L’estate è stata caratterizzata da numerosi divieti di balneazione per elevata concentrazione di Escherichia Coli ed enterococchi intestinali, un fenomeno solitamente legato alle piogge abbondanti e che si esaurisce di in 24-48 ore, ma che quest’anno ha avuto caratteristiche diverse. Come dichiarano ad Agenda17 Grazia Marina Quero e Pierluigi Penna, ricercatori del Centro nazionale di ricerca per le risorse biologiche marine (Cnr-Irbim) di Ancona: “Quest’ estate la situazione è stata più complessa: si sono avute alte concentrazioni di batteri fecali anche senza pioggia”.
Maira Marzioni
Economia circolare. Ricerca e tecnologia del riciclo consentono di salvare il salvabile del cibo che buttiamo
Uno studio dell’Osservatorio sulle eccedenze, sui recuperi e sugli sprechi alimentari (Oersa) del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea), ha indagato le due linee di spreco alimentare: quella domestica e quella del settore primario. Se ridurre gli sprechi è il primo obiettivo, il secondo passo è utilizzare la scienza e la tecnologia per trasformare gli scarti in nuova materia.
Estate con numerosi divieti di balneazione
Qualità delle acque generalmente buona, ma siccità e piogge estreme compromettono la capacità di autodepurazione dei fiumi
L’estate 2022 è stata caratterizzata da numerosi divieti temporanei di balneazione: livelli al di sopra dei limiti fissati per i batteri Escherichia Coli ed enterococchi intestinali, indicatori di contaminazione fecale, hanno interessato la costa adriatica, ligure e tirrenica nei mesi di giugno e luglio. Eppure secondo l’ultimo rapporto dell’European Environment Agency (EEA) che, in ottemperanza alla Direttiva europea monitora la balneabilità delle acque utilizzando gli stessi parametri, nel quadriennio 2018-2021 in Italia risultano in eccellenti condizioni l’88% delle acque, tra marine e lacustri.
Mediterraneo: la Pinna nobilis salvata con l’aiuto della ricerca scientifica
Torna la speranza per una specie chiave dell’ecosistema marino
Nel Golfo di Trieste i ricercatori dell’Area marina protetta (Amp) di Miramare hanno mappato trenta esemplari sani di grandi dimensioni (oltre trenta cm) di Pinna Nobilis scampati all’ondata epidemica che nel 2016 è approdata nel Mediterraneo, provocando una moria di massa della popolazione. Altri trenta esemplari giovani sono stati prelevati da luoghi a rischio e attendono di essere reimpiantati a fine estate. Il ripristino della specie è l’obiettivo del consorzio che vede diverse aree marine protette, due università e due enti privati, riunite nel progetto europeo Life Pinna.
Giornata del Mediterraneo. Biodiversità in pericolo e inquinamento, ma anche soluzioni
Il quadro della situazione e il trapianto di praterie marine con Mistri di Unife
“Il Mediterraneo sta fronteggiando una triplice crisi planetaria da inquinamento, cambiamento climatico e perdita di biodiversità” afferma Tatjana Hema, coordinatrice del Piano d’azione per il Mediterraneo del Programma delle Nazioni unite per l’ambiente (Unep/Map), all’apertura della giornata dedicata al futuro del Mare Nostrum, all’interno della Conferenza Onu sugli oceani che si è chiusa a Lisbona lo scorso 1° luglio. L’allarme è arrivato a pochi giorni dalla Giornata internazionale del Mar Mediterraneo, che si celebra ogni anno l’8 luglio.
Istat, quanto siamo lontani dal traguardo – La vita sott’acqua
L’Obiettivo 14 dell’Agenda 2030 dell’ONU misurato secondo quattro parametri
L’Istituto nazionale di statistica (Istat) redige annualmente un Rapporto SDGs (Sustainable Development Goals) nel quale illustra lo stato di attuazione in Italia dei 17 obiettivi (GOAL) dell’Agenda Onu 2030.
La pesca artigianale è fondamentale per la sostenibilità
Nell’anno internazionale dedicato a questa attività, i primi sorprendenti dati FAO
Il 2022 è stato dichiarato dalle Nazioni Unite Anno internazionale della pesca artigianale e dell’acquacoltura (International Year of Artisanal Fisheries and Aquaculture,YIAFA 2022). Con l‘occasione la Food and Agriculture Organization (FAO) ha lanciato un Global Action Plan (GAP) che ribadisce come la pesca artigianale sia determinante per la gestione sostenibile della biodiversità ittica, in particolare dove l’innalzamento delle temperature dell’acqua, la deossigenazione e l’acidificazione negli ambienti acquatici stanno già influenzando la distribuzione e abbondanza delle risorse acquatiche, mettendo a rischio la sicurezza alimentare.
