Secondo il comunicato diramato lo scorso 4 aprile dall’ International Panel on Climate Changes (IPCC), cioè le Nazioni Unite, “nel periodo 2010-2019, le emissioni medie annue globali di gas serra sono arrivate ai livelli più alti della storia umana. In mancanza di forti e immediate riduzioni alle emissioni in tutti i settori, limitare il riscaldamento globale a 1,5°C (2,7°F) sarà fuori portata”.
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Ucraina: più armi, più guerra
Agenda17 per conoscere, capire, aiutare la pace
Si vis pacem para bellum (se vuoi la pace prepara la guerra). Da secoli si discute questa sentenza latina. Sostenitori e oppositori si schierano irriducibili su fronti opposti, armati di argomenti che mai intendono deporre.
È quello che accade spesso quando si parla in astratto dei grandi principi, rispetto ai quali la posizione ideologica, l’appartenenza culturale, i riferimenti valoriali tendono a influenzare in maniera determinante i giudizi.
Ucraina: il rischio di un conflitto nucleare in Europa è concreto, secondo il fisico Alessandro Pascolini
Permangono alcune “ragionevoli speranze”
Bisogna partire da alcuni dati per capire quanto il pericolo di un conflitto nucleare scatenato dall’invasione russa dell’Ucraina sia concreto e molto vicino a noi.
La Russia ha 6mila testate atomiche, e 5500 ne possiede gli USA, mentre Francia e Inghilterra ne schierano rispettivamente 290 e 225. Altre 150 sono distribuite fra Belgio, Olanda, Germania, Italia e Turchia, e 90 sono israeliane.
Ucraina. “Diplomazia scientifica” incerta fra boicottaggio, aiuto ai dissidenti e collaborazione universale. A partire dal Cern
E, secondo lo storico della scienza Turchetti, la comunità scientifica deve rilanciare il disarmo nucleare
Pochi giorni fa il Cern, l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare con sede a Ginevra, in Svizzera, ha sospeso la partecipazione dei propri scienziati ai comitati scientifici di istituzioni ubicate nella Federazione russa e nella Repubblica di Bielorussia (e viceversa).
La decisione è stata presa dal Council, suprema autorità dell’organizzazione e organismo “politico” della struttura di ricerca, costituito dai rappresentanti dei governi dei Paesi membri. Contestualmente, inoltre, vengono sospesi – o annullati – tutti gli eventi organizzati congiuntamente tra il Cern e le istituzioni dei Paesi sospesi, nonché la concessione di contratti di associazione a nuovi soggetti affiliati a istituzioni russe o bielorusse.
La guerra in Ucraina porterà fame e instabilità anche in Africa e in Medio Oriente
La globalizzazione amplifica le crisi in un terribile “effetto domino”
L’attacco al “granaio d’Europa” non avrà conseguenze solo a livello energetico. Ucraina e Russia producono infatti circa il 53% dell’olio e dei semi di girasole consumati nel Mondo e il 27% del grano, oltre a esportare altri essenziali generi alimentari, come orzo e mais, e prodotti, come i fertilizzanti.
In Ucraina la guerra informatica affianca quella armata
Da tempo le infrastrutture sono nel mirino di conflitti cibernetici letali. Le Nazioni unite di nuovo fuori gioco, secondo il giurista Pietropaoli
“La guerra cibernetica non è solo guerra dell’informazione. C’è sicuramente un problema di manipolazione delle coscienze, di propaganda e fake news, ma non c’è solamente il suono della tastiera in sottofondo. Pensare che si tratti di una guerra meno letale rispetto a quelle cui siamo abituati è illusorio” afferma ad Agenda17 Stefano Pietropaoli, docente di Informatica giuridica presso l’Università di Firenze e membro del Cybersecurity National Lab del Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica (Cini).
La condanna Onu dell’aggressione all’Ucraina è ferma ma inefficace: il diritto di veto è un limite difficilmente superabile
Manca un coordinamento tra gli Stati e la risoluzione è poco coraggiosa, secondo la giurista Annoni
“L’attacco russo all’Ucraina costituisce una grave violazione del divieto di uso della forza. A fronte di tale violazione è naturale rivolgere lo sguardo al ruolo dell’Organizzazione delle nazioni unite (Onu, United Nations UN), istituita dagli Stati vincitori della Seconda guerra mondiale per salvare le future generazioni dal flagello della guerra, e soprattutto al ruolo del Consiglio di sicurezza, che ha la principale responsabilità del mantenimento di pace e sicurezza internazionali” ha affermato Alessandra Annoni, docente di Diritto internazionale presso l’Università di Ferrara, durante l’incontro online “Chi (non) dice Umanità. La guerra in Ucraina e le vie della pace”.
