Il Senato ha rinviato al 10 febbraio la discussione della modifica all’articolo del Codice penale italiano relativo al crimine di violenza sessuale, approvata dalla Camera dei deputati il 19 novembre 2025. La modifica puntava a introdurre il concetto di consenso “libero e attuale”, ovvero espresso come libera manifestazione della volontà e che restasse valido per tutta la durata di uno specifico atto sessuale. Tuttavia, durante la discussione alla Commissione Giustizia del Senato, il testo è stato riformulato mettendo al centro il dissenso della persona e non l’assenza di consenso.
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Le donne che subiscono violenza di genere hanno diritto alla protezione internazionale
La Corte di giustizia dell'Ue riconosce questi casi come una forma di persecuzione. Nel nostro Paese pochissimi sono accettati
La Corte di giustizia dell’Unione europea (Ue) ha stabilito il 16 gennaio 2024 che le donne migranti soggette a violenza di genere nel loro Paese di origine hanno diritto a ricevere lo status di rifugiate o la protezione sussidiaria. Il pronunciamento è avvenuto in seguito alla richiesta della Bulgaria di valutare il caso di una donna turca di origini curde che, vittima di un matrimonio forzato e violenza domestica, aveva fatto domanda di protezione internazionale.
Educare alla nonviolenza nella scuola. L’ora di educazione civica non basta e “indottrinare alla pace” non serve
La cultura della non violenza, sia come mezzo di risoluzione dei conflitti sia come strumento educativo, e la ricerca del dialogo in un conflitto intrattabile come quello tra Israele e Palestina è stata al centro del convegno “Pace e pacifismo: un’agenda per il Mondo”. Elena Buccoliero è intervenuta sul tema “Esperimenti di nonviolenza nei contesti educativi”. Di seguito ci propone i punti fondamentali del suo contributo
Aumenta il ricorso delle donne ai Centri antiviolenza, ma mancano fondi
La violenza dei partner ed ex ha forme diverse, anche subdole. Serve Reddito di libertà e autodeterminazione, secondo Castagnotto e Baglioni del Centro donna giustizia di Ferrara
Nel 2021, le donne accolte nei Centri antiviolenza gestiti dall’organizzazione Donne in rete contro la violenza (D.i.Re) sono aumentate del 3,5% rispetto al 2020, nonostante le restrizioni dovute alla pandemia e l’assenza di stabilità dei finanziamenti. Questo dato va interpretato alla luce di due fenomeni: “da una parte la pandemia ha innescato dinamiche che hanno favorito un’escalation delle violenze, diventate più gravi e pesanti, dall’altra le donne maturano la consapevolezza di essere in una situazione di bisogno e di avere la possibilità di chiedere aiuto, contando sull’esistenza di luoghi sicuri e accoglienti come i Centri antiviolenza” affermano ad Agenda17 Paola Castagnotto, Presidente del Centro donna giustizia di Ferrara, e Daria Baglioni, Coordinatrice del progetto “Uscire dalla violenza” dello stesso Centro.
