DOSSIER Dopo COP26 Finanza, foreste e giustizia climatica: su questo si giocherà il futuro dell’ambiente

Interessi di mercato, complessità scientifica della riforestazione e difficoltà nelle strategie di equità. Poche soluzioni e molti problemi dalla Conferenza delle parti

Si è conclusa la Conferenza delle parti (Conference of Parties, COP26) di Glasgow, la Conferenza delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici. Sei anni dopo gli Accordi di Parigi, quando i Paesi si impegnarono a creare piani nazionali di riduzione delle emissioni per limitare l’aumento della temperatura globale a 1.5 gradi, le promesse ambientali e l’impegno a finanziare la transizione anche nei Paesi in via di sviluppo appaiono ancora lontani dall’essere mantenuti.

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DOSSIER Dopo COP26 Piantare mille miliardi di alberi e bloccare la deforestazione? Dipende da come

La gestione delle foreste divide esperti e ambientalisti

Nelle scorse settimane, mentre il G20 prometteva di piantare mille miliardi di alberi, alla COP 26 ci si proponeva di fermare la deforestazione entro il 2030. Un obiettivo importante, potenzialmente decisivo per il futuro dell’ambiente e per la mitigazione del cambiamento climatico. Eppure la gestione delle foreste come risposta al riscaldamento globale continua a generare interrogativi per quanto riguarda l’efficacia degli interventi e le ripercussioni sulla salute degli habitat naturali.

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DOSSIER Dopo COP26 Chi non inquina paga

Le isole del Pacifico rischiano di scomparire sommerse dall’Oceano

Simon Kofe, Ministro degli esteri di Tuvalu, piccolo Stato insulare nell’Oceano Pacifico, ha lanciato un grido d’allarme nel corso degli incontri COP26 inviando un videomessaggio durante il quale parla con le gambe sommerse dal mare fino alle ginocchia

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DOSSIER Dopo COP26 Ruolo nuovo e decisivo della finanza

Quella “verde” è un’illusione. Gli investimenti vanno indirizzati con politiche comuni coraggiose, anche se impopolari, secondo l’economista Roberto Fazioli. Fondamentale una tassa sulla CO2

“Non esistono una finanza buona e una finanza cattiva: esiste la finanza che si muove per convenienze relative. Oggi investiamo molto nel green per diversi motivi, ma allo stesso tempo rimane conveniente anche investire nel fossile perché ha un rendimento maggiore a fronte della crescente domanda di energia. In questo scenario, l’unica via praticabile è una tassa globale sulla CO2”. È quanto dichiara ad Agenda17 Roberto Fazioli, docente di Economia dell’energia e dell’ambiente presso l’Università di Ferrara.

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Antartide, pericolo collisione fra giganti di ghiaccio

Nelle scorse settimane, un iceberg di 1270 km2, pari all’estensione del comune di Roma Capitale, alla deriva lungo la costa occidentale dell’Antartide, ha sfiorato la piattaforma di ghiaccio Brunt, dalla quale si era staccato a fine febbraio. Le immagini provengono dal satellite Sentinel-1 del programma Copernicus, un’iniziativa congiunta tra la Commissione europea e l’Agenzia spaziale europea (ESA, European Space Agency) per il monitoraggio della Terra dallo spazio. 

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Fiamme elettriche

Nella foto di Noah Berger, un palo dell’elettricità brucia durante uno dei molti incendi della West Coast degli Stati Uniti (Doyle, California)

La qualità dell’aria in America supera i limiti di pericolo per la salute: l’Air Quality Index (AQI) nel nord della California ha superato il valore limite di 150, arrivando a 170 e a 364 al confine con il Canada. In Italia, il 2020 è stato il 5° anno più caldo dal 1961 con un aumento di temperatura di +1,56 °C (dati Ispra): è il 24° anno consecutivo con anomalia positiva rispetto alla norma.

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Il riscaldamento globale contribuisce all’aumento di detriti spaziali

Un segnale lo abbiamo avuto nelle scorse settimane: un frammento di razzo fuori controllo – come è avvenuto in occasione del residuo di razzo cinese Lunga Marcia 5B, in caduta libera fra il 5 e il 9 maggio scorso – può tenere l’intero Pianeta con il fiato sospeso.

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Diminuiscono le emissioni di gas serra, e nel nostro Paese non è solo merito della pandemia

Le prime stime sulle emissioni dei gas serra a livello nazionale per il 2020 fornite dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) indicano una riduzione del 9,8% rispetto all’anno precedente. Per interpretare correttamente questa drastica diminuzione bisogna ovviamente tener conto che è stato l’anno della pandemia, che ha comportato una riduzione del Prodotto interno lordo nello stesso periodo dell’8,9%.

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