Nato nel 1987 con poco più di 3.200 studenti coinvolti, il programma Erasmus è oggi uno dei progetti più riconoscibili dell’Unione europea. Il successo è anche nei numeri riportati nell’Annual Report 2024 appena pubblicato: dai 3.244 studenti del 1987 si è passati a oltre 16 milioni di partecipanti complessivi, con più di un milione di persone all’anno che hanno aderito al programma negli ultimi anni.
Un’espansione che ha portato Erasmus a trasformarsi in Erasmus+, un quadro più ampio che integra istruzione, formazione, gioventù e sport, guardando sempre più spesso anche oltre i confini dell’Europa.
Si aprono ai giovani le porte d’Europa
Pensato per favorire la collaborazione tra università e istituti di istruzione superiore, il programma Erasmus fin dall’inizio ha dato inizio a un sistema strutturato di scambi transnazionali, aprendo le porte dell’Europa a generazioni di studenti.
Nel suo primo anno di attività, il programma coinvolgeva undici Paesi — tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito — e permetteva agli universitari di studiare all’estero per un periodo del proprio percorso accademico. Da allora, la crescita è stata costante: oggi Erasmus+ consente a studenti, tirocinanti, docenti e professionisti dell’istruzione di muoversi in oltre trenta Paesi europei e non solo.

Il nome stesso del programma racchiude il suo significato più profondo. Erasmus è infatti un omaggio a Erasmo da Rotterdam, filosofo e umanista del Rinascimento che viaggiò instancabilmente in Europa per insegnare e studiare, in un’epoca in cui spostarsi era lento e complesso. A lui si deve la celebre frase “Quaevis terra patria” — ogni terra è patria — che incarna perfettamente lo spirito del programma: la conoscenza non conosce confini.
Allo stesso tempo, “ERASMUS” è anche l’ acronimo di European Community Action Scheme for the Mobility of University Students, a sottolineare l’anima profondamente europea del progetto.
Erasmus+ è uno dei programmi più rappresentativi dello spirito europeo
Un sondaggio Eurobarometro del 2018 ha classificato Erasmus+ come il quarto risultato più importante dell’UE, subito dopo la libertà di circolazione, la pace e la moneta unica. Il programma si è evoluto dal suo iniziale focus sull’istruzione superiore, fino a diventare un programma che abbraccia l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport.
Anche i cittadini extracomunitari possono beneficiare di Erasmus+: gli studenti provenienti da Macedonia del Nord, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Turchia e Regno Unito partecipano in quanto Paesi aderenti al programma Erasmus+ mentre i cittadini di altri Paesi extracomunitari possono accedere a Erasmus Mundus, che sostiene programmi di studio internazionali. Per quanto riguarda il Regno Unito è stato annunciato da poco il rientro nel programma Erasmus dopo l’abbandono di cinque anni fa dovuto alla Brexit.
A quasi quarant’anni dalla sua nascita, Erasmus+ resta una delle storie di maggior successo dell’Unione europea: un programma che non solo ha favorito la mobilità, ma ha contribuito in modo decisivo alla crescita personale, culturale e professionale di milioni di cittadini, costruendo un’Europa più connessa e consapevole.
Nell’attuale seconda fase (2021-2027), il programma si concentra su quattro priorità generali che sono sostegno alla transizione verde, affrontare la trasformazione digitale, promuovere l’inclusione sociale e la diversità, favorire una maggiore partecipazione alla vita democratica, ai valori comuni e all’impegno civico.
Tra i cambiamenti più significativi rispetto alle precedenti edizioni, è l’integrazione nell’Erasmus+ del Corpo europeo di solidarietà, il programma europeo che promuove la solidarietà e il volontariato tra i giovani.
Mario Draghi, nella sua relazione sul futuro della competitività europea (settembre 2024), ha incluso Erasmus+ tra i programmi strategici da rafforzare, sottolineando che “l’Unione europea dovrebbe quintuplicare le risorse destinate a Erasmus+” per affrontare le sfide emergenti e promuovere lo sviluppo delle competenze tra i giovani.
Con la proposta della Commissione europea per il periodo settennale 2028-2034, Erasmus+ il programma potrebbe assumere una nuova forma, ridefinendo priorità, strutture e opportunità per studenti, giovani e organizzazioni europee.
Il 16 luglio scorso la Commissione europea ha presentato la proposta di regolamento per la prossima edizione per la quale è previsto un bilancio di 40,8 miliardi di euro (su un totale di 2 mila miliardi proposti per il periodo di sette anni). Rispetto ai 26,2 miliardi del periodo 2021-2027, si tratta di un aumento nominale significativo (+56%) anche se considerando l’impatto dell’inflazione e l’integrazione del Corpo europeo di solidarietà nell’ambito di Erasmus+, l’aumento reale è più contenuto (+15%).
Oltre un milione di italiani coinvolti in Erasmus+ tra il 2014 e il 2024

Negli ultimi dieci anni oltre un milione di italiani ha partecipato al programma Erasmus+ nei settori dell’istruzione, formazione professionale, gioventù, educazione degli adulti e sport. A beneficiarne è stata una platea sempre più ampia e diversificata, composta da studenti, docenti, formatori, tirocinanti, volontari, giovani e discenti adulti.
I dati, diffusi dall’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire (AIG) e riferiti al periodo 2014–2024, confermano l’impatto positivo del programma sulla crescita educativa, sociale e professionale del Paese. Nei settori Gioventù e Sport, gestiti dall’AIG, sono stati finanziati 4.800 progetti che hanno coinvolto oltre 213 mila giovani.
Ma l’Erasmus è veramente per tutti?
Nel paper scritto da Theresa Khun dell’Università di Oxford nel 2012 sulla base di ricerche su Eurobarometer si presenta la tesi che partecipare a uno scambio Erasmus non rafforza l’identità europea perché il programma si rivolge a studenti universitari che molto probabilmente si sentono già europei o che già parlano lingue straniere.
Al contrario, le persone con un basso livello di istruzione che potrebbero rispondere con interesse alla mobilità transfrontaliera difficilmente partecipano perché lasciano la scuola prima dell’inizio del programma o per ragioni di ristrettezze economiche.
Infatti, da sempre il programma Erasmus è ostacolato da fattori di tipo economico che escludono intere fasce sociali perché le borse di studio che gli studenti ricevono difficilmente riescono a coprire le spese a carico dello studente e delle famiglie nel Paese di destinazione.
Sarebbe auspicabile che per la prossima edizione siano aumentati le borse di studio e il sostegno agli studenti provenienti da famiglie e Paesi dal reddito medio e medio-basso per un efficace rafforzamento dell’identità europea a un maggior numero di persone.
