Istat, quanto siamo lontani dal traguardo dell’uguaglianza di genere L’obiettivo 5 dell’Agenda 2030 dell’Onu misurato secondo dieci parametri

Istat, quanto siamo lontani dal traguardo dell’uguaglianza di genere

L’obiettivo 5 dell’Agenda 2030 dell’Onu misurato secondo dieci parametri

L’Istituto nazionale di statistica (Istat) redige annualmente un Rapporto SDGs (Sustainable Development Goals) nel quale illustra lo stato di attuazione in Italia dei 17 obiettivi (GOAL) dell’Agenda Onu 2030.

L’edizione del 2021, riguardo all’obiettivo 5 – Uguaglianza di genere – evidenzia il permanere del problema strutturale della violenza di genere, mentre migliora la rappresentanza femminile nella vita politica ed economica.

Con la pandemia è aumentata la violenza di genere

Nel 2020 la pandemia ha provocato un aumento della violenza di genere in tutte le regioni: più di 49 donne su 100mila si sono rivolte al numero verde 1522, attivo per le vittime di violenza e stalking (nel 2019 erano state 27), con picchi nei mesi di aprile e maggio coincidenti con il lockdown. La forma di violenza prevalente è quella psicologica, seguita da quella fisica e dalle minacce. 

Nel 2019 i femminicidi sono stati 111 (116 nel 2020) e l’83,8% delle donne sono state uccise da un partner, ex partner o familiare. I centri antiviolenza e le case rifugio (rispettivamente 281 e 257 nel 2019) offrono una copertura media nazionale di circa due servizi ogni 100mila donne, con valori più elevati nel Nord-Est e minori al Sud. L’attività di questi centri si sostiene in maggior parte sul lavoro volontario per la mancanza di finanziamenti strutturali.

e diminuito il tasso di occupazione

La pandemia ha inoltre penalizzato le madri lavoratrici che si sono trovate a dover assistere i figli piccoli: il rapporto tra il loro tasso di occupazione e quello delle donne senza figli è sceso al 73,4% (il valore ideale sarebbe 100%). La situazione è peggiore nel caso di madri giovani (25-34 anni), in cui il rapporto è pari a 57,5%, e di donne con un basso titolo di studio (rapporto inferiore al 50%).

Rispetto al 2010, nel 2020 l’indice di asimmetria del lavoro domestico e di cura è migliorato (62,8%), ma la lontananza dal 50% indica che esso ricade ancora maggiormente sulle donne. La situazione è peggiore al Sud dove si ha un valore di 69,5%.

In aumento sono le percentuali di donne presenti al Parlamento (35,4%), nei Consigli regionali (22%) e negli organi di amministrazione delle società quotate in borsa (quasi 39%). Quest’ultimo valore pone l’Italia al secondo posto in Europa dopo la Francia.
Continua a calare, infine, il tasso di interruzione volontaria di gravidanza (5,8 per 1000 donne), segno di una maggiore consapevolezza nell’uso della contraccezione e dell’eliminazione della prescrizione medica per la “pillola dei cinque giorni dopo”. Resta alto però il numero dei medici obiettori.

Fonte: Rapporto ISTAT – SDGs 2021 – Scheda GOAL – Rilevamenti su territorio nazionale (© https://www.agenda17.it/)

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