Se chiedete oggi alle bambine di disegnare uno scienziato, nel 60% dei casi disegnerà una donna.
Ma non è stato sempre così. Il punto di svolta è recente: il 2016.
Bianca Antonica
DOSSIER AGENDA ONU – PARITA’ DI GENERE Donne scienziate: nell’immaginario ora ci sono, nella pratica meno. Ruoli di cura e mascolinizzazione il prezzo della carriera
DOSSIER ONU: GUERRA Il circolo vizioso tra guerra e fame: da Gaza ai conflitti dimenticati in Asia e Africa
Lo stretto legame tra guerra e fame è uno dei più tragici nodi delle crisi umanitarie contemporanee. Ogni situazione di guerra innesca un circolo vizioso di fame, malnutrizione e nuove violenze, rendendo impossibile ogni progresso verso la risoluzione dei conflitti e il diritto all’alimentazione. Nell’era delle crisi globali, rompere il legame tra guerra e fame è una sfida cruciale ed etica di portata mondiale.
Progetto SKA: collaborazione internazionale di scienza e società per la ricerca sui grandi temi della cosmologia e sulla vita nell’Universo. Con il coinvolgimento delle comunità indigene locali
Il primo progetto di big science per la radioastronomia, il progetto Square Kilometre Array (SKA) racconta un nuovo approccio in cui lo scambio orizzontale di conoscenze tra enti di ricerca e aziende dà vita a collaborazioni internazionali. “SKA servirà a ricercare la vita nell’Universo, dopo la sua cosiddetta “età oscura”, testare la relatività generale, comprendere la cosmologia e l’evoluzione delle galassie, a studiare cos’è la materia oscura” racconta ad Agenda17 Plus Jader Monari, responsabile della stazione di Medicina e coordinatore a livello nazionale del progetto SKA-Low (Stazione radioastronomica di Medicina).
DOSSIER AGENDA ONU – OBIETTIVO 4 Giovani ricercatori tra precarietà e discriminazione. In Italia resta in università solamente chi ha una famiglia alle spalle
Il 40% dei ricercatori post-doc lascia l’accademia: tra le cause che spingono i ricercatori a preferire altre carriere o addirittura altri Paesi, i dati di uno studio pubblicato a gennaio 2025 su Proceedings of the National Academy of Sciences rivelano che quasi la metà di loro (40%) abbandona l’accademia a causa di un bottleneck, o collo di bottiglia, un restringimento del flusso, che dura da diversi anni e che sempre più si stringe e seleziona i pochissimi che arriveranno ai posti di ruolo disponibili in base a criteri esclusivamente quantitativi.
Generazione Z. Nell’era dell’insoddisfazione e dell’incertezza, il diritto del lavoro è rimasto indietro rispetto alle nuove esigenze dei giovani. Intervista ad Alberto Avio, giurista Unife
Le nuove esigenze dei giovani adulti e l’introduzione del lavoro da remoto, delineano un quadro per nati tra la fine degli anni Novanta ed il 2010 che racconta una storia di insoddisfazione e l’incertezza sul futuro lavorativo. Abbiamo chiesto ad Alberto Avio docente di diritto del lavoro dell’Università di Ferrara come si è evoluto il diritto del lavoro negli ultimi anni in relazione a questa situazione.
Generazione Z e lavoro: un futuro senza sicurezze, e andare dallo psicologo è una strategia per capire e decidere. Conta più la qualità del lavoro che lo stipendio. Intervista ad Andrea Giaquinta
I giovani hikikomori sono bloccati dietro uno schermo: bisogna imparare a gestire i media
No a like e cuoricini, sì al benessere psicologico. Il consulente delle risorse umane Andrea Giaquinta delinea in video il quadro generale in cui si muove la Generazione Z, i giovani nati tra la fine degli anni Novanta ed il 2010.
La pandemia Covid-19 ha segnato un cambiamento radicale per la Generazione Z, ridefinendo il rapporto con il lavoro attraverso nuove tecnologie e nuovi modi di lavorare. La sicurezza del posto fisso lascia spazio all’incertezza, ma anche a nuove priorità: flessibilità, benessere mentale e ambienti lavorativi più stimolanti.
L’ansia della Generazione Z, la prima sempre on line, non dipende dalle tecnologie. È risultato della crisi dei modelli educativi e dell’equilibrio fra individuale e collettivo
L’analisi di Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta docente dell’Università Bicocca
Definire semplicemente “nativi digitali” i giovani cresciuti dietro gli schermi dei device elettronici, non è più né sufficiente né corretto. La Generazione Z è una vera e propria “generazione online”, sempre connessa, per la quale le esperienze virtuali e reali diventano un’unica cosa con il rischio di diventare la Generazione A (ansia, aspettative, approvazione, autostima).
