Alessandro Pascolini, il cui contributo alla comprensione dei problemi della guerra in corso in Ucraina, e in generale della ripresa della corsa agli armamenti, i lettori di Agenda 17 ben conoscono e apprezzano, in questa ricostruzione storica mostra come dopo l’impiego dell’arma atomica nella Seconda guerra mondiale si era “giunti alla definizione della sola via razionale per la prevenzione della corsa alle armi nucleari”: quella elaborata dalla razionalità scientifica. Ma proprio la “carenza di cultura e di linguaggio politico della comunità scientifica” fu, come rileva l’autore alla fine dell’excursus, un elemento fondamentale del fallimento di quell’accordo.
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Falla nella diga sul Dnipro: nuovo problema per la centrale di Zaporizhzhya
Oltre all'insicura disponibilità di elettricità, diminuzione di personale e vicinanza delle operazioni militari
L’impianto nucleare ucraino di Zaporizhzhya (ZNPP) torna al centro dell’attenzione a seguito del danneggiamento della diga della centrale idroelettrica di Kakhovka (KHPP) sul fiume Dnipro (Dnepr, anche Nipro o Boristene in italiano) nell’area di Nova Kakhovka, circa 55 km a nord-est della città di Kherson e un centinaio di km a valle appunto della ZNPP, che utilizza proprio il bacino generato dalla diga per la refrigerazione dei reattori e come pozzo di calore.
LABORATORIO PACE Ucraina: l’Europa deve superare lo stallo in cui è ingabbiata da USA e Cina, secondo il giurista Bernabei di Unife
Convegno e laboratorio aperto all’Università di Ferrara
“Gli Stati Uniti hanno interesse che l’Europa sia unita dal punto di vista commerciale perché per loro è più facile interfacciarsi, ma hanno anche convenienza che l’Europa sia divisa sulla politica estera”, afferma ad Agenda17 Guglielmo Bernabei, docente di Diritto pubblico presso l’Università di Ferrara e membro del Movimento federalista europeo, che il 10 maggio interverrà come relatore al convegno “L’Europa per la pace”.
LABORATORIO PACE Ucraina: le sanzioni alla Russia non funzionano. I Paesi emergenti non le applicano e crescono economicamente
Una grande area economica, soprattutto dei BRICS, isola la NATO e si mette in proprio. Convegno a Unife
“Una delle cose che è venuta in evidenza negli ultimi tempi, dopo lo scoppio della guerra, è che l’Europa e gli Stati Uniti hanno imposto delle sanzioni alla Russia con l’idea di provocarne una crisi irreversibile: l’economia russa ne sarebbe stata progressivamente indebolita, fino a compromettere la possibilità di portare avanti la guerra. La misura era naturalmente di carattere politico, per penalizzare la Russia dopo questo atto di aggressione, ma intendeva allo stesso tempo riaffermare una supremazia economica occidentale” dichiara ad Agenda17 Pier Giorgio Ardeni, docente di Economia politica e dello sviluppo presso l’Università di Bologna.
LABORATORIO PACE Ucraina. Chi fornisce armi partecipa alle ostilità? Come negoziare con la Russia che ha annesso territori? Le questioni affrontate dalla giurista Annoni di Unife
Convegno e laboratorio aperto all’Università di Ferrara
“La stragrande maggioranza degli Stati ha assunto un atteggiamento di non completa equidistanza rispetto al conflitto, fornendo un supporto più o meno ampio a una delle parti, in particolare all’Ucraina, che è la parte aggredita dalla Russia; altri, invece, hanno assunto formalmente un atteggiamento di neutralità, mentre altri ancora stanno fornendo assistenza alla Russia, ed è questa la posizione ritenuta più problematica, perché la Russia in questa vicenda è lo Stato aggressore.” Ne parlerà il 10 maggio Alessandra Annoni, docente di Diritto internazionale presso l’Università di Ferrara
Ucraina: la pace cinese fra ambizioni economiche e ruolo geopolitico, secondo l’economista Prodi di Unife
Il problema dell’egemonia USA: servono dialogo e multipolarismo
Il 24 febbraio il Governo di Xi Jinping ha diffuso una proposta per raggiungere la pace tra Russia e Ucraina: dodici punti con i quali la Cina sembra voler assumere il ruolo di mediatore nello scenario geopolitico internazionale. “Storicamente, la Cina tende a guardare al suo interno, quindi sta cercando di capire cosa le conviene per il suo sviluppo anche in ambito internazionale. È infatti un Paese cresciuto molto, ma ha ancora tante problematiche interne e deve quindi tenere conto del possibile impatto di tutto quello che succede sulla sua economia” afferma ad Agenda 17 Giorgio Prodi, docente di Economia dello sviluppo presso l’Università di Ferrara.
LABORATORIO PACE Primi produttori in Europa di armi leggere; conviventi e famigliari le vittime più numerose
Maggiori controlli per le licenze e l’esportazione: ne parla in Unife Giorgio Beretta, autore de Il Paese delle armi
“L’Italia e il mercato delle armi fra industria, commercio ed escalation militare”: è il tema dell’incontro organizzato dal Laboratorio per la pace dell’Università di Ferrara, in programma lunedì 13 marzo alle 17 presso il Polo didattico degli Adelardi. Coordinato dai docenti Alfredo Mario Morelli e Giuseppe Scandurra, l’incontro – il primo di una serie organizzata dal Laboratorio – sarà l’occasione per approfondire con Giorgio Beretta miti e zone grigie de “Il Paese delle armi”, titolo del suo libro ma anche specchio di un’Italia in cui produzione, commercio e uso delle armi comuni sono all’ordine del giorno.
