L’editoriale di Alfredo Alietti, Romeo Farinella pone all’attenzione un argomento cruciale per il futuro: le città come luoghi dell’abitare sono ormai luoghi dove abitare è sempre più difficile “disumano e disumanizzante”. Questo processo è frutto di un modello neoliberista dove anche l’abitazione è divenuta il campo di competizione fra le diverse città, quartieri, palazzi in cui gli indicatori economici e le rendite immobiliari ne costituiscono il metro di giudizio principale e dove “il cittadino diviene sempre più consumatore e cliente”.
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Contro la città autoritaria
Per un manifesto di confronto interdisciplinare sui luoghi dell’abitare
Il presente testo costituisce la premessa di una riflessione intrecciata, che coinvolge un sociologo urbano e un urbanista, riguardante il futuro delle nostre città e il loro ruolo all’interno dei processi democratici.
Tale riflessione, che confluirà in un testo in gestazione, costituisce una apertura al dibattito e al confronto interdisciplinare con chi è interessato al futuro delle nostre città come luoghi dell’“abitare”.
Migranti in aumento in tutto il Mondo. Cresce la pressione sulle città: la risposta è la pianificazione urbana
Isolare nei Cpr ai margini dell’abitato è sbagliato. Il “modello Vienna” insegna come integrare in una metropoli con forte immigrazione
I rifugiati nel mondo sono aumentati del 21% alla fine del 2022, il che significa che una persona su 74 è sradicata dal proprio Paese, a causa di guerre, violenze, persecuzioni, violazioni dei diritti umani e catastrofi naturali. Le persone costrette a emigrare dal luogo d’origine alla fine di giugno 2023 sono complessivamente 110 milioni in tutto il Mondo e di queste tre su cinque si insediano in aree urbane. E quanto emerge dal rapporto “Mid-Year Trends 2023” recentemente pubblicato dall’ Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, (UNHCR, United Nations High Commissioner for Refugees).
Disegnare la città: università e cittadini insieme
A Ferrara un incontro di progettazione partecipata con l'architetto Farinella e le associazioni
“Le sfide che le città affrontano possono essere vinte in modo da permettere loro di continuare a prosperare e crescere, migliorando l’utilizzo delle risorse e riducendo l’inquinamento e la povertà. Il futuro che vogliamo include città che offrano opportunità per tutti, con accesso ai servizi di base, all’energia, all’alloggio, ai trasporti e molto altro.” Queste sono le parole che illustrano l’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 dell’Onu: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi.
Contributi al dialogo – Retoriche della rigenerazione urbana: Féris, il progetto a ridosso delle mura estensi
In contrasto con i principi di Agenda 2030, il patrimonio storico cittadino e la pubblica utilità (anche degli studenti universitari)
In piena crisi climatica non si può continuare a perseguire vecchi modelli di sviluppo fallimentari mentre dovremo modificare radicalmente stili di vita, di produzione e di consumo e ripensare i modelli di città. È questo uno dei concetti fondamentali affermato da chi studia l’evoluzione delle città e il rapporto fra urbanizzazione e crisi ambientale. L’architetto Romeo Farinella dell’Università di Ferrara ne ha fornito su questa pagine una documentata ricostruzione storica e una convincente prospettiva per il futuro parlando di “decarbonizzazione per la città postindustriale”.
DOSSIER ASSEMBLEE dei CITTADINI Dalla rappresentanza alla ‘lottocrazia’
Non c’è decarbonizzazione senza democratizzazione
Mentre le nostre conoscenze confermano il cambiamento climatico causato dall’uomo, il ticchettio dell’orologio del clima avanza inesorabile e incalzante; gli anni passano, le temperature medie del pianeta aumentano, e continuiamo a ‘ballare sul Titanic’ navigando sulla rotta di collisione…
Il punto cruciale è quindi se le società umane siano in grado di prendere le decisioni adeguate per affrontare la sfida, nonché di poi attuarle realmente (aspetto questo sempre in secondo piano nel discorso pubblico, ma imprescindibile se si mira ad avere un impatto effettivo).
DOSSIER ASSEMBLEE dei CITTADINI Sperimentazioni di successo in tutto il Mondo
In centinaia di casi i cittadini sono impegnati attivamente in questioni sofisticate e importanti
Gli esempi di processi deliberativi abbondano; l’Ocse, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo (2020) ne ha censiti finora oltre 300, a tutti i livelli di governo, dal locale al nazionale, europeo e globale; ne cito solo alcuni a titolo esemplificativo.
