“Rischiamo di non avere più la copertura della rete delle urgenze-emergenze, di non avere anestesisti, chirurghi generali e nemmeno chirurghi delle varie branche specialistiche che si sono sviluppate negli anni.” È questo, in sintesi, il quadro tracciato da Carlo Alberto Volta, direttore della Scuola di anestesia e rianimazione dell’Università di Ferrara con l’incarico di direzione del Dipartimento di interaziendale di emergenza di Ferrara, a proposito della “diserzione” del personale sanitario dalle specializzazioni mediche strategiche per il buon funzionamento del Sistema sanitario nazionale (Ssn). Delle cause complesse di questo grave fenomeno, abbiamo parlato con il professor Volta, che è anche vicedirettore del Dipartimento di medicina traslazionale per la Romagna e prorettore alla sanità dell’Università di Ferrara.
Tag: lavoro
Nobel Economia a Claudia Goldin per gli studi sul mercato del lavoro femminile. L’analisi di Laura Ramaciotti, economista e Rettrice Unife
In posizioni lavorative elevate le donne hanno prestazioni superiori; meglio offrire eque condizioni di ingresso nel mercato occupazionale piuttosto che incentivi
Claudia Goldin, docente ad Harvard, è la terza donna a vincere il Premio Nobel per l’economia e la prima a farlo per ricerche che riguardano la comprensione dei risultati del mercato del lavoro femminile e gli strumenti per raggiungere la parità tra uomini e donne sul posto di lavoro. Ne abbiamo parlato con la rettrice dell’Università di Ferrara, che insegna economia applicata e si occupa di politiche per l’innovazione aziendale.
La revisione del Pnrr colpisce la sanità: stralcia case, ospedali di comunità e centrali operative territoriali. Manca personale, che va all’estero
A caricare di nuove preoccupazioni circa il futuro del Servizio sanitario nazionale (Ssn) è la proposta di revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), presentata dal Governo lo scorso 27 luglio, che prevede tagli significativi per le Case della comunità (Cdc), gli Ospedali di comunità (Odc) e le Centrali operative territoriali (Cot) componenti essenziali della riorganizzazione della sanità territoriale.
Un italiano su dieci in povertà assoluta, compresi laureati e occupati. Il rapporto Caritas
Un quarto sono bambini. La sanità pubblica è una difesa, ma va tutelata e potenziata
“La povertà in Italia può ormai dirsi un fenomeno strutturale visto che tocca quasi un residente su dieci. Il 9,4% della popolazione residente vive infatti, secondo l’Istat, in una condizione di povertà assoluta”: si apre così il primo Report statistico nazionale sulla povertà presentato recentemente dalla Caritas italiana. I dati si riferiscono a 255.957 persone che si sono rivolte ad essa nel 2022, con un incremento del 12.5% rispetto al 2021.
ChatGPT. Affrontare la perdita di lavoro nell’era dell’automazione e dell’Intelligenza artificiale
Nuove opportunità, ma milioni di posti di lavoro qualificato a rischio. Servono adattamento e formazione
ChatGPT e Midjourney sono due sistemi di intelligenza artificiale, definiti generativi perché in grado di generare contenuti. Il primo è integrato in una chat ed è in grado di rispondere alle domande che gli vengono poste, dimostrando ampia conoscenza dello scibile umano e l’abilità di mantenere una conversazione attiva ricordandosi quanto già stato detto, il secondo è un sistema in grado di generare immagini anche estremamente realistiche partendo da una descrizione testuale del contenuto dell’immagine (forse qualcuno ricorderà la foto di Papa Francesco in piumino bianco).
La povertà è ereditaria
Non basta nemmeno trovare lavoro: i salari sono troppo bassi
Secondo l’ultimo report dell’Istituto nazionale di statistica (Istat), in Italia sono presenti 5,6 milioni di individui in condizione di povertà assoluta, definita come la soglia per accedere ai beni e servizi necessari per uno standard di vita minimamente accettabile. Si tratta di poco più di 1,9 milioni di famiglie, con un’incidenza maggiore al Sud e minore al Nord (10% contro 6,7%).
Dopo la pandemia aumentano le disuguaglianze nel mondo del lavoro
Secondo l’ultimo rapporto Istat, colpiti in particolare donne, giovani e stranieri. E non ci sono tutele per la disabilità
Dall’ultimo rapporto dell’Istituto nazionale di statistica (Istat), dedicato alla situazione economica e sociale del nostro Paese tra il 2021 e i primi mesi del 2022, emerge una situazione di sempre maggiore vulnerabilità per le fasce svantaggiate di lavoratori. Lo studio, infatti, si inserisce in un mondo del lavoro caratterizzato da crescenti disparità retributive, forte disagio economico per molte famiglie e poca tutela nei casi di disabilità.
