COP15 Crisi della biodiversità: sempre più specie a rischio di estinzione Allarme alla Conferenza di Montreal: servono interventi urgenti

COP15 Crisi della biodiversità: sempre più specie a rischio di estinzione

Allarme alla Conferenza di Montreal: servono interventi urgenti

(fonte: ©naturepl.com/Anup Shah/WWF)

La varietà di specie che popolano il nostro Pianeta si assottiglia di giorno in giorno, mentre la lista di quelle che rischiano di scomparire continua ad allungarsi. Ne fa parte anche l’orango di Sumatra (Pongo abelii), dichiarato a rischio critico di estinzione dall’Unione mondiale per la conservazione della natura (International Union for Conservation of Nature, IUCN).

Le Liste rosse dell’IUCN parlano chiaro: più di 42.100 specie di animali e piante rischiano di estinguersi, ossia il 28% delle specie finora censite dall’organizzazione. Tra gli animali, i più minacciati sono gli anfibi (41% delle specie), seguiti dagli squali e razze e dai coralli (rispettivamente 37% e 36%). Ma nemmeno gli altri gruppi se la passano bene: sono in grave pericolo il 28% dei crostacei, il 27% dei mammiferi, il 21% dei rettili, il 16% degli insetti, il 13% degli uccelli, il 10% dei gasteropodi e il 6% dei pesci ossei. 

Questi dati si basano solo sulle specie censite, ma il quadro complessivo potrebbe essere ancora più grave. Secondo il report dell’Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES), infatti, le specie a rischio di estinzione nel Mondo sarebbero circa un milione.

Secondo il Living Planet Index del World Wide Fund for Nature (WWF) e della Società zoologica di Londra, tra il 1970 e il 2018 l’abbondanza delle popolazioni di vertebrati è calata del 69% a livello globale. La regione più colpita è l’America latina (calo del 94% nell’abbondanza delle popolazioni di animali selvatici), mentre gli ecosistemi più sofferenti sono quelli di acqua dolce, con un declino dell’83% nell’abbondanza delle popolazioni di pesci e altri vertebrati.

E uno studio della Royal Society indica che l’attuale tasso di scomparsa delle specie è almeno cento volte più alto del tasso naturale. Tanto che potremmo trovarci all’inizio della sesta estinzione di massa della storia della Terra, la prima causata dall’azione dell’uomo.
Di questa grave crisi della biodiversità si sta discutendo in questi giorni a Montreal, in occasione della Conferenza delle Nazioni unite sulla biodiversità (COP15). Sul tavolo delle negoziazioni ci sono i nuovi obiettivi di conservazione al 2030 e al 2050 per frenare la perdita di biodiversità globale, definiti “Post-2020 Global Biodiversity Framework”. Un importante obiettivo fissato per il 2030 è la protezione del 30% delle aree terrestri e acquatiche del nostro Pianeta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *