Quanti di quelli nati tra la fine degli anni 90 ed il 2010 non avevano un diario scolastico di quelli con gli adesivi sul retro. E quanti ancora oggi, se riprendessero quei diari ritroverebbero gli stessi adesivi ancora al loro posto, conservati con cura per il timore di sprecarne qualcuno, in attesa di essere staccati per essere incollati su qualcosa di migliore. Una perfetta metafora di come sta vivendo adesso questa generazione di ex bambini insicuri, spaventati e con tanti adesivi ancora da attaccare.
Bianca Antonica
Carne coltivata in laboratorio. Forti implicazioni etiche e ambientali, che i consumatori sono disposti a riconoscere. L’analisi di Luca Lo Sapio, bioeticista presso Unito e per il progetto Cult Meat
In Italia non c’è un fronte netto a dividere chi è totalmente favorevole e chi no al consumo di carne coltivata. Nella scelta contano soprattutto fattori come il grado di educazione, l’età e il genere. E’ ciò che racconta in anteprima ad Agenda17 Luca Lo Sapio, docente di bioetica e filosofia morale presso l’Università di Torino, coordinatore del progetto FEAT (FuturEATing), dopo tre sondaggi condotti su Italia, Francia e Olanda.
Carne coltivata in laboratorio. Il successo dell’Università di Torino spiegato anche dai fattori economici e trend sociali legati ai novel food
Consumatori e chef largamente favorevoli, secondo una ricerca di Marianna Gilli, economista Unife
A pochi giorni dalla chiusura del crowdfunding per finanziare il progetto CultMeat – la carne coltivata in laboratorio – dell’Università di Torino, l’obiettivo raggiunto è del 293%. Un successo che merita di essere analizzato e approfondito perché coinvolge diversi fronti, scientifici, sociali ed economici, e si colloca dentro un dibattito pubblico molto vivace.
Coltivare la carne in laboratorio. All’università di Torino la ricerca si fa con i soldi raccolti da sostenitori
Straordinario successo del crowdfunding del progetto CultMeat
Una raccolta crowdfunding per mettere a punto una nuova metodologia per produrre carne in laboratorio: è quanto hanno pensato gli autori del progetto CultMeat dell’Università di Torino.
Ed evidentemente la scelta originale di finanziare in questo modo la ricerca universitaria per una reale alternativa all’allevamento convenzionale è piaciuta.
Dopo pochi giorni, infatti, l’obiettivo prefissato dei 10 mila euro era già stato raggiunto, e a pochi giorni dalla chiusura della raccolta quasi 500 sostenitori hanno fatto superare l’obiettivo del 250%
I confini porosi del gender: il caso della pugile Imane Khelif analizzato da Paola Michelini al festival di Internazionale
Molestie, bullismo e violazione della privacy per ignoranza scientifica dei test e delle “Differenze dello sviluppo sessuale”
Spente le luci sul ring delle Olimpiadi di Parigi, cosa è rimasto della vicenda della pugile Imane Khelif? Le polemiche – non sempre all’altezza della noble art di cui imane è campionessa – sono servite a qualcosa?
L’attenzione sul caso si è riaccesa durante il festival di Internazionale a Ferrara, dove l’autrice e attrice Paola Michelini l’ha preso ad esempio di discriminazione e mancata tutela dei diritti. Un tema – quello del gender – dai confini indefiniti e porosi, che ancora suscita molti dubbi e con molti vuoti da colmare.
Tossicodipendenza 2.0: l’impatto delle Nuove sostanze psicoattive è molto pericoloso, secondo il tossicologo Matteo Marti
Nei giovani può alterare il neurosviluppo cognitivo. In USA 100mila morti all’anno per intossicazioni da oppioidi
Rispetto alle droghe d’abuso tradizionali, le Nuove sostanze psicoattive (Nsp) sono più economiche, più facili da acquistare e spesso il loro non-regolamento le rende molto attraenti, soprattutto tra i più giovani. Basta un solo click per trasformare gli adolescenti in vere e proprie cavie da laboratorio per questi nuovi prodotti.
Tossicodipendenza 2.0: il mercato è stato invaso da un vasto ed eterogeneo insieme di nuove molecole psicotrope estremamente pericolose
Non solo il famigerato fentanyl: in Europa viene individuata una sostanza alla settimana
La nuova tossicodipendenza sta emergendo sempre di più a causa dell’utilizzo delle cosiddette Nuove sostanze psicoattive (Nsp). Le Nsp sono sostanze, di origine naturale o sintetica, che imitano gli effetti delle droghe tradizionali ma i cui effetti farmacologici e collaterali sono ancora poco conosciuti.
