La legislazione italiana (con due anni di ritardo) ha recepito le direttive europee con l’emanazione in particolare della L. 8/2020 ed il D.lgs 199 del dicembre 2021, che apre finalmente la strada, nei sistemi locali, alla produzione di energia elettrica per l’autoconsumo collettivo da parte di cittadini e da parte di Comunità di cittadini organizzati in Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer).
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Fotovoltaico e solidarietà nella Comunità energetica di Napoli Est
La gestione dal basso è una risposta alla crisi energetica ma anche a quella sociale, secondo Legambiente
“La prima domanda che di solito si pone chi oggi vorrebbe creare una Comunità energetica rinnovabile e solidale (Cers) è su quale tetto è possibile realizzare un impianto fotovoltaico. Ma la prima domanda dovrebbe essere piuttosto: con chi realizzarlo? Si dovrebbe partire cioè dai futuri membri fruitori”. É quanto dichiara ad Agenda17 Ottavia D’Agostino, responsabile Energia di Legambiente Campania, che ha promosso la realizzazione della Cers di Napoli Est in collaborazione con la Fondazione Famiglia di Maria.
Le rinnovabili non decollano. Le Comunità energetiche e le Comunità solari sono una soluzione
La gestione dal basso è l’alternativa possibile alla crisi energetica, secondo Leonardo Setti di Unibo
Con i costi dell’energia alle stelle, il contributo delle rinnovabili al mix energetico nazionale è divenuto urgente e ancor più al centro di un acceso dibattito.
Secondo il rapporto Comunità rinnovabili 2022 di Legambiente, gli impianti da fonti rinnovabili in Italia non decollano: sono 1,35 milioni (60 GW di potenza complessiva), di cui appena 1351 MW installati nel 2021. Cala il contributo complessivo portato al sistema elettrico italiano: 115,7 TWh (solo +1,58% rispetto al 2020) e Legambiente dichiara “Numeri insufficienti che rischiano di farci raggiungere l’obiettivo di 70 GW al 2030 tra 124 anni”.
