“Vogliamo demistificare la figura del “grigio burocrate” di Bruxelles, del tecnocrate senza volto che decide le nostre vite; e, al tempo stesso, far entrare il pubblico nella ‘bolla’ di Bruxelles, percepita come lontana e distante, spesso anche lontana dalla nostra cultura, ed invece più viva, contraddittoria, interessante che mai.”
Categoria: Partnership per gli obiettivi
Obiettivo 17: Partnership per gli obiettivi
Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile.
Progetto SKA: collaborazione internazionale di scienza e società per la ricerca sui grandi temi della cosmologia e sulla vita nell’Universo. Con il coinvolgimento delle comunità indigene locali
Il primo progetto di big science per la radioastronomia, il progetto Square Kilometre Array (SKA) racconta un nuovo approccio in cui lo scambio orizzontale di conoscenze tra enti di ricerca e aziende dà vita a collaborazioni internazionali. “SKA servirà a ricercare la vita nell’Universo, dopo la sua cosiddetta “età oscura”, testare la relatività generale, comprendere la cosmologia e l’evoluzione delle galassie, a studiare cos’è la materia oscura” racconta ad Agenda17 Plus Jader Monari, responsabile della stazione di Medicina e coordinatore a livello nazionale del progetto SKA-Low (Stazione radioastronomica di Medicina).
DOSSIER AGENDA ONU – OBIETTIVO 17 Il protezionismo USA ostacola il Patto Onu per il futuro. Ci rimettono soprattutto i Paesi poveri
Un ruolo fondamentale dovrebbe averlo il WTO, secondo l'economista Frattini di Unife
“La svolta protezionistica nell’economia globale peserà soprattutto sui Paesi in via di sviluppo, che sono per definizione i meno resilienti. Tutti questi shock mettono infatti potenzialmente più sotto pressione le economie emergenti, perché chi è più ricco ha più alternative tecnologiche, un’economia più varia, maggiore potere contrattuale e la possibilità di adattarsi prima e meglio.” afferma Federico Frattini, docente di Economia dello sviluppo presso l’Università di Ferrara
Onu, Patto per il futuro. Utopia o speranza? Una governance multilaterale è possibile, secondo l’economista Frattini di Unife
Ma le economie avanzate devono rinunciare a parte del potere e quelle emergenti agire con realismo. La Nuova banca per lo sviluppo dei Brics sarà la cartina tornasole
“La proposta di riforma del sistema di governance globale mi sembra ben fatta e questo mi fa essere speranzoso. Mi sembra di vedere tutti gli elementi da mettere sul piatto per poter effettivamente raggiungere l’obiettivo: non è solo la questione economica né solo quella politica, ma tutte le questioni vanno trattate insieme per cercare di creare un sistema coerente” dichiara ad Agenda17 Federico Frattini, docente di Economia dello sviluppo presso l’Università di Ferrara.
Europa tra Usa e Brics: economia debole e dipendente dal dollaro, ai margini del Mondo multipolare secondo l’economista Paolo Pini
Abbandono del Green Deal, massicci acquisti di armi USA a scapito del welfare. In Nord Africa chiusura alle migrazioni e partnership bloccate
Dopo il vertice dei Brics a Kazan, si fa sempre più chiara la volontà di questi Paesi di ridefinire gli equilibri geopolitici internazionali. I temi in gioco sono tanti: il multilateralismo, la possibilità di un mercato alternativo al dollaro, il ruolo dell’Africa e i possibili cambiamenti con la nuova amministrazione americana. Come si posiziona l’Europa in questo scenario? Lo abbiamo chiesto a Paolo Pini, già docente di Economia politica presso l’Università di Ferrara.
Donne e caffè nel “Nord Pioniero del Paranà”; una storia di partecipazione ed emancipazione nel Sud del Brasile
Così si applica l’Agenda Onu 2030 per la sostenibilità
L’ultimo successo l’hanno ottenuto a Jacarezinho, in Paranà, dove in autunno si è tenuta la fiera Ficafè, manifestazione che dal 2008 dà visibilità al caffè prodotto di produzione locale. Oltre 4 mila persone hanno visitato l’esposizione, ampliando il bacino tra i conoscitori del caffè, quindi le possibilità commerciali per i gruppi di donne della regione.
Onu, Patto per il futuro. Utopia o speranza? Equilibri politici sempre più precari. Il futuro è nelle mani dei Paesi asiatici, secondo l’economista Paolo Pini (2)
I Brics e lo scenario internazionale: Paesi molto diversi, ma tutti non allineati al volere statunitense
Cos’è cambiato negli ultimi anni, durante i quali lo scenario internazionale è diventato più precario e le grandi istituzioni internazionali hanno perso la loro autorità? Lo abbiamo chiesto a Paolo Pini, già docente di Economia politica presso l’Università di Ferrara, dopo i due vertici internazionali, quello dell’Organizzazione delle Nazioni unite (Onu) per un Patto per il futuro e il summit dei Brics a Kazan, per valutare l’attuale e difficile scenario geopolitico globale.
