Aumentano le esecuzioni della pena capitale nel Mondo, in particolare in Iran e Arabia Saudita

Le donne, le minoranze etniche e gli oppositori politici sono quelli a rischio maggiore anche solo per un tweet

Nel mese di maggio Amnesty International ha pubblicato il Rapporto sulla pena di morte e sulle esecuzioni eseguite nel Mondo nel 2023. Amnesty International ha registrato 1.153 esecuzioni, un aumento del 31% rispetto alle 883 esecuzioni eseguite nel 2022.

Il significativo aumento del totale globale è dovuto principalmente all’aumento delle esecuzioni in Iran e in Arabia Saudita che sono stati responsabili dell’89% del totale delle esecuzioni conosciute.

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Massimo storico di spese per la NATO. Una cifra enorme: i Paesi europei da soli superano di 100 miliardi la somma di Cina e Russia

Il nemico alle porte è Mosca, e bisogna riarmarsi. Trentadue miliardi a carico dell’Italia (e non basteranno)

Lo scorso 17 giugno la NATO ha reso note le spese per la difesa dei suoi Paesi membri, con dati consuntivi dal 2014 al 2022 e stime per gli anni 2023 e 2024.
Mentre nel 2014 i paesi europei attualmente membri della NATO impegnarono per la difesa l’equivalente di 211,104 miliardi di dollari (G$) per un totale della NATO (inclusi USA e Canada) di 943,218 miliardi di dollari, nel 2024 l’Europa spenderà 476,191 G$ per un totale NATO che supera il bilione (milione di milioni) di dollari, ossia 1474,399 G$, maggiore della spesa totale del resto del Mondo.

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Distrutto nel pavese il primo campo sperimentale di riso modificato con Tecniche di evoluzione assistita, un potenziale nuovo capitolo delle biotecnologie vegetali

Opposizione come quella agli Ogm? In cosa sono diversi?

Dal laboratorio di Fabio Fornara, docente di botanica generale dell’Università di Milano, all’azienda agricola Radice Fossati nel pavese, Ris8imo è il primo riso in Italia prodotto con le Tecniche di evoluzione assistita (Tea). Un risultato nato dall’esigenza di proteggere i raccolti dal fungo Pyricularia oryzae senza dover ricorrere ai pesticidi, e che ha seguito un lungo iter di approvazione prima di diventare la prima sperimentazione in campo aperto. 

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Rinaturazione del Po. Riparte con molto ritardo il più grande progetto per la biodiversità del Pnrr, ma non è più lo stesso

Avrebbe potuto dare un grande contributo alla Nature Restoration Law, ma interessi economici e politici l'hanno snaturato

La rinaturazione del bacino del fiume Po – obiettivo fondamentale da 357 milioni di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) – è partita, ma con un volto un po’ diverso da quello previsto inizialmente. Pensato per ripristinare gli habitat fluviali, mitigare gli effetti del cambiamento climatico e proteggere la popolazione dal dissesto idrogeologico, il progetto inizia con grande ritardo e solo dopo un significativo ridimensionamento deciso per andare incontro alle rivendicazioni di Coldiretti, Confagricoltura, Federlegno, dell’Associazione italiana pioppicoltori e di molti esponenti politici, tra cui alcuni assessori di Regione Lombardia.

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Restoration Law, è arrivato il sì definitivo. Il Consiglio approva la legge per il ripristino degli habitat

Il nostro Paese ha votato contro

Non sono bastati i no di Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Finlandia e Svezia, né l’astensione del Belgio o le proteste di tanti imprenditori agricoli. Alla fine, il Consiglio dell’Unione Europea ha detto di sì alla Restoration Law, dopo anni di trattative, colpi di scena e periodi di stallo.

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DOSSIER AI ACT La normativa europea sull’intelligenza artificiale è centrata sulla difesa dal rischio. In secondo piano i diritti

Prima regolamentazione organica, punta a diventare standard mondiale. Ecco come funziona, spiegato da Enrico Maestri giurista Unife

Dal rischio inaccettabile al rischio alto, a quello limitato fino a quello minimo-nullo. È su questa rigorosa gerarchia del livello di rischio che si basa l’Artificial Intelligence Act (AI Act), approvato dal Consiglio dell’Unione europea (Ue) il 21 maggio 2024 a seguito dell’approvazione del Parlamento europeo. È il primo tentativo al Mondo di stabilire norme armonizzate per lo sviluppo e l’uso di sistemi basati sull’intelligenza artificiale.

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DOSSIER AI ACT Molti interrogativi etici aperti dalle regole della prima legge europea sulle applicazioni dell’Intelligenza artificiale

Più trasparenza, meno rischi, più partecipazione, meno pericoli. Queste dovrebbero essere le parole chiave che guidano gli intenti della nuova legge europea sull’intelligenza artificiale nata con l’obiettivo di rendere obbligatorie le buone pratiche connesse ai suoi usi.
Il Consiglio ha fatto l’ultimo passaggio approvativo il 21 maggio 2024, entrerà in vigore venti giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale e sarà pienamente applicabile due anni dopo.
Invece i divieti saranno effettivi dopo sei mesi e dopo dodici sarà la volta delle norme di gestione e degli obblighi per i modelli di IA per uso generale. Infine, le norme per i sistemi di IA – integrati in prodotti regolamentati – si applicheranno dopo trentasei mesi.

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DOSSIER AI ACT Difficile definire e regolamentare una tecnologia in corsa che riguarda sistemi fra loro molto diversi

Secondo Riccardo Zese, docente di IA a Unife, le precauzioni non devono applicarsi alla singola tecnologia ma al suo utilizzo

L’AI Act è la nuova legge europea che, prima al Mondo, regola l’Intelligenza Artificiale (IA), ma sotto a questo termine vengono a trovarsi una molteplicità di strumenti tecnologici estremamente diversi tra loro. Ad oggi, se si pensa all’IA vengono subito in mente i sistemi generativi, che servono per creare nuovi contenuti. Ne sono un esempio celebre ChatGPT o il rivale Gemini, che sono strumenti in grado di generare testo a seguito di richieste (prompt) che l’utente invia con un sistema che imita una chat di messaggistica. Ci sono poi anche quelle IA generative che servono per la generazione di immagini, come Midjourney e Dall-e. Non bisogna però dimenticare che quelle generative sono solo una sottocategoria nel panorama tecnologico dell’IA.

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India: la più grande democrazia tra crescita economica e disuguaglianze sociali

Nella foto di Viky Roy, bambini al fiume sullo sfondo dei grattacieli a Mumbai, metropoli dai due volti

Narendra Modi ha vinto le elezioni indiane per la terza volta, ma non ottiene il plebiscito sperato nella più grande democrazia del Mondo. Quasi un miliardo di votanti (un decimo dell’Umanità) nell’arco di 44 giorni, con un milione di cabine elettorali perché ci sia almeno un seggio elettorale nel raggio di 2 chilometri, 15 milioni di addetti alle operazioni, più di 10 miliardi di dollari di spese stimati.

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Il governo dei cambiamenti climatici non può avvenire per via giudiziaria. Il convegno dell’Università di Ferrara affronta i profili costituzionali e amministrativi

I rapporti fra i poteri dello stato stressati dalle cause climatiche

“La via giudiziaria alla tutela dell’ambiente svolge una funzione di supplenza alla mancanza di intervento e di decisioni politiche degli altri due poteri, Non deve essere così: nella tutela dei diritti alla vita e alla salvaguardia dell’ambiente Il ruolo del giudice è quello di garante.” Margherita Ramajoli, docente di diritto amministrativo all’Università di Milano, inquadra così la situazione, invero molto complessa, che si è venuta a creare in questi ultimi anni con l’esplosione numerica dei casi di “cause climatiche”. La situazione è stata affrontata nel corso del Convegno “Il governo dei cambiamenti climatici: profili costituzionali ed amministrativi” organizzato recentemente presso la Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Ferrara da Marco Magri, docente di diritto ambientale.

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Aborto: non c’è un cuore che batte nelle prime settimane di gravidanza, e volerlo ascoltare può essere pericoloso

La proposta di legge sul battito cardiaco del feto prosegue l’iter parlamentare ma quello che viene rilevato non è esattamente il battito cardiaco, come dichiara il prof. Pantaleo Greco di Unife

“Prima di tutto precisiamo che quello che rileviamo non è esattamente il battito cardiaco ma quello che noi definiamo una frequenza cardiaca”, afferma ad Agenda17 Pantaleo Greco, responsabile del Dipartimento di ostetricia e ginecologia dell’Azienda ospedaliero – Universitaria di Ferrara a cui abbiamo chiesto un parere scientifico  a proposito della proposta di legge di iniziativa popolare denominata “Un cuore che batte” che propone l’obbligo da parte dei medici di far ascoltare il battito cardiaco del feto alla donna che richiede una interruzione di gravidanza (ivg).

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