. Queste persone si sono trovate a vivere in condizioni precarie che le sottopongono spesso a morte lenta e calcolata.
Giunto al termine il secondo ciclo della campagna antipolio a Gaza, ma migliaia di bambini restano senza copertura
Gravissime difficoltà per le Agenzie Onu a causa del conflitto e degli attacchi in corso
Il 5 novembre si è chiuso il secondo ciclo della campagna di vaccinazione contro la polio nella Striscia di Gaza, con un totale di 556.774 bambini sotto i dieci anni che sono stati vaccinati con una seconda dose di vaccino antipolio e 448.425 bambini tra i due e i dieci anni che hanno ricevuto la vitamina A, dopo le tre fasi condotte nelle ultime settimane. Ma alcune aree rimangono inaccessibili, e lì la copertura è insufficiente.
L’Onu dopo Gaza: bloccate le agenzie per le vaccinazioni, messa al bando quella per i rifugiati palestinesi. Ora è morta anche la speranza. Ha senso, a questo punto, il “Patto per il futuro” appena lanciato dalle Nazioni unite?
Avevamo guardato con speranza e gratitudine alla campagna di vaccinazioni antipolio per i bambini di Gaza. Speranza perché, dopo un anno di guerra in quella Striscia che ormai è un “cimitero in cui si confondono macerie e resti umani” al limite del genocidio, il Fondo delle Nazioni unite per l‘infanzia (UNICEF), l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il Ministero della sanità palestinese, l’ Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) e tante altre organizzazioni erano riuscite nel compito apparentemente impossibile di restaurare, almeno provvisoriamente, un aspetto del diritto internazionale.
