“È l’epidemia più bizzarra che abbia mai visto” afferma Greco, epidemiologo di lungo corso

Forse sta diventando meno pericolosa, ma l'unica certezza sono i vaccini e la strategia One Health. Qualche dubbio sulle mascherine

Sono trascorsi oltre due anni dall’inizio della pandemia di Covid-19; e mentre si dichiara la cessazione dello stato di emergenza le ultime varianti causano una ripresa dei contagi e le vaccinazioni segnano il passo. Quali sono le prospettive?
Ne abbiamo parlato con Donato Greco, medico epidemiologo, componente del Comitato tecnico scientifico (sciolto dal 1 aprile), che di epidemie ne ha viste davvero tante in cinquant’anni di lavoro sul campo ai vertici delle istituzioni sanitarie.

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Long-Covid: verso una definizione standard. Molti e gravi sintomi persistenti

Secondo Carlo Contini, infettivologo Unife, alla base c’è un'infiammazione persistente

A più di due anni dall’inizio della pandemia Covid-19 abbiamo un quadro più completo, non solo della natura del coronavirus, ma anche della malattia. “Mentre inizialmente si pensava che fosse solo un’influenza – afferma Carlo Contini, docente di malattie infettive e direttore dell’Unità complessa di malattie infettive dell’Università di Ferrara – poi il SARS-CoV-2 ha mostrato di avere i connotati di un virus che può sostenere una malattia grave, soprattutto nelle persone fragili e nelle persone con immunodeficienza.

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Riprende Covid-19. Carlo Contini infettivologo: “diffusione esplosiva e varianti resistenti”

Mentre in Cina si segnalano morti e lockdown, da noi si è abbassata la guardia. Vaccinare bambini e profughi

“Ci siamo rilassati un po’ troppo, visto che la curva della quarta ondata mostrava una rapida discesa, e di conseguenza tutti hanno iniziato, per così dire, a sbottonarsi” afferma l’infettivologo Carlo Contini. A inizio marzo si osserva infatti un cambio di scenario nell’andamento dei casi di Covid-19, che tornano ad aumentare: “Oggi la curva punta verso l’alto e ha fatto registrare un aumento di oltre il 36% dei casi in sette giorni”.

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Covid-19: molti danni indiretti alla salute (1)

Cure mancate e diagnosi ritardate. Grave oncologia, ma con forti differenze regionali. Buoni segnali di ripresa

La storia si ripete. Con l’ultima ondata pandemica e l’avvento della variante Omicron le cure per pazienti non-Covid vengono di nuovo messe in discussione. L’esperienza maturata nelle prime fasi dell’emergenza Covid-19 ha permesso alle sanità regionali di preparare piani strategici, ma c’è grande differenza fra le diverse Regioni, e non mancano le criticità.

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