“Nel 2023 il Mondo è sfrecciato all’indietro rispetto alla promessa dei diritti umani universali del 1948, nonostante dall’altro lato si stia proiettando sempre più velocemente in un futuro dominato da una tecnologia senza regolamentazione. I passi indietro fatti sul fronte dei diritti umani non sono però avvenuti nel silenzio. Le persone di tutto il Mondo si sono opposte a questa regressione, dimostrando una solidarietà globale senza precedenti.”
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Rinviata la campagna di vaccinazione contro la poliomielite nel Nord di Gaza a causa degli intensi bombardamenti, degli sfollamenti di massa e della mancanza di accesso
A causa dell’escalation delle violenze, degli intensi bombardamenti, degli ordini di sfollamento di massa e della mancanza di pause umanitarie, il Comitato tecnico della polio per Gaza è stato costretto a rimandare la terza fase della campagna di vaccinazione contro la poliomielite nel Nord di Gaza.
Gaza: il reato di genocidio è difficile da definire, ma lì è in atto, secondo Francesca Albanese, giurista, Relatrice speciale Onu sui territori palestinesi occupati
“Gaza rappresenta la fine dell’umanità: ormai è un cimitero in cui si confondono macerie e resti umani”
“Apartheid, genocidio, sono brutte parole, sono parole ‘scabrose’. Usare la parola genocidio non è scabroso: sono crimini. È ‘scabroso’ che ciò avvenga. E ‘imparzialità ormai è diventata una parola, pomposa per giustificare l’indifferenza. Ma non è quello che faccio io. Da imparziale io guardo ai fatti, tutti, ed è per questo che oggi non esprimo semplici parole di condanna nei confronti degli israeliani.” È il concetto stesso di genocidio quello che Francesca Albanese, giurista e relatrice speciale delle Nazioni unite sui territori palestinesi occupati ha affrontato per descrivere la situazione di Gaza durante il festival di Internazionale che si è svolto recentemente a Ferrara.
Diritto all’abitare. La città ha un potenziale enorme di diritti fondamentali e umani, ma anche molti modi per escludere, emarginare, segregare, sfruttare, opprimere, confinare, rendere “incapaci”
Intervista a Maria Giulia Bernardini e Orsetta Giolo, relatrici al Festival di Internazionale
Partendo dal concetto di “città autoritaria”, Agenda17 ha dedicato ampio spazio al dibattito sui temi legati all’abitare e alla città.
È stato un confronto a molte voci, provenienti da campi disciplinari ed esperienze diverse, che ha coinvolto sia esperti accademici e ricercatori, sia “saperi laici” che hanno autonomamente sviluppato conoscenze e visioni sui problemi e sul futuro dell’ urbanità.
La “cittadinanza” ai cittadini stranieri del nostro Paese spiegata bene. Un percorso complesso, oneroso e pieno di difficoltà (2)
Ius solis o ius sanguinis, ogni Paese europeo interpreta l’integrazione in modo diverso. I dati del nostro Paese e dell’EU
Il dibattito sulla cittadinanza da attribuire ai cittadini stranieri residenti nel nostro Paese che si è riacceso negli ultimi tempi contempla posizioni diverse sull’identità nazionale e sul diritto di sangue o di appartenenza a un Paese per nascita o residenza.
La “cittadinanza” ai cittadini stranieri del nostro Paese spiegata bene. Un percorso complesso, oneroso e pieno di difficoltà (1)
La proposta dello Ius scholae risale al 2018 ma non vede la luce. Le associazioni che rappresentano le nuove generazioni di italiani hanno lanciato un referendum
Nelle ultime settimane si è riacceso il dibattito sulla cittadinanza e sulla necessità della revisione di una legge che prenda in considerazione le mutazioni sociali avvenute in Italia negli ultimi trenta anni.
La fotografia dell’Istat sui cittadini stranieri nel nostro Paese certifica che nel 2023 le nuove cittadinanze italiane sono state 199.995 di cui un terzo riguardano minori e sono ottenute per trasmissione da un genitore.
Mountain Partnership (FAO) valorizza i piccoli imprenditori di montagna del Sud del Mondo
“Certificazione partecipata”: la storia del prodotto, delle persone, delle materie prime e del consumo consapevole in una “etichetta narrativa”
La Mountain Partnership Products (MPP) Initiative sostiene 18mila agricoltori, di cui il 60% sono donne, nei Paesi in via di sviluppo. Attualmente ne coinvolge otto (Bolivia, India, Kyrgyzstan, Mongolia, Nepal, Panama, Perù e le Filippine), e garantisce con il marchio MPP quarantacinque prodotti, ad esempio il miele di api senza pungiglione delle Ande boliviane e il riso rosa e viola degli agricoltori dell’Himalaya indiano, ma anche prodotti tessili. Si tratta di un progetto esemplificativo di come sia possibile intervenire sulle aree marginali per contrastare lo spopolamento e proteggere al contempo ambiente e biodiversità.
