La sessualità è un diritto dei detenuti. In un contesto carcerario drammatico, la Consulta ha riaffermato un principio di giustizia e umanità

Utile anche per il successivo reinserimento nella famiglia, secondo Alessio Scandurra di Antigone

Per la Corte costituzionale, negare in maniera indiscriminata il diritto all’affettività, compresa la sessualità, di tutte le persone detenute è una irragionevole compressione della dignità della persona e un ostacolo alla finalità rieducativa della pena.
Ora i legislatori, la magistratura di sorveglianza e l’amministrazione penitenziaria dovranno lavorare insieme per modificare norma e prassi che prevedono per detenute e detenuti solo colloqui con controllo a vista del personale di custodia, impedendo così di fatto l’espressione dell’affettività a tutte e tutti, anche nel caso in cui non vi siano ragioni di sicurezza, di disciplina o giudiziarie a impedirlo.

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L’addio dei ghiacciai in un percorso fotografico e scientifico a Forte di Bard, Valle d’Aosta

C’è tempo fino al 7 gennaio 2024 per visitare al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, la mostra “Il Monte Bianco. Ricerca fotografica e scientifica”, aperta il 29 luglio scorso.
L’esposizione si inserisce nel progetto dell’Associazione Forte di Bard intitolato proprio “L’Adieu des glaciers”, nato nel 2019 dalla percezione – evidente anche solo agli occhi dei frequentatori abituali della montagna – delle criticità che già allora i ghiacciai stanno vivendo. Da qui l’intenzione di fare ricerca fotografica e scientifica sui quattro principali gruppi glaciali della Valle d’Aosta: Monte Rosa, Monte Cervino e Gran Paradiso prima e ora, con la mostra in corso, il Monte Bianco.

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Alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo una grande mostra collettiva sui rapporti affettivi e conflittuali fra uomo e natura

The Butterfly Affect (l’ “affetto” farfalla) chiude con eventi e performance

Ancora una volta l’arte guarda alla natura, in particolare al mondo vegetale, come ispirazione per costruire un altro futuro, senza però tralasciare il conflitto. La mostra “The Butterfly Affect”, ospitata dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino e curata da Irene Calderoni e Bernardo Follini, presentano la sfera dell’affettività interspecie come modalità con cui immaginare nuovi paradigmi di coesistenza sociale e ambientale, allontanandosi dalle prescrizioni del dominio estrattivo.

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Al Parco arte vivente due grandi mostre sulla profonda correlazione fra umano e non umano

Il Pav realizzato da Piero Gilardi è un incubatore di coscienza ecologica

Tra le opere esposte nel Parco arte vivente (Pav) di Torino, quella di Stefano Boccalini, “PublicPrivate”, rispecchia in maniera particolare lo spirito del centro sperimentale d’arte contemporanea che la ospita. Per le due parole, public e private, l’autore ha scelto due materiali simili, acciaio e ferro, ma con caratteristiche tecniche che le rendono soggette in modo differente allo scorrere del tempo: l’acciaio mantiene la sua brillantezza originale mentre il ferro si deteriora e arrugginisce, richiamando implicitamente l’elemento dell’acqua, sulla quale è cruciale il dibattito politico come bene pubblico.

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“La crisi climatica è un mostro che sfugge al controllo e si diffonde”. Così Filippo Andreatta, regista di un Frankenstein in chiave ecologica

Riparte da Trento la nuova produzione teatrale di OHT basata sul classico riletto dalla filosofa Dehlia Hannah

Quando il pubblico entra, lo spettacolo è già iniziato. Sul palcoscenico scende una pioggia tenue e una donna – che emette lamenti di fatica – taglia in parti sempre più piccole dei tronchi di legno tra un groviglio di fili e di macchinari. Quando tutti gli spettatori sono al loro posto, le luci in sala calano e lo spettacolo si mette in moto.
Comincia così il Frankenstein o Il moderno Prometeo, la nuova produzione di Office for a Human Theatre (OHT) andata in scena dall’8 al 12 febbraio al Teatro Astra di Torino e attualmente in programma al Teatro SanbàPolis di Trento il 31 marzo e il 1 Aprile, per la regia di Filippo Andreatta.

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Clamorosi errori con il virus di Covid-19. E non abbiamo ancora una strategia chiara, secondo Quammen, autore di Spillover

Serve sorveglianza planetaria: ci aspettano virus da nuove mutazioni pericolose a partire dagli allevamenti

David Quammen, saggista scientifico noto in tutto il Mondo per aver anticipato in “Spillover”, molti aspetti dell’attuale pandemia, non ama il ruolo di Cassandra. Ma è indubbio che nel suo lavoro ha avuto la capacità di mettere a fuoco alcuni punti su cosa non ha funzionato in passato e su cosa potrebbe essere utile per il futuro, partendo dall’esplicito presupposto che la scienza è un processo umano, con passi avanti e talvolta indietro, ma in direzione di una comprensione sempre più chiara del mondo fisico: un processo provvisorio, insomma, ma il migliore approccio possibile per avvicinarsi a una verità complessa, composta di molti tasselli e molte voci.

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