Avrebbero dovuto rendere più verde l’agricoltura europea, e invece per ora i risultati sono deludenti e gli effetti sugli habitat scarsi. I meccanismi di incentivo previsti dalla Politica agricola comune (Pac) dell’Unione europea – i cosiddetti “ecoschemi” – non convincono BirdLife Europe, che sul tema ha redatto un report insieme a Nabu, la sezione tedesca dell’associazione. Il documento è stato rilanciato e commentato anche dalla Lega italiana protezione uccelli (Lipu) in Italia negli scorsi giorni.
Chiara Spallino
Rinaturazione del Po. Riparte con molto ritardo il più grande progetto per la biodiversità del Pnrr, ma non è più lo stesso
Avrebbe potuto dare un grande contributo alla Nature Restoration Law, ma interessi economici e politici l'hanno snaturato
La rinaturazione del bacino del fiume Po – obiettivo fondamentale da 357 milioni di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) – è partita, ma con un volto un po’ diverso da quello previsto inizialmente. Pensato per ripristinare gli habitat fluviali, mitigare gli effetti del cambiamento climatico e proteggere la popolazione dal dissesto idrogeologico, il progetto inizia con grande ritardo e solo dopo un significativo ridimensionamento deciso per andare incontro alle rivendicazioni di Coldiretti, Confagricoltura, Federlegno, dell’Associazione italiana pioppicoltori e di molti esponenti politici, tra cui alcuni assessori di Regione Lombardia.
Restoration Law, è arrivato il sì definitivo. Il Consiglio approva la legge per il ripristino degli habitat
Il nostro Paese ha votato contro
Non sono bastati i no di Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Finlandia e Svezia, né l’astensione del Belgio o le proteste di tanti imprenditori agricoli. Alla fine, il Consiglio dell’Unione Europea ha detto di sì alla Restoration Law, dopo anni di trattative, colpi di scena e periodi di stallo.
La Nature Restoration Law ce l’ha fatta: dopo due anni di trattative approvato il testo della legge europea per il ripristino della natura
Per WWF Italia “gli eurodeputati hanno dato ascolto alla scienza”. Ora la palla passa agli Stati membri
Il 27 febbraio al Parlamento europeo un voto che avrebbe dovuto svolgersi senza sorprese, quasi come una semplice formalità, ha invece tenuto tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo. Si trattava del voto finale sulla Nature Restoration Law, l’ambiziosa legge sul ripristino degli ecosistemi di tutta Europa.
L’Italia ha un nuovo Piano di adattamento ai cambiamenti climatici, ma è nato vecchio e contiene poche soluzioni concrete
Per osservatori e associazioni mancano fondi e azioni chiare per limitare gli impatti del riscaldamento globale
Tanta teoria, poca pratica. Si possono sintetizzare così le reazioni di associazioni ambientaliste ed esperti al nuovo Piano di adattamento ai cambiamenti climatici italiano (Pnacc), approvato con un decreto firmato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin a fine 2023 e reso poi pubblico in gennaio.
Rinaturazione del Po, agricoltori e politica hanno fermato il progetto del Pnrr. E si torna a parlare di dighe
A rischio il più grande intervento dedicato ad habitat, specie e adattamento al cambiamento climatico. Resta poco tempo
Il progetto di rinaturazione del bacino del fiume Po – unico grande investimento del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) dedicato totalmente alla biodiversità – potrebbe fermarsi e non ripartire più.
Il Parlamento europeo dice sì alla legge per il ripristino della natura
Nonostante alcuni tagli su agricoltura e torbiere la Restoration Law tutelerà il 20% dei territori Ue
Con 336 voti a favore, 300 contrari e 13 astensioni, il Parlamento ha adottato la sua versione negoziale della legge. Il testo definitivo verrà in autunno, quando Parlamento, Consiglio e Commissione si riuniranno nel Trilogo. È stata una vittoria sofferta per una legge fondamentale, giocata sul filo di pochi voti, vittoria a cui ha contribuito anche un drappello di rappresentanti del Ppe che non ha seguito le decisioni del gruppo parlamentare che intendeva affossare la legge (e anche questa è una buona notizia: la coscienza del bene comune supera gli interessi degli schieramenti).
