SPECIALE VAX  Quando è nato l’antivaccinismo? La storia dei medici che tra ideologie e inganni hanno dato forma al movimento no vax dal Settecento fino ai giorni nostri

SPECIALE VAX Quando è nato l’antivaccinismo?

La storia dei medici che tra ideologie e inganni hanno dato forma al movimento no vax dal Settecento fino ai giorni nostri

Le origini esatte del movimento antivaccinista non sono documentate; tuttavia sappiamo che risalgono al Settecento e che passano attraverso i volti di vari personaggi.

Edward Jenner

Il primo volto è sicuramente quello del medico di campagna britannico Edward Jenner che ha posto le basi per la nascita del movimento antivaccinista pur non appoggiandolo.

Fu Jenner infatti a scoprire e a pubblicare nel 1801 la scoperta del meccanismo di immunizzazione fornito dal vaccino inoculando nel figlio del suo giardiniere il liquido infetto prelevato dalle lesioni cutanee di una persona malata di vaiolo bovino.

Jenner chiamò “vaccino” questo preparato che era in grado di innescare nel ricevente la produzione di una risposta immunitaria protettiva contro la malattia attraverso la formazione di quelli che oggi sappiamo essere gli anticorpi.

Qualche anno dopo, nel 1853 in Inghilterra, venne introdotto l’obbligo di vaccinare contro il vaiolo i bambini di tre mesi: in risposta a tale provvedimento sorsero associazioni di oppositori alla vaccinazione che riuscirono, dopo varie proteste, a ottenere l’eliminazione della vaccinazione obbligatoria.

William Tebb

L’uomo d’affari britannico William Tebb è stato uno degli scrittori e attivisti più prolifici contro la vaccinazione. Lui stesso venne multato tredici volte per aver rifiutato di vaccinare la sua terza figlia.

Nel 1880 fondò la London Society for the Abolition of Compulsory Vaccination (LSACV), sciolta poi nel 1896, per formare la National Anti-Vaccination League (NAVL), che fece pressione per far passare la legge 1898/1907 del 1898 che introdusse l’esenzione dalla vaccinazione per motivi di obiezione di coscienza.

Milton Ross

Degna di nota anche la storia del dottore canadese Alexander Milton Ross, che nel 1885 fu il leader di un movimento di opposizione al vaccino contro il vaiolo, reso obbligatorio dal consiglio comunale di Montréal per fronteggiare una grave e incontrollata epidemia.

Ross fu, a suo dire, “l’unico che aveva osato mettere in dubbio il feticcio” della vaccinazione fino a quando però le autorità scoprirono i segni del vaccino sul suo braccio.

Il pamphlet scritto da Ross è ritenuto un modello piuttosto esemplare degli argomenti cardini dei movimenti no vax.

Copertina di una pubblicazione della London Society for the Abolition of Compulsory Vaccination alla fine dell’Ottocento che raffigura la morte in attesa di vaccinare un bambino (© The history of vaccines)

Henning  Jacobson

Un altro caso storico fu quello del pastore di Cambridge Henning Jacobson, che nel 1905, sulla base di alcune reazioni avverse sperimentate da lui e da alcuni suoi figli, si era opposto alla vaccinazione di sé stesso e della sua famiglia.

Il suo caso raggiunse la Corte Suprema degli Stati Uniti, che nel 1905 confermò la legittimità degli Stati a far rispettare le leggi sulla vaccinazione obbligatoria e affermò che la libertà individuale non è assoluta ed è soggetta al potere dello Stato.

Adrew Wakefield

Nella storia più recente, un caso che ha sostenuto il movimento antivaccinista è quello dell’ex medico Andrew Wakefield, che sottopose senza necessità bambini autistici a punture lombari e altre procedure mediche invasive non necessarie, come colonscopie senza l’approvazione di un comitato etico.

Il tutto aveva lo scopo di screditare il vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite, rosolia), insinuando un legame con l’insorgere dell’autismo, e sostenere scientificamente delle cause giudiziarie intentate nei confronti di case farmaceutiche produttrici dei vaccini. A poco servirono le scuse della comunità scientifica che radiò Wakefield dall’albo dei medici: purtroppo delle sue insinuazioni paghiamo ancora oggi le drammatiche conseguenze.

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