Aumentano matrimoni infantili e mutilazioni genitali femminili (1) Colpa di crisi climatica, pandemia e guerra. Le leggi non bastano, secondo Rossella Panuzzo di Terre des Hommes

Aumentano matrimoni infantili e mutilazioni genitali femminili (1)

Colpa di crisi climatica, pandemia e guerra. Le leggi non bastano, secondo Rossella Panuzzo di Terre des Hommes

A causa della crisi climatica e della pandemia di Covid-19, si rischia di perdere i progressi raggiunti negli ultimi trent’anni contro le mutilazioni genitali femminili (Mgf) e i matrimoni precoci. A mettere in guardia è il dossier “Indifesa” pubblicato di recente da Terre des Hommes, organizzazione non governativa che si occupa di proteggere i diritti di bambine e bambini. Il dossier si ricollega agli allarmi lanciati negli scorsi mesi da diverse organizzazioni, tra cui Save the Children, il Fondo delle Nazioni unite per l’infanzia (United Nations International Emergency Children’s Fund, UNICEF) e il Fondo delle Nazioni unite per la popolazione (United Nations Fund for Population Activities, UNFPA).

Già prima della pandemia si stimava che, entro il 2030, 100 milioni di ragazze sarebbero state costrette a sposarsi prima della maggiore età e 68 milioni avrebbero subito una mutilazione genitale. Con la pandemia queste stime sono aumentate rispettivamente di 10 milioni e 2 milioni. 

Pratiche difficili da estirpare: le leggi non bastano

“La maggior parte delle mutilazioni genitali femminili – afferma ad Agenda17 Rossella Panuzzo, responsabile del dossier Indifesa – si concentra in una trentina di Paesi, prevalentemente nell’Africa subsahariana, dove si raggiungono quote di prevalenza anche del 98% a partire da Somalia e Somaliland. La pratica è presente anche in Medio Oriente (Yemen e Kurdistan iracheno principalmente) e in Asia (Malesia, Indonesia e alcune province dell’India), ma a tassi inferiori. 

Rossella Panuzzo, responsabile del dossier Indifesa di Terre des Hommes (© Terre des Hommes)

In molti Stati esistono leggi contro questa pratica, ma le violazioni spesso non vengono perseguite, se non in casi eclatanti. Alcuni Paesi, come per esempio la Somalia o il Mali, non hanno emanato delle leggi specifiche, per cui la pratica è legale (anche se nella Regione autonoma del Puntland, in Somalia, nel 2021 è stata varata una legge contro le Mgf). Ma pure negli Stati dov’è illegale, c’è una pressione sociale molto forte per fare ‘tagliare’ le bambine: questa pratica viene considerata un rituale necessario di iniziazione, per potersi preparare al matrimonio.”

Tassi di prevalenza delle Mgf in Africa (© www.28toomany.org

I Paesi che invece contano il più alto tasso di matrimoni precoci sono il Niger (il 76% delle donne fra i venti e i ventiquattro anni si sono sposate prima dei diciotto anni), la Repubblica Centroafricana (68%), il Chad (67%) e il Bangladesh (59%). Considerando i numeri e non le percentuali, il primato spetta all’India (più di 15,5 milioni di spose bambine), seguita da Bangladesh (4,4 milioni) e Nigeria (3,7 milioni). Questo nonostante Paesi come India e Nigeria proibiscano i matrimoni precoci. 

Percentuale di donne fra i venti e i ventiquattro anni sposate o entrate in una relazione prima dei diciotto anni (© www.girlsnotbrides.org

“Le autorità – prosegue Panuzzo – possono intervenire a fronte di una denuncia, ma, se questa non viene fatta perché le due famiglie sono d’accordo nel combinare le nozze e il matrimonio viene celebrato con discrezione, non c’è nessuna conseguenza. Ogni Paese ha poi le sue complessità e un’analisi corretta deve tenere conto di fattori come consuetudini culturali, credenze religiose e povertà”, quest’ultima esacerbata da conflitti, pandemia e crisi climatica.

Siccità e crisi alimentare incentivano i matrimoni precoci e le Mgf

In Africa subsahariana, spinte dalla crisi economica e dalla chiusura prolungata delle scuole dovute alla pandemia, molte famiglie hanno approfittato per sposare le loro figlie e praticare il taglio, mentre gli attivisti non potevano raggiungere i territori locali essendo bloccati dalle restrizioni. 

Sposando le figlie, le famiglie sperano infatti di assicurare loro una buona sistemazione, di avere una persona in meno da sfamare e di migliorare la propria condizione economica grazie al “prezzo della sposa”, ovvero l’insieme di denaro contante, generi alimentari e bestiame che vengono dati dalla famiglia del futuro marito a quella della sposa. Il matrimonio viene visto come una garanzia di stabilità maggiore di quella che potrebbe offrire l’istruzione interrotta.

A peggiorare il quadro, si sono aggiunte la crisi climatica e l’aumento dei prezzi dei generi alimentari causato dalla guerra in Ucraina. In particolare, come riporta UNICEF, nel Corno d’Africa, colpito per tre anni di seguito da una grave siccità, il valore del prezzo della sposa è in calo e per questo le famiglie stanno sposando più figlie e sempre più giovani.

Età a cui viene praticata la Mgf in alcuni Paesi africani (© Terre des Hommes 2022)

In Etiopia, nei distretti più colpiti dalla siccità, i matrimoni infantili sono aumentati del 119% nei primi mesi del 2022 rispetto all’anno precedente. Nelle comunità più colpite dalla siccità in Kenya, si registrano tassi più alti di mutilazioni genitali su bambine sempre più giovani. Anche in altri Paesi africani l’età del taglio si sta abbassando: ciò significa che c’è un intervallo di tempo sempre più stretto in cui istituzioni e organizzazioni possono intervenire per contrastare questa pratica. 

Il caso del Bangladesh

Spostandosi in Bangladesh, uno dei Paesi più vulnerabili alla crisi climatica, nei distretti devastati dalle alluvioni, alcuni uomini si affidano alla dote, ovvero l’insieme dei beni che la famiglia della sposa deve dare a quella del futuro marito, per ricostruire le proprie entrate. 

Qui, spiega Panuzzo, “maggiore è l’età della ragazza, maggiore sarà la dote da portare. Quindi le famiglie povere finiscono per far sposare la figlia molto presto. Inoltre, specie nei contesti rurali, ci sono norme sociali estremamente restrittive per quel che riguarda la frequentazione delle ragazze con l’altro sesso. Se una ragazza riceve delle attenzioni da parte di un ragazzo, viene già considerata come ‘impura’. Per questo molte famiglie preferiscono anticipare l’età del matrimonio.” Così ritengono anche di proteggere meglio la propria figlia dagli abusi sessuali, che possono seguire i disastri naturali nelle sistemazioni d’emergenza, e quindi la reputazione della famiglia.

(©Gabriel Bouys/AFP/Getty)

Ora, inoltre, la situazione è peggiorata a causa delle ricadute economiche della pandemia di Covid-19: durante i diciotto mesi in cui le scuole sono state chiuse, i matrimoni infantili sono aumentati del 13%. (1. Continua)

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